Spagna, il costante grattacapo del governo Sánchez: esecutivo di sinistra, ma appoggiato esternamente da un partito di destra

carles puigdemont
Il leader del partito indipendentista catalano Junts, Carles Puigdemont.

MADRID. Da quando nell’estate del 2023 la Spagna ha votato per le elezioni generali, il paese è governato da un esecutivo di centro-sinistra di minoranza, guidato dal socialista Pedro Sánchez. La sua coalizione di governo è formata dal PSOE (Partito Socialista) e da Sumar, una coalizione di forze della sinistra storica spagnola.

Queste forze politiche hanno in Parlamento meno deputati di quanti ne abbiano i principali partiti della destra (PP e Vox), ma in Spagna c’è una peculiarità: nel Congresso dei Deputati siedono decine di deputati appartenenti ai tanti partiti regionali, che spostano l’ago della bilancia.

Visto che la maggior parte dei partiti regionali si sente meglio difesa da questo governo, a seguito della forte ostilità della destra verso le autonomie regionali (ostilità particolarmente marcata in Vox), il centro-sinistra è riuscito a formare un governo nel 2023 grazie al loro voto favorevole.

Pedro Sanchez governa quindi grazie a una maggioranza parlamentare che gli arriva dal voto favorevole di molti partiti regionali, in particolare catalani, baschi, ma anche della Galizia e altre regioni. Non tutti questi partiti regionali sono però di sinistra.

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Il PNV, partito nazionalista basco, ha appoggiato la nascita di questo governo ma è una forza regionale conservatrice. Più eclatante è il caso di Junts, il partito indipendentista catalano di Carles Puigdemont. Si tratta di un partito che gli analisti politici inquadrano come forza di destra con tinte sovraniste, quindi molto simile ai partiti dell’estrema destra che stanno avendo tanto successo in Europa e in America.

La sua unica peculiarità è che, negli ultimi dieci anni, questo partito si è concentrato sull’obiettivo di dare indipendenza alla comunità autonoma della Catalogna, con un discorso peraltro molto nazionalista, simile a quello dei partiti sovranisti.

Il partito indipendentista catalano Junts è una forza di destra “sovranista”

Il problema è che il partito Junts è stato fortemente osteggiato dalla destra spagnola nazionale, che arrivò a sospendere l’autonomia della Catalogna nell’autunno del 2017, quando Puigdemont (suo leader) tentò l’indipendenza. Ci fu poi un’ondata di arresti che coinvolsero decine di leader politici indipendentisti per quei fatti, diversi dei quali appartenengono a questo partito. Junts nel Parlamento non ha quindi la possibilità di stringere la mano ai partiti PP e Vox, che dal punto di vista politico sono invece suoi simili, perché li divide la natura del proprio nazionalismo: da una parte spagnolo, dall’altra, catalano.

Sanchez ha inoltre agito in questi ultimi anni sulla distensione delle tensioni createsi fin dal 2017, cercando di togliere dai tribunali la questione catalana, concedendo l’amnistia, e intavolando un patto politico con le forze indipendentiste. Junts ha appoggiato Sánchez proprio per questo: perché il socialista, e tutto il centro-sinistra spagnolo, erano gli unici ad offrire una distensione della situazione, e un’amnistia che avrebbe portato fuori dalle carceri tanti leader indipendentisti.

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Dal 2023 quindi il governo attuale è nato grazie all’appoggio fondamentale di un partito indipendentista catalano di destra, con caratteristiche sovraniste. Dal 2023 Junts ha minacciato più volte la caduta del governo Sanchez se questo non avesse portato avanti misure che, secondo questa forza politica, sono favorevoli alla Catalogna. Ci sono state anche situazioni in cui Junts ha votato insieme a PP e Vox, su leggi nazionali, rendendo evidente la natura politica del partito.   Adesso però, dopo mesi di bracci di ferro, che si sono sempre conclusi con un nuovo appoggio di Junts a Sanchez,  le cose stanno cambiando.

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Junts verso lo strappo con Sanchez alla fine del mese di ottobre 2025

Il 27 ottobre 2025, la dirigenza di Junts per Catalunya si è riunita a Perpignan (Francia meridionale) per discutere di un profondo cambiamento nei rapporti con il PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo), due anni dopo la firma dell’accordo di investitura di Pedro Sánchez come Primo Ministro. Con molti dettagli ancora in sospeso, sembra molto vicina la rottura, da parte del partito di Carles Puigdemont, con il governo di centro-sinistra.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
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