
Si è tenuto il 17 febbraio il vertice europeo di Parigi sull’Ucraina, organizzato all’Eliseo da Emmanuel Macron. Presenti anche i leader dei governi di Italia e Spagna, Giorgia Meloni e Pedro Sánchez. Il vertice informale ha riunito una decina di leader di paesi dell’Unione europea e della Nato, per discutere della sicurezza dell’Europa a seguito delle ultime mosse dell’amministrazione Trump appena insediatasi, sulla guerra in Ucraina. Guerra iniziata nel febbraio del 2022, quasi tre anni fa, a seguito dell’invasione russa del Paese.
Il vertice di Parigi arriva – informa l’agenzia Afp – pochi giorni dopo l’invito rivolto da Trump al presidente russo Vladimir Putin a negoziare direttamente la fine della guerra nel corso di un incontro bilaterale in Arabia Saudita, che non è ancora stato fissato. Il 14 febbraio, il vicepresidente statunitense JD Vance aveva lanciato un duro attacco contro gli alleati europei.
Al vertice di Parigi hanno partecipato Macron e i capi di governo di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca, nonché il presidente del Consiglio europeo, la presidente della Commissione europea e il segretario generale della Nato.
Le posizioni europee emerse dal vertice del 17 febbraio 2025 sull’Ucraina
Dal vertice è uscita una divisione dei leader europei soprattutto sull’invio di truppe in Ucraina per sostenere un accordo di pace. In Germania si vota tra pochi giorni, e per il cancelliere tedesco Olaf Scholz è “inappropriato e prematuro” inviare truppe europee a sostegno dell’Ucraina.
Questa stessa posizione viene difesa dal leader spagnolo Pedro Sanchez e dalla presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, insieme al polacco Donald Tusk.
In sintesi quindi, sia Italia che Spagna vogliono continuare a difendere l’Ucraina come fatto in questi ultimi 3 anni, ma senza un invio diretto di truppe, che significherebbe un conflitto aperto e diretto con la Russia.
La posizione del governo spagnolo sull’Ucraina
Il Presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha sottolineato che “la Spagna, fin dall’inizio, è scesa in aiuto dell’Ucraina sia per difenderne la libertà e l’indipendenza, sia per difendere la sicurezza europea”. “Parlare di indipendenza e, quindi, di pace in Ucraina significa anche parlare di sicurezza europea. La pace in Ucraina e la sicurezza europea sono due facce della stessa medaglia”, ha sottolineato.
A questo proposito, Pedro Sánchez ha sostenuto che la Spagna è un alleato impegnato, sia nelle parole che nei fatti, e ha sottolineato l’accordo bilaterale di sicurezza con l’Ucraina raggiunto l’anno scorso, del valore di un miliardo di euro. Ha inoltre sottolineato che la Spagna è uno dei principali contributori del Fondo europeo per la pace e ha menzionato l’assistenza fornita in termini umanitari e nell’accoglienza dei rifugiati.
Pedro Sánchez ha sottolineato che l’Ucraina ha ancora bisogno del sostegno della comunità internazionale e, in particolare, dell’Europa. Ha quindi dichiarato che la Spagna continuerà a sostenere l’Ucraina finché durerà la guerra.
Las conversaciones para la paz en Ucrania representan una oportunidad. Pero no deben llevarnos a un cierre en falso. El objetivo debe ser alcanzar una paz justa y duradera.
Debe contar con la implicación activa de Ucrania y de Europa y debe reforzar el orden multilateral y el… pic.twitter.com/49PfECXN77
— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) February 17, 2025
Riferendosi all’avvio di possibili negoziati per un accordo di pace per l’Ucraina, il Primo Ministro ha accolto con favore i colloqui, ma ha avvertito che “non possono essere una falsa conclusione e che gli errori del passato non possono ripetersi”. “Deve essere una pace duratura e giusta”, ha affermato.
Sanchez ha sottolineato che bisogna tenere conto del coinvolgimento attivo dell’Ucraina, il Paese sotto attacco, e anche dell’Unione Europea, il progetto politico che si sente minacciato. Il presidente ha inoltre sostenuto che la pace dovrebbe rafforzare l’ordine multilaterale e il diritto internazionale e consolidare il rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità delle nazioni. Ha inoltre sottolineato che la pace deve portare a un’Unione Europea più forte.
“L’Europa è un forte progetto politico”, ha affermato Pedro Sánchez, sottolineando che il continente rappresenta il più grande blocco commerciale del mondo e, nel suo complesso, la più grande economia del mondo. Ha inoltre sottolineato che l’Europa ha le capacità e i punti di forza per continuare ad espandere questo grande progetto che è l’Unione Europea.
Infine, ha sottolineato che ci troviamo in un momento decisivo per l’Unione Europea, un punto di svolta fondamentale per l’ordine multilaterale. In questo contesto, ha sottolineato l’importanza di mantenere coerenza nella difesa dei principi e dei valori che sono alla base dell’ordine internazionale basato sulle regole.
Parole che vanno lette come una netta contrapposizione alla linea della nuova amministrazione Trump e dei partiti di estrema destra europei che stanno aumentando i consensi negli ultimi tempi. Proprio in Spagna, a Madrid, si è tenuta pochi giorni fa una riunione dei partiti di estrema destra sovranisti europei, un incontro che ha visto la partecipazione dell’italiano Matteo Salvini (Lega) e dello spagnolo Abascal (Vox), e che era stato lanciato e appoggiato da Elon Musk.
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Per approfondire
Vertice europeo a Parigi per rispondere alle mosse di Trump sull’Ucraina
Alcuni dei leader dei paesi europei e della Nato si riuniranno il 17 febbraio per discutere di sicurezza nell’Unione e della posizione degli Stati Uniti sui negoziati di pace in Ucraina. Leggi
Parigi, riunione informale su Ucraina e sicurezza
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato a Parigi alla riunione informale su Ucraina e sicurezza.
Pedro Sánchez, sobre la paz en Ucrania: “Tenemos que aprovechar esta oportunidad para que se refuerce tanto el proyecto europeo como el orden multilateral”
Palacio del Elíseo, París (Francia), lunes, 17 de febrero de 2025. El presidente del Gobierno ha remarcado que España es un aliado comprometido y ha puesto en valor, tanto el Acuerdo Bilateral de Seguridad con Ucrania como las contribuciones al European Peace Facility.
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