14 aprile, 95 anni fa nasceva la Seconda Repubblica in Spagna: il re Alfonso XIII in esilio a Roma

bandiere repubblica spagna
Bandiere repubblicane spagnole appese a un balcone nell’anniversario della proclamazione della Seconda Repubblica, il 14 aprile – https://depositphotos.com/

Questo martedì 14 aprile del 2026 si compiono 95 anni da un altro 14 aprile molto importante in Spagna, anche quello un martedì: il 14 aprile del 1931. In quel giorno fu proclamata la Seconda Repubblica nel Paese iberico. In quel giorno storico, di cui ricorre il 95° anniversario proprio questo martedì, la bandiera tricolore repubblicana viene issata sulle facciate di tutti i municipi spagnoli. Solo 48 ore prima, il 12 aprile, c’erano state le elezioni municipali, il cui risultato venne interpretato come un vero e proprio plebiscito tra monarchia e repubblica.

La vittoria dei repubblicani nella maggior parte dei capoluoghi di provincia, infatti, e soprattutto a Madrid, Barcellona e Valencia, fu considerata un trionfo indiscutibile della Repubblica. Il 14 aprile del 1931 fu proclamata la Repubblica e re Alfonso XIII lasciò la Spagna, andando in esilio in Italia, a Roma, dove si era nel pieno del regima fascista di Benito Mussolini.

Immediatamente si formò un Governo Provvisorio, presieduto da Niceto Alcalá Zamora, del partito Destra Repubblicana Liberale, che rimase in carica fino al dicembre del 1931. La notte del 14 aprile, il Governo decretò un’amnistia per i reati politici, sociali e di stampa, ma il decreto più importante di questo Governo Provvisorio fu quello che istituì il proprio statuto legale, fissando per le sue azioni un quadro minimo di garanzie, come la libertà di culto e di credo e il rispetto dei diritti e delle libertà dei cittadini.

Cos’è stata la Seconda Repubblica Spagnola

La Segunda República española durò pochi anni, fino al 1936-1939. Nel 1936 infatti, avvenne il golpe di Francisco Franco, che portò allo scoppio di una Guerra Civile sanguinosa. Fino al 1939 alcune aree della Spagna restarono sotto controllo repubblicano, fino al crollo finale e alla vittoria del franchismo.

La Repubblica nata il 14 aprile del 1931 fu il primo esperimento democratico moderno della Spagna. Nacque senza spargimento di sangue, trascinata da un intenso e genuino entusiasmo popolare, dal risultato delle elezioni amministrative del 12 aprile.  Il suo avvento fu reso possibile anche dal fallimento della dittatura di Primo de Rivera e dal conseguente crollo della monarchia di Alfonso XIII.

LEGGI ANCHE – Spagna, settembre 1923: 100 anni fa il golpe di Miguel Primo de Rivera

La Repubblica si caratterizzò per ambizioni riformatrici profonde,  come la laicizzazione dello Stato, una riforma agraria, autonomie regionali, diritti delle donne (in Spagna votarono prima ancora che in Francia o Italia), ma fu attraversato anche da tensioni crescenti tra blocchi ideologici. Il colpo di Stato di Franco, fallito parzialmente, portò alla guerra civile ed alla conseguente fine di questo breve ma intenso processo democratico.

LEGGI ANCHE: 9 dicembre 1931, la Spagna repubblicana introduce il diritto di voto alle donne

Tutti gli storici sono concordi nel definire questo come il primo periodo democratico moderno della Spagna. Al periodo del governo provvisionale seguì l’approvazione della Costituzione del 1931, un testo all’avanguardia per l’epoca: sanciva la separazione tra Stato e Chiesa, riconosceva le autonomie regionali — aprendo la strada agli statuti di Catalogna e Paesi Baschi — e introduceva il suffragio universale, compreso quello femminile. Fu un salto storico in un paese profondamente diseguale.

LEGGI ANCHE – Quali sono stati i presidenti della Repubblica in Spagna prima del franchismo?

Il primo biennio (1931–1933), guidato da Manuel Azaña, fu un tentativo ambizioso di modernizzare il paese attraverso riforme agrarie (in un paese ancora feudale e poverissimo), laicizzazione dell’istruzione e nuovi diritti sociali. Tuttavia, la Repubblica non riuscì mai a trovare stabilità: la destra vinse le elezioni del 1933 e cercò di smantellare le riforme precedenti, mentre le tensioni sociali sfociarono in insurrezioni e violenze. Il colpo di stato militare del luglio 1936 trascinò il paese in una guerra civile che si concluse nel 1939 con la vittoria di Franco e l’inizio della dittatura. La Repubblica sopravvisse solo nell’esilio. Nel 1975, a seguito della morte di Franco e con il ripristino della democrazia, agli spagnoli non venne chiesto quale forma di Stato usare e si adottò quella della monarchia costituzionale, rimasta fino ai giorni nostri.

Stai leggendo El Itagnol – giornale italo-spagnolo di cultura e attualità con sede in Spagna. Non perderti gli aggiornamenti anche sui social: siamo su Facebook, XInstagram e adesso anche su Whatsapp e BlueSky!

In Spagna però ancora oggi la sinistra vorrebbe tornare a una forma di Stato repubblicana, anche se non ci sono all’orizzonte referendum né c’è l’intenzione di pianificarli. IL Partito socialista, che governa insieme a forze minori della sinistra dal 2018, porta avanti un profilo di totale responsabilità verso la monarchia, e nonostante nelle sue basi ci sia una forte componente repubblicana, i vertici del partito non hanno mai messo sul piatto proposte che vadano contro l’attuale forma di Stato. Anche la sinistra radicale, che ha governato insieme ai socialisti, non ha voluto agitare le acque con la rivendicazione di una III Repubblica, temendo il compattamento della destra, che si profila invece come saldamente monarchica.

La bandiera, uno dei segni che rimane di quel periodo

La bandiera repubblicana, che venne usata ufficialmente nel periodo 1931-1939, era diversa da quella che si usa oggi e che si usava prima della Repubblica. Al rosso e al giallo tradizionali si aggiungeva una terza banda orizzontale, di colore viola porpora, che rappresentava la Castiglia.  Con la fine della Repubblica e la vittoria di Franco nel 1939, la bandiera tricolore sparì dalla scena ufficiale, ma non dalla memoria collettiva.

bandiera repubblicana spagna
Foto di una bandiera repubblicana durante una manifestazione recente, in Spagna.

Ancora oggi, quando in Spagna si manifesta per cause progressiste, nei cortei della sinistra o quando o si commemora la Repubblica, quella bandiera torna a sventolare per le strade.

LEGGI ANCHE. Curiosità sulle bandiere in Spagna

Il re Alfonso XIII e l’esilio a Roma

Un ultimo capitolo è quello sul re Alfonso XIII, che lasciò la Spagna appena proclamata la Repubblica. Andò a Roma, dove restò sotto la protezione del re Vittorio Emanuele III. Morì al Grand Hotel di Roma il 28 febbraio 1941, dopo aver regnato dal 1886 al 1931. Venne poi sepolto nella chiesa di Santa Maria di Monserrato degli Spagnoli, chiesa nazionale spagnola a Roma. Nel 1980 i suoi resti sono stati trasferiti presso il mausoleo dei re spagnoli all’Escorial, vicino Madrid.

The following two tabs change content below.

Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
Informazioni su Lorenzo Pasqualini 846 Articoli
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".

Commenta per primo

Rispondi