
La notizia della morte di Alex Zanardi, pilota automobilistico e paraciclista italiano deceduto il 1° maggio all’età di 59 anni, ha trovato ampio spazio sui principali quotidiani spagnoli, che ne hanno ricostruito la figura con un taglio prevalentemente informativo, ma attento alla dimensione umana e al valore del suo percorso.
Nel presentarlo, molte testate non si sono limitate a raccontarne la carriera sportiva ed il grave incidente del 2001 che ha segnato la sua vita, ma hanno sottolineato anche l’impatto che Zanardi ha avuto su un pubblico più ampio, per il modo in cui ha affrontato la tragedia. Una sintesi efficace di questa eredità è nella frase che spesso accompagna i ricordi dedicati a lui: “Guardo a ciò che ho, non a ciò che non ho più”.
Il racconto dei quotidiani: tra cronaca e interpretazione
La scomparsa di Alex Zanardi segna la fine di una delle storie sportive e umane più significative degli ultimi decenni. Ex pilota di Formula 1 e poi campione paralimpico nel paraciclismo, Zanardi era diventato un punto di riferimento ben oltre lo sport, soprattutto per il modo in cui aveva affrontato l’incidente del 2001 e la lunga riabilitazione. La sua capacità di trasformare una tragedia in una nuova opportunità, sintetizzata nella frase «Guardo a ciò che ho, non a ciò che non ho più», ne ha fatto un esempio riconosciuto anche in Spagna, dove i media ne ricordano in queste ore non solo i successi, ma soprattutto l’impatto umano.
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Tra le principali testate, El País propone uno dei ritratti più articolati. Il quotidiano evidenzia come la vita di Zanardi possa essere letta in due modi: come una “concatenación de tragedias” oppure come una storia di rinascita, culminata nei successi paralimpici dopo l’incidente del 2001.
Nel testo si insiste sulla capacità di “renacer” dopo la perdita delle gambe, fino alla conquista di quattro ori e due argenti tra Londra 2012 e Rio 2016 nel ciclismo paralimpico. Da qui anche il riferimento all’immagine simbolica dell’atleta che solleva la handbike dopo una vittoria, diventata una delle fotografie più rappresentative della sua carriera. Lo stesso articolo ricorda anche l’ultimo grave incidente del 2020, durante una gara benefica in Italia, e le conseguenze neurologiche che lo avevano progressivamente allontanato dalla scena pubblica.
Tra i quotidiani di riferimento, El País apre con un titolo lineare: “Muere Alex Zanardi, expiloto de Fórmula 1 y medallista paralímpico”. Una formula simile viene adottata anche da El Mundo e ABC, che sintetizzano in poche parole le due fasi principali della sua carriera, mantenendo un registro essenziale. Più esplicito il riferimento al valore simbolico in Cadena SER, che nel titolo introduce l’espressione “símbolo de resistencia”, mentre la stampa sportiva, come Diario AS, mantiene un’impostazione cronologica, sottolineando età e carriera.
Muere el expiloto de F1 Alex Zanardi, leyenda del paralimpismo y símbolo de resistencia
El italiano fue ganador de cuatro medallas de oro paralímpicas | Cadena SER
Alex Zanardi, il campione che ha cambiato tutti: “Guardo a ciò che ho, non a ciò che non ho più”
Lo sport era per gli eroi, i più forti tra noi, i più audaci, i più veloci, i più resistenti, quelli perfetti. I sopravvissuti non andavano bene, meglio dimenticarli, o almeno nasconderli. Poi è arrivato Alex Zanardi. Il suo corpo ci ha lasciato.
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