
L’8 luglio del 1994, esattamente 30 anni fa, in Spagna venne fatto un ritrovamento archeologico importantissimo, che cambiò la storia umana fino ad allora conosciuta. Venne infatti scoperta presso il sito di Atapuerca, vicino Burgos, una nuova specie di ominidi di cui non esisteva traccia in precedenza, che fu chiamata Homo Antecessor e che aveva vissuto in quella zona più di 800.000 anni fa.
Il paleoantropologo Juan Luis Arsuaga, uno dei più noti conoscitori delle scoperte fatte ad Atapuerca, definì il 1994 come un anno “magico” per le importanti scoperte fatte.
Una mostra a Burgos per i 30 anni dalla scoperta
Una mostra con la riproduzione del cranio e del volto dell’Homo antecessor e un modello del livello 6 della Gran Dolina, tra gli altri elementi, verrà allestita in questo 2024 presso il Museo dell’Evoluzione Umana (MEH) di Burgos.
Il sito archeologico di Atapuerca, in Spagna: una finestra sulla storia dell’evoluzione umana
La mostra, inaugurata ad inizio luglio al secondo piano del museo, raccoglie informazioni su come è avvenuta la nascita dell’Homo antecessor e come le nuove tecniche di ricerca applicate allo studio dei fossili permettono di conoscere molti aspetti di questi abitanti di Atapuerca durante il Pleistocene inferiore.

La scoperta
L’8 luglio 1994, tra i sedimenti del livello 6 della Gran Dolina, l’archeologa Aurora Martín rinvenne quello che sembrava essere un dente umano. Da allora vennero scoperti decine di fossili umani, il cui studio ha dato conferma della presenza di una nuova specie chiamata Homo antecessor.
L’età di questi resti, di oltre 850.000 anni, ha permesso di formulare nuove ipotesi su come e quando si verificò il primo insediamento umano nell’Europa occidentale, un cambio di paradigma che richiese tempo per essere assimilato dalla comunità internazionale
La mostra, ad ingresso gratuito, racconta la storia di questa grande scoperta e di come questo insieme di testimonianze fossili abbia permesso di comprendere le caratteristiche anatomiche dell’Homo antecessor, strettamente legate a quelle dei Neanderthal e dell’uomo moderno, ma anche a quelle delle più antiche specie del genere Homo.
Nuovi ritrovamenti nel luglio del 2024
Proprio in coincidenza con il trentesimo anniversario della scoperta dell’Homo antecessor, intanto, sono stati rinvenuti una dozzina di nuovi fossili umani nel sito della Gran Dolina, tra cui un incisivo che corrisponderebbe a una donna di circa 25 anni anni. Si tratterebbe di nuovi resti di Homo antecessor, che permetteranno quindi di migliorare le nostre conoscenze su questa specie.
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Lorenzo Pasqualini
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