Rayo Vallecano in finale, grande attesa questo mercoledì 27 maggio: sarà la notte più grande nel ‘barrio obrero’ di Madrid

Un intero quartiere di Madrid, noto nei decenni scorsi per essere il ‘barrio obrero’ per eccellenza, rosso e antifascista, sogna di salire sul tetto d’Europa questo mercoledì 27 maggio

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Una vista su Vallecas, a Madrid. foto: https://depositphotos.com/

Immersa in un caldo torrido che sembra luglio pieno, Madrid si prepara a una partita di calcio storica che si terrà questo mercoledì 27 maggio. Anzi, a prepararsi con il batticuore è soprattutto una parte ben concreta della capitale spagnola. Parliamo del suo quartiere popolare più famoso, barrio obrero come viene ancora orgogliosamente chiamato oggi dai suoi abitanti, Vallecas. Fino al secolo scorso era un comune a parte, posizionato al sud di Madrid, a pochi chilometri dalla centrale Puerta del Sol e dai grandi ed eleganti boulevard dei quartieri ricchi. Poi, nel XX secolo, venne annesso al comune di Madrid, ed oggi è un distretto enorme formato da oltre 300mila persone, praticamente equiparabili a una città come Bilbao.

I suoi abitanti sono molto orgogliosi di essere di Vallecas, come si trattasse di un altro luogo rispetto a Madrid, ma siamo a Madrid, nella sua periferia sud-orientale, in un’area dove il tasso di povertà è più alto e dove più frequentemente si riscontrano problemi di esclusione. Questo quartiere, dove fino all’altroieri (oggi ancora, ma sono anni di trasformazioni molto grandi) c’era una forte identità antifascista e di sinistra, si affolla intorno a uno stadio di calcio, lo stadio del calcio del Rayo Vallecano. Ed è proprio questa squadra, la terza di Madrid, il cui nome vuol dire letteralmente “fulmine di Vallecas”, a far sognare negli ultimi tempi questo quartiere della capitale spagnola.

Vallecas sogna con il Rayo Vallecano

Il Rayo Vallecano, la squadra che questo mercoledì 27 maggio giocherà contro il Cristal Palace nella finale europea di Conference League, non si spiega senza Vallecas. Questa squadra è profondamente legata al suo quartiere. E come dicevamo, questo quartiere è fortemente orgoglioso delle sue origini, del suo nome. Fino a poco tempo fa anche della sua identità di sinistra, operaia, antifascista. Fino all’altroieri alle elezioni in questo quartiere la sinistra stravinceva, oggi sembra stia avanzando l’estrema destra di Vox, ma una identità politica forte resiste ancora, nei luoghi dove si sono formate band diventate molto popolari anche in Italia, come gli SKA-P, un gruppo di ska-punk profondamente legato a Vallecas.

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È per questo che che la finale del 27 maggio è speciale. Perché a finire in finale stavolta non è il Real, o l’Atletico, ma una squadra cresciuta insieme e intorno al suo quartiere. Un quartiere di persone che non hanno avuto le cose facili nella vita.

A Vallecas oggi vivono molti immigrati arrivati negli ultimi anni dal Sud America e da altre aree del mondo, e qui vivono le seconde e terze generazioni degli spagnoli emigrati a Madrid dal sud, dall’Andalusia o dalla Castiglia profonda negli anni ’50, ’60 e ’70. Questi immigrati spagnoli che arrivarono a Madrid costruirono con le proprie mani piccole case, di un solo piano, che oggi si possono ancora vedere in certi punti.

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Un elemento che ricorda il giornalista Ignacio Pato, che ha scritto per AltaMarea il libro “No es fiera para domar”, è che la Linea 1 della metropolitana di Madrid collegò fin da subito Vallecas al centro della città, e ancora oggi la linea metro collega rapidamente questo quartiere con le zone centrali. Ma quella linea era usata dagli operai, dai muratori e dalla classe lavoratrice per andare a costruire i palazzi dei quartieri nord, o per rendere bella una città che poi la sera non poteva godere. Un simbolo delle disuguaglianze ancora oggi esistenti, che conferma la linea divisoria tra la Madrid ricca del centro e del nord, e quella povera del sud.

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Poi dopo le casupole costruite di notte dai migranti andalusi e castigliani arrivati a Madrid per cercare condizioni migliori sono arrivati i palazzi tutti uguali, con i tipici mattoncini rossi e marroni delle periferie spagnole, edilizia popolare, economica. Oggi ci troviamo di fronte a un distretto enorme dove c’è un po’ di tutto, ma i dati statistici mostrano ancora una enorme differenza di reddito rispetto ai quartieri del nord di Madrid. E proprio quella parte di Madrid, quella che vive negli eleganti quartieri settentrionali, tende a vedere ancora Vallecas (e a parlarne) come un luogo pericoloso e da evitare, quasi fosse un altro luogo del mondo.

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Lo stadio del Rayo Vallecano, nel popolare quartiere di Vallecas. foto: https://depositphotos.com/

Una finale di calcio europeo che fa sognare un quartiere intero

Già da giorni, da quando il Rayo ha passato le semifinali, si possono trovare in giro per Vallecas bandiere e lacci con i colori della squadra. Questo mercoledì 27 maggio ci saranno maxischermi installati nello stadio, molta gente seguirà la finale a Madrid e in tutta la Spagna. Come dicevamo non sarà una finale qualsiasi. Sarà un po’ come  vedere in una finale di calcio europeo, quindi un torneo molto importante, la squadra di un quartiere romano, magari l’area di Garbatella-Tor Marancia, o San Lorenzo. Per questo, al di là dell’evento sportivo in sé, questa partita ha un interesse che va al di là e che permetterà per un giorno a un quartiere orgoglioso e con una storia di sudore e difficoltà, di sognare e festeggiare.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
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