Questa domenica 12 maggio ci saranno le elezioni in Catalogna: possibile terremoto per Sánchez, o una nuova vittoria?

catalogna bandiera
La bandiera della Catalogna.

Il 2024 non è un anno di grandi appuntamenti elettorali nazionali in Spagna come il 2023. L’anno scorso c’erano state infatti le elezioni amministrative in tutti i comuni, le elezioni regionali in molte comunità autonome ed anche le elezioni politiche generali, a luglio.

Quest’anno però, nonostante gli appuntamenti con le urne siano in numero minore, ci sono già state e ci saranno elezioni molto importanti per il paese, in regioni chiave. A febbraio ci sono state le elezioni nella regione autonoma della Galizia, il 21 aprile si è votato nei Paesi Baschi ed il 12 maggio c’è attesa per le elezioni in Catalogna.

Infine, a giugno, come negli altri Paesi dell’UE, si voterà anche in Spagna per le Europee.

Le elezioni in Catalogna del 12 maggio

Le elezioni in Catalogna si terranno domenica 12 maggio e sono l’ennesimo appuntamento elettorale, nella regione catalana, di questi ultimi dieci anni politicamente convulsi per la regione autonoma. Ricordiamo, sono stati anni attraversati da una forte ondata indipendentista, che ha poi però ricevuto una battuta d’arresto negli ultimi tempi. La principale novità delle elezioni del 12 maggio è che si presenterà Carles Puigdemont, leader di Junts ed ex presidente del governo catalano che nel 2017 portò la Catalogna a un passo da un clamoroso strappo con la Spagna, in un tentativo di secessione che finì con numerosi arresti.

Leggi anche: Tutti gli articoli del giornale ‘El Itagnol’ sulla crisi del 2017-2018 in Catalogna

Una figura che ritorna: Carles Puigdemont

Puigdemont ha vissuto dal 2017 ad oggi all’estero per evitare di essere arrestato per i suoi tentativi di staccare la Catalogna dalla Spagna. Negli ultimi mesi è tornato ad essere chiave nella politica nazionale, perché ha permesso – con i voti del suo partito – la nascita dell’attuale governo Sanchez III, a cambio di importanti leggi come quella sull’amnistia, che nelle prossime settimane potrebbe annullare i reati di molti leader indipendentisti. 

Dal risultato delle elezioni del 12 maggio potrebbero uscire diversi scenari. Se il fronte indipendentista uscisse forte dalle urne, non sono da escludere guai per l’attuale governo Sánchez: i partiti indipendentisti potrebbero infatti essere tentati dal ritorno al passato, con una nuova fase segnata dalla richiesta di indipendenza. Una richiesta che finirebbe per mandare in crisi l’attuale governo nazionale.

Se però questo fronte uscisse indebolito rispetto al passato, potrebbero esserci altri scenari e potrebbe uscirne rafforzato Sanchez, che dal 2018 ha scommesso proprio sulla distensione con i politici indipendentisti catalani, cercando di far uscire quella lunga parentesi dai tribunali riportando tutto in un alveo di dibattito politico. Un indebolimento del fronte indipendentista nelle urne e la nascita ad esempio di un governo con dentro socialisti e indipendentisti, che non abbia più l’obiettivo della secessione, sarebbe una chiara vittoria per i socialisti.

Da monitorare in queste elezioni anche il risultato dei voti di estrema destra. Tra questi c’è Alleanza catalana, considerato “xenofobo” dai mass media spagnoli. Potrebbe entrare per la prima volta nel Parlamento catalano.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".

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