Guernica, nel 2027 il 90° anniversario dei bombardamenti italiani e tedeschi sulla cittadina basca: fu una strage di civili deliberata

guernicaIl 26 aprile 2027 ricorre il novantesimo anniversario del bombardamento nazista e fascista italiano che rase al suolo la città basca di Guernica. Un crimine immortalato da Picasso e simbolo eterno della violenza contro i civili.

Il 26 aprile 2027 ricorrerà il novantesimo anniversario del bombardamento di Guernica, uno degli episodi più tragici e simbolici del Novecento. Il 26 aprile del 1937, in piena guerra civile spagnola, l’aviazione tedesca della Legione Condor e l’Aviazione Legionaria italiana rasero al suolo la cittadina basca di Guernica, in un attacco deliberato contro la popolazione civile.

Un attacco contro i civili

Il bombardamento, nome in codice Operazione Rügen, iniziò alle 16:30 del pomeriggio, proprio mentre era in corso il mercato, e durò oltre tre ore. Gli aerei tedeschi — Heinkel, Junkers, Messerschmitt — volavano insieme ai Fiat CR-32 italiani e a tre Savoia-Marchetti SM.79 dell’Aviazione Legionaria. In totale vennero sganciate 31 tonnellate di bombe su una città che non aveva obiettivi militari rilevanti. Fu il primo bombardamento sistematico contro una popolazione civile della storia moderna.

Guernica aveva circa 5.000-7.000 abitanti. Il 70 per cento della città venne distrutto. Il numero esatto delle vittime non sarà mai accertato: quando le truppe franchiste conquistarono la città, bruciarono i registri parrocchiali. Le stime vanno da circa 300 a oltre 1.600 morti, tra anziani, donne e bambini.

L’85% degli edifici di Guernica, 271 in totale, fu completamente distrutto, mentre i restanti furono parzialmente danneggiati. Le bombe incendiarie provocarono un incendio che non poté essere spento per diversi giorni. Le fabbriche di armamenti e il ponte di Errenteria, gli unici obiettivi strategici della città, non furono bombardati. Questo segnò l’introduzione definitiva di una nuova dimensione della guerra: il fascismo, che contravveniva alla Convenzione dell’Aia che proibiva il bombardamento di città indifese. L’unico scopo era quello di seminare il terrore tra la popolazione.

Il bombardamento di Guernica fu il primo atto di ‘guerra totale’ dei tempi moderni, pensato non per colpire la forza militare del nemico ma per terrorizzare la popolazione civile.

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Le rovine di Guernica
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La partecipazione dell’Italia fascista

Il ruolo italiano nel bombardamento di Guernica è documentato. Il generale Pietro Pinna, in una relazione del maggio 1937, commentò con compiacenza come “la distruzione di Guernica, compiuta dagli apparecchi tedeschi ed italiani” avesse dimostrato quanto potesse fare l’aviazione contro un centro abitato. La partecipazione del fascismo italiano a quella strage è parte integrante della storia del bombardamento. Purtroppo, non è l’unica pagina buia della presenza italiana in Spagna al lato del generale Franco e di Hitler: su ordine di Mussolini, vennero compiuti altri bombardamenti con centinaia di vittime civili. Sotto le bombe italiane morirono molti civili da Barcellona a Malaga.

Articoli di approfondimento sui bombardamenti italiani durante la Guerra Civile Spagnola

Le stragi di civili durante la Guerra Civile

All’inizio della Guerra Civile, nell’autunno del 1936, Madrid fu sistematicamente bombardata dalle truppe franchiste, ma fu nel corso del 1937 che l’uso del terrore aereo contro la popolazione civile si diffuse ampiamente. A febbraio, centinaia di civili che vagavano lungo la strada Málaga-Almería furono sistematicamente mitragliati dagli aerei italiani mentre fuggivano; a Valencia, dall’inizio dell’anno, ci furono nuovi episodi simili. Jaén fu attaccata il 1° aprile, con un bilancio di 159 morti e innumerevoli feriti. Ma fu durante l’Offensiva del Nord che ebbero luogo i bombardamenti aerei con il maggiore impatto sull’opinione pubblica internazionale. Il 31 marzo, Elorrio e Durango furono bombardati impunemente dall’Aviazione Legionaria italiana.

Il 26 aprile, Guernica fu rasa al suolo, così come Durango, ma questa volta dalla Legione Condor nazista, supportata dall’aviazione fascista.

La reazione internazionale

Le notizie delle bombe nazi-fasciste sui civili spagnoli fecero il giro del mondo, ed ebbero una forte ripercussione sui giornali internazionali dell’epoca.

Il quadro di Picasso

La notizia del bombardamento di Guernica raggiunse Parigi in pochi giorni. Pablo Picasso, già al culmine della sua fama, fu sconvolto dalle fotografie pubblicate sui giornali. A partire dal 1° maggio 1937 cominciò a dipingere su una grande tela di quasi otto metri per tre e mezzo. Il quadro, commissionato dal governo repubblicano spagnolo, fu esposto nel padiglione della Spagna all’Esposizione Internazionale di Parigi di quell’anno.

Guernica è un’opera in bianco e nero: corpi straziati, una madre con il figlio morto in braccio, un cavallo agonizzante. Nessun colore, solo orrore. Si racconta che l’ambasciatore tedesco, vedendo il quadro nello studio di Picasso, gli chiedesse: “È lei che ha fatto questo orrore?”. Picasso avrebbe risposto: “No, signore, è opera vostra”.

Il quadro al Reina Sofía di Madrid

Dopo decenni di esilio al MoMA di New York — Picasso aveva imposto che tornasse in Spagna solo con il ripristino della democrazia — il quadro rientrò a Madrid il 10 ottobre 1981. Oggi Guernica è esposto al Museo Reina Sofía di Madrid, dove ogni anno lo visitano milioni di persone da tutto il mondo. È diventato il simbolo universale della violenza della guerra contro le vittime civili.

Spagna, 40 anni fa il Guernica di Picasso tornava a Madrid –

90 anni nel 2027

Il prossimo 26 aprile 2027 saranno esattamente novant’anni da quel pomeriggio a Guernica. Un anniversario che la Spagna, i Paesi Baschi e il mondo ricorderanno. Perché il bombardamento della città basca non è solo memoria storica, ma è anche il simbolo di tanti altri bombardamenti contro vittime civili che si sono compiuti fino a oggi, e che ancora oggi siamo obbligati a vedere in un mondo in fiamme.

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