In Spagna, la cosiddetta Ley Mordaza, approvata nel 2015 dal governo di destra di Mariano Rajoy, è diventata il simbolo di una stretta repressiva sulle manifestazioni, sulla libertà di stampa e sulla protesta sociale. In Italia, nel 2024, il governo guidato da Giorgia Meloni ha promosso un DDL Sicurezza che, pur in un contesto diverso, ha suscitato critiche simili per il possibile impatto sui diritti civili.

Negli ultimi anni, sia in Spagna che in Italia, governi di destra hanno promosso leggi sulla sicurezza che hanno sollevato preoccupazioni riguardo alle libertà civili e al diritto di protesta. In Spagna, la cosiddetta “Ley Mordaza” è stata approvata nel 2015 dal governo di Mariano Rajoy, mentre in Italia il governo guidato da Giorgia Meloni ha recentemente introdotto il “DDL Sicurezza”. Questo è stato convertito in legge il 4 giugno del 2025.
La Ley Mordaza in Spagna, introdotta dieci anni fa
La “Ley Orgánica de protección de la seguridad ciudadana”, ribattezzata dai critici come “Ley Mordaza“, cioè “legge bavaglio”, è entrata in vigore il 1° luglio 2015. Ne parlammo dieci anni fa in questo articolo de “El Itagnol”. Questa legge, varata dall’allora governo di destra guidato da Mariano Rajoy, ha introdotto sanzioni amministrative fino a 600.000 euro per una serie di infrazioni, tra cui:
- Partecipare a manifestazioni non autorizzate vicino a edifici governativi.
- Fotografare o registrare agenti di polizia durante le loro operazioni.
- Opporsi agli sfratti o occupare edifici.
Le critiche alla Ley Mordaza in questi anni sono state numerose. Organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch hanno espresso preoccupazioni, affermando che la legge rappresenta una minaccia diretta ai diritti di riunione pacifica e alla libertà di espressione.
Leggi anche. Giugno 2025, dagli archivi de “El Itagnol”: Dal primo luglio del 2015 in Spagna entra in vigore la Ley Mordaza
Dal 2015 infatti in Spagna questa “legge bavaglio” viene accusata di limitare il diritto di manifestazione, di riunione e la libertà di espressione. Con l’arrivo dei governi di sinistra guidati da Pedro Sanchez, fin dal 2018, la “ley mordaza” non è stata cancellata come promesso inizialmente dalle forze di sinistra.
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Secondo Amnesty International, negli ultimi dieci anni le organizzazioni della società civile hanno documentato, mobilitato e sollevato presso le autorità le loro profonde preoccupazioni in merito all’ampio margine di arbitrarietà concesso alle forze di sicurezza nelle loro azioni durante le manifestazioni pacifiche, all’uso abusivo di armi non letali come proiettili di gomma o di schiuma, alla frequente interpretazione da parte dei tribunali a favore della versione della polizia, alle contro-denunce della polizia contro manifestanti o giornalisti che denunciano abusi e alla mancanza di efficaci meccanismi di responsabilità per le forze di sicurezza.
Il DDL Sicurezza in Italia: diventa legge nel giugno del 2025
Il “Disegno di Legge Sicurezza”, convertito in legge nel giugno del 2025, è stato promosso nel 2024 dal governo di destra di Giorgia Meloni, e mira a introdurre nuove misure con l’obiettivo di “rafforzare l’ordine pubblico”. Tra le principali disposizioni:
- Pene più severe per chi blocca strade o partecipa a manifestazioni non autorizzate.
- Maggiore potere alle forze dell’ordine, inclusa la possibilità di detenere armi senza licenza.
- Restrizioni sulla vendita di cannabis legale.
- Obbligo per le università e gli enti di ricerca di collaborare con i servizi segreti
Il disegno di legge, che ha delle similitudini con la “ley mordaza” spagnola di dieci anni fa (ancora in vigore), ha suscitato proteste in diverse città italiane. Organizzazioni sindacali, movimenti per i diritti civili e partiti di opposizione hanno espresso preoccupazioni, sostenendo che il DDL rappresenta una minaccia alle libertà fondamentali. Ci sono state diverse manifestazioni in Italia contro questa legge.
L’ultima grande manifestazione contro il DDL Sicurezza del governo Meloni si è tenuta a Roma pochi giorni fa, ed ha visto la partecipazione di almeno centomila persone.
Per approfondire
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