Emergenza siccità in Catalogna, le restrizioni a Barcellona nell’uso dell’acqua: le cose da sapere

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Il lago di Sau, in Catalogna, diventato simbolo della siccità (foto: https://depositphotos.com/)

La Catalogna si trova da ormai molti mesi in una grave situazione di siccità, con carenza di piogge che ha portato la comunità autonoma spagnola a dichiarare, lo scorso febbraio, lo stato di emergenza.  Sono ormai più di tre anni che in questa regione si vive la peggiore siccità da quando esistono documenti (i primi dati risalgono a più di un secolo fa, 1916).

Si tratta quindi di una situazione storica e senza precedenti. Lo stato di emergenza, entrato in vigore all’inizio del mese scorso, prevede l’applicazione di restrizioni severe all’uso di acqua nell’industria, in agricoltura ed anche per i consumi domestici delle famiglie, e si estende anche a Barcellona, ​​Girona e altri 200 comuni.

Emergenza siccità a Barcellona e altre zone della Catalogna: quanta acqua posso usare?

I turisti internazionali che arrivano nella regione, in particolare chi scende dall’aereo all’aeroporto di Barcellona, scoprirà in queste vacanze di Pasqua 2024 numerosi cartelli rossi con scritto sopra “emergenza siccità” (in inglese, “drought alert”, e che invitano i visitatori a usare l’acqua in maniera consapevole.

Al momento, la restrizione prevista per l’uso personale è di massimo 200 litri a persona al giorno, una limitazione che riguarda quindi soprattutto il riempimento delle piscine di acqua dolce, che è del tutto vietato. In questa fase possono essere riempite solo le piscine ad uso terapeutico di ospedali, residenze o centri educativi speciali, oppure quelle che vengono riempite con acqua di mare, purché riempite e svuotate senza alcun tipo di collegamento alle reti di alimentazione.

Le notizie sulla siccità in Spagna

Se però la situazione non migliora, la Catalogna dovrà affrontare un’estate con maggiori restrizioni. Attualmente la restrizione per chi si trova in Catalogna (e a Barcellona) può sembrare fin troppo poco restrittiva, vista la situazione, con un limite massimo di 200 litri per abitante al giorno, ma entro l’estate le cose potrebbero peggiorare, e le restrizioni aumentare.

Ovviamente, viene richiesta responsabilità a tutti, e quindi il limite massimo dei 200 litri al giorno è solo un tetto massimo che sarebbe bene non sfiorare nemmeno: la richiesta che viene rivolta ai milioni di visitatori che si recano ogni anno in Catalogna, è che durante il proprio soggiorno riducano al massimo l’uso di acqua. Le autorità consigliano un consumo giornaliero di 90 litri per persona al giorno.

Altre restrizioni all’uso dell’acqua che riguardano sia residenti che turisti

È vietata l’irrigazione dei giardini. Solo gli alberi dei parchi pubblici possono essere annaffiati per evitare che muoiano. I campi in erba degli sport federati possono essere irrigati a condizione che l’acqua utilizzata venga compensata in altro modo, ad esempio chiudendo le docce. È vietato riempire o ricaricare le piscine. Possono essere riempite solo le piscine registrate presso la Generalitat, a condizione che – come nel caso dei campi in erba – si recuperi l’acqua utilizzata per riempire la piscina in altro modo, ad esempio chiudendo le docce.
Le auto non possono essere lavate con l’acqua del rubinetto di casa. Devono essere portatenegli stabilimenti di autolavaggio.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".

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