
L’ensemble spagnolo Cantoría arriva a Napoli per un concerto esclusivo promosso dall’Instituto Cervantes, in collaborazione con la Fondazione Pietà dei Turchini e l’ufficio culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia. Sabato 21 marzo alle ore 19 presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena va in scena il rinomato sestetto formato da Inés Alonso (soprano), Belén Herrero (alto), Jorge Losana (tenore e direzione), David Guitart (basso), Marc de la Linde (viola da gamba) e Jeremy Nastasi (vihuela).
Cantoría è un gruppo vocale specializzato nell’interpretazione della polifonia vocale del Rinascimento iberico e del primo Barocco. Ensemble residente del Festival Oude Muziek Utrecht e del Festival di Ambronay, il gruppo fondato e diretto da Jorge Losana è stato acclamato in tutta Europa – dal Laus Polyphoniae di Anversa al Muziekgebouw di Amsterdam o alla Wigmore Hall di Londra – e di recente ha tenuto una tournée anche negli Stati Uniti.
Il programma
Il programma del concerto partenopeo è incentrato sulla figura di Mencía de Mendoza, Duchessa di Calabria, una delle personalità più importanti del Rinascimento spagnolo ed erede del patrimonio culturale napoletano. Attraverso musiche legate agli ambienti valenzano e napoletano che hanno segnato la sua identità, viene ricostruito un paesaggio sonoro simile a quello che avrebbe accompagnato la sua vita di corte. Le ensaladas di Mateo Flecha, i villancicos del Cancionero de Uppsala e le recercadas di Diego Ortiz dialogano con i repertori italiani diffusi nei libri di musica spagnoli.
Il programma propone un ritratto musicale immaginario, ma storicamente plausibile. Uno sguardo alla circolazione degli stili che caratterizzò quel Rinascimento transnazionale.
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La prima parte del programma ruota attorno alle ensaladas di Mateo Flecha “el Viejo” (c. 1481–1553), una forma musicale tipicamente ispanica che alterna testi e stili diversi con grande virtuosismo compositivo.
La seconda sezione prende spunto dal curioso sottotitolo di una delle fonti musicali più affascinanti del Rinascimento: il Canzoniere di Uppsala, pubblicato a Venezia nel 1556 come Villancicos de diversos autores, a dos y a tres y a cuatro voces.
Il terzo blocco è dedicato a Diego Ortiz, musicista toledano che svolse la maggior parte della sua carriera a Napoli come maestro di cappella del viceré spagnolo.
A chiudere il programma del concerto, brani vocali di compositori come Arcadelt, Sermisy, Willaert o Rore, nomi ricorrenti nella stampa musicale europea e noti negli ambienti nobiliari della penisola.
PER INFORMAZIONI E CONTATTI: www.turchini.it – www.napoles.cervanes.es
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