Mondiali 2026: quando gioca la Spagna, chi sono i convocati e cosa aspettarsi dalla Roja

nazionale spagnola calcio
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L’attesa cresce e il conto alla rovescia è ormai iniziato. I Mondiali FIFA 2026, che si disputeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico, rappresentano una delle edizioni più attese di sempre: il primo torneo a 48 squadre e con un formato completamente rinnovato. Quest’edizione vedrà l’assenza della nazionale italiana, nonostante l’Italia sia stata nei decenni scorsi una delle squadre più forti a livello mondiale, con 4 titoli vinti e numerose semi-finali e finali disputate.

Vista l’assenza dell’Italia, ci occuperemo in quest’articolo solo della nazionale spagnola, che si presenta tra le grandi favorite. Per i tifosi spagnoli — e per tutti gli appassionati in Europa e America Latina — la domanda è semplice: quando giocherà la Spagna ai Mondiali 2026?

Le date ufficiali della Spagna nel girone

Secondo il calendario attuale della fase a gironi, la Spagna debutterà il 15 giugno 2026 alle ore 18:00, affrontando Capo Verde.

Il secondo appuntamento è fissato per il 21 giugno 2026 alle ore 18:00, contro l’Arabia Saudita.

La terza e ultima partita del girone si giocherà invece il 27 giugno 2026 alle ore 02:00, contro l’Uruguay.

Tre partite distribuite in poco più di dieci giorni, che serviranno a definire il percorso della Roja nella fase a eliminazione diretta.

Un girone da favorita

Sulla carta, la Spagna parte con i favori del pronostico. Il gruppo appare accessibile, ma il calcio mondiale insegna che i Mondiali non rispettano mai le gerarchie.

La squadra guidata da una nuova generazione di talenti arriva all’appuntamento con una precisa identità: possesso palla, pressione alta e un ricambio generazionale ormai consolidato.

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Dopo il ciclo vincente degli anni 2008–2012, la Spagna ha vissuto fasi alterne, ma oggi è tornata stabilmente tra le nazionali più competitive al mondo. Ricordiamo che è anche la vincitrice dell’Europeo 2024.

I convocati

A sole tre settimane dal debutto della Spagna ai Mondiali contro Capo Verde, Luis de la Fuente ha presentato questo lunedì 25 maggio al Palazzo Telefónica di Madrid la lista dei 26 convocati. La squadra è alla ricerca di una seconda stella, quindi di una seconda vittoria ai Mondiali dopo quella del 2010 . Il commissario tecnico ha chiarito ogni dubbio sui nomi dei convocati e ha anche parlato degli infortuni di Lamine Yamal e Nico Williams, entrambi alle prese con stiramenti muscolari. “Saranno pronti per la prima partita. Se non giocano, non è perché non sono in forma, ma perché ho deciso che non dovrebbero giocare”, ha detto, riferendosi alla partita del 15 giugno contro Capo Verde ad Atlanta (ore 18:00), secondo quanto riportato da El país.

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Prima che De la Fuente iniziasse a spiegare la lista dei convocati, è stato mostrato un video in cui il re Felipe VI introduceva i nomi, che venivano poi recitati da diversi cittadini.

Il video della convocazione e i nomi dei giocatori

Portieri: Unai Simón, David Raya e Joan Garcia.

Difensori: Marc Cucurella, Alex Grimaldo, Pau Cubarsí, Aymeric Laporte, Marc Pubill, Eric García, Marcos Llorente e Pedro Porro.

Centrocampisti: Pedri, Fabián Ruiz, Zubimendi, Gavi, Rodri Hernández, Alex Baena e Mikel Merino.

Attaccanti: Oyarzabal, Dani Olmo, Nico Williams, Yeremi Pino, Ferran Torres, Borja Iglesias, Víctor Muñoz e Lamine Yamal.

Un Mondiale diverso da tutti gli altri

Il torneo in Nord America sarà anche una sfida logistica e climatica: viaggi lunghi, condizioni meteorologiche variabili e un calendario più fitto rispetto al passato.

Per le squadre europee, la gestione delle energie sarà fondamentale. E anche per la Spagna, abituata a dominare il gioco, sarà necessario adattarsi a ritmi e contesti molto diversi da quelli della Liga o delle competizioni UEFA.

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Tra attesa e ambizione

In Spagna cresce la convinzione che questa possa essere una generazione in grado di riportare la Roja sul tetto del mondo, dopo il trionfo storico del 2010.

Le tre partite del girone saranno solo il primo passo. Poi inizierà la fase più dura: quella in cui i Mondiali diventano davvero un’altra competizione.

E come sempre, per la Spagna, l’obiettivo non sarà solo partecipare. Ma arrivare fino in fondo.

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