Sánchez sempre più in difficoltà dopo la condanna a 24 anni del suo ex-ministro: cosa succede?

Madrid sotto il caldo record, ma la temperatura più alta è quella politica: la Spagna tra scandali, scontri e accuse incrociate

sanchez spagna

MADRID— Non è solo il caldo a dominare la scena in Spagna in questo inizio d’estate 2026. Mentre la capitale spagnola e gran parte del Paese fanno i conti con temperature prossime ai 40 gradi, è il clima politico a registrare le oscillazioni più estreme. Una tensione crescente che si inserisce in una fase già segnata da anni di forte polarizzazione, iniziata con le elezioni del luglio 2023 e il mantenimento al potere del premier Pedro Sánchez.

In queste settimane, però, il sistema politico spagnolo – ed in particolar eil governo Sanchez – è entrato in una fase di ulteriore pressione, tra nuovi sviluppi giudiziari, polemiche e uno scontro sempre più diretto tra governo e opposizione.

Il caso Ábalos e il fronte giudiziario

Al centro dell’attenzione si trova il caso che coinvolge José Luis Ábalos, ex ministro dei Trasporti ed ex figura di primo piano dell’esecutivo socialista, considerato per anni uno degli uomini più vicini a Sánchez. Secondo quanto emerso nel dibattito politico e giudiziario, Ábalos è stato condannato a una pena superiore ai vent’anni di carcere per reati legati alla corruzione.

La vicenda si inserisce nel più ampio scandalo delle forniture di mascherine durante la pandemia, che riguarda l’assegnazione di contratti pubblici per circa 13 milioni di dispositivi a enti come Puertos del Estado e Adif. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, le forniture sarebbero state affidate a una società collegata all’imprenditore Víctor de Aldama, che avrebbe quindi beneficiato di un evidente favore.

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Dagli atti emergerebbe inoltre un sistema di commissioni illecite per un valore complessivo di circa 6,6 milioni di euro, con richieste di tangenti che avrebbero coinvolto direttamente Ábalos e il suo ex collaboratore Koldo García.

Altri procedimenti e clima politico incandescente

Accanto a questo caso, il dibattito pubblico spagnolo è alimentato da ulteriori procedimenti giudiziari. Tra questi, l’indagine che coinvolge l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero e il caso che riguarda la moglie del presidente del governo, Begoña Gómez. Procedimenti distinti tra loro, ma che contribuiscono a un clima politico fortemente polarizzato e a un costante livello di pressione sull’esecutivo. Essendo infatti casi aperti contro figure di spesso del centro-sinistra spagnolo e vicine al premier Sanchez, vengono usati dalle forze di destra come continua arma per tempestare l’esecutivo e chiedere continuamente dimissioni e elezioni anticipate.

L’opposizione, guidata dal Partito Popolare e da Vox, ha intensificato gli attacchi contro il governo, accusando Sánchez di essere politicamente corresponsabile di un sistema di corruzione diffusa. In alcuni casi, il linguaggio politico si è fatto particolarmente duro, arrivando a definire l’attuale esecutivo come espressione di una rete di potere opaca e sistemica, addirittura mafiosa.

La difesa di Sánchez

Nel pieno della crisi politica e giudiziaria, il presidente del governo Pedro Sánchez ha cercato di rilanciare un messaggio di tenuta e continuità dell’area progressista, sostenendo che i casi di corruzione emersi negli ultimi mesi sarebbero circoscritti a singoli episodi e a figure già allontanate dal Partito Socialista.

Secondo questa linea, non si tratterebbe di un sistema diffuso all’interno dell’amministrazione, ma di vicende limitate che coinvolgono ex esponenti ormai fuori dal PSOE. In questo contesto rientrano i nomi di José Luis Ábalos, Koldo García, Santos Cerdán e Leire Díez, indicati come figure centrali delle inchieste e delle controversie politiche.

“Stanno cercando di costruire una sensazione di corruzione generalizzata che non esiste”, ha ribadito Sánchez, respingendo le accuse dell’opposizione e cercando di rilanciare una immagine di solidità della sinistra.

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Dall’altra parte, il leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo ha rilanciato la richiesta di elezioni anticipate e ha invitato gli alleati parlamentari del governo a valutare il sostegno a una eventuale mozione di censura.

Ed è proprio sul fronte degli alleati che si registra una crescente frammentazione. Alcune forze, come Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) e il Partido Nacionalista Vasco (PNV), chiedono al premier di chiarire le prospettive della legislatura e di definire un’agenda politica più concreta, mettendo in discussione la sola logica della sopravvivenza parlamentare.

Podemos chiede invece un ritorno alle urne, mentre Junts per Catalunya mantiene una posizione di distanza da una possibile mozione di censura insieme a PP e Vox, senza però aprire a un sostegno alternativo al governo.

La destra tuona contro Sanchez, ma gli scandali hanno colpito con durezza il PP negli ultimi 10 anni

Se il Partito Popolare oggi punta il dito contro il governo socialista, usando parole pesantissime, una parte dell’opinione pubblica e dei mass media ricorda tuttavia che la destra spagnola continua a convivere con l’eredità di numerosi scandali di vastissima portata. L’ascesa di Sánchez al potere nel 2018 fu favorita dalla caduta del governo conservatore travolto dallo scandalo Gürtel, uno dei più vasti casi di corruzione della democrazia spagnola, che coinvolse il Partido Popular e numerose amministrazioni locali e regionali guidate da questo partito.

Dall’emeroteca de “El Itagnol”: 2018, Spagna, il più grande scandalo di corruzione della storia democratica travolge il PP

Quel caso, spesso definito come una “Tangentopoli spagnola”, investì unicamente un partito, il PP, che si beneficiò di una fitta rete di corruzione e di una “cassa B”, cioè di denaro non dichiarato, portando alla caduta di Rajoy. Si trattava di una fitta rete di corruzione, e prevedeva anche l’esistenza di una “cassa B” del partito, per nascondere le entrate illecite.

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Oltre al caso Gürtel, negli ultimi anni il dibattito politico è stato attraversato anche dalle polemiche legate alle forniture di materiale sanitario nella Comunità di Madrid, vicende che hanno sfiorato l’entourage della presidente regionale Isabel Díaz Ayuso, una delle figure più influenti del Partito Popolare.

A questo si aggiungono le controversie sulla cosiddetta “policía patriótica“, espressione con cui in Spagna vengono indicate presunte strutture di polizia parallela attive durante i governi conservatori, dipendenti dal Ministero dell’Interno e accusate di aver utilizzato apparati dello Stato per finalità politiche e operazioni di spionaggio contro avversari e personalità pubbliche, tra cui i membri del partito di sinistra Podemos o forze politiche indipendentiste.

Magistratura, “deep state” e la controversia del lawfare

Negli ultimi mesi, una parte del dibattito politico e accademico ha introdotto anche una lettura più ampia della crisi, che va oltre il solo piano giudiziario. Come ricordato anche dall’analista Steven Forti in un recente intervento a Radio Anch’io, in alcuni ambienti dell’analisi politica in Spagna si parla dell’ipotesi di un’attivazione di settori profondi dello Stato — talvolta definiti “deep state” nel dibattito pubblico — orientati ad accelerare l’indebolimento del governo.

Il governo Sanchez, che ha impresso numerose riforme di stampo progressista in questi 8 anni di governo, avrebbe scomodato e indispettito settori dello Stato ancora molto potenti e però legati alla ultradestra conservatrice.

In questo contesto si inserisce anche il concetto di “lawfare”, sempre più presente nel linguaggio politico spagnolo, che indica l’utilizzo degli strumenti giudiziari come leva di conflitto politico. Secondo questa lettura, alcuni procedimenti in corso – come quello contro la moglie di Sanchez – potrebbero non avere basi solide, e sarebbero avanzati fino all’attivazione del meccanismo giudiziario grazie ad alcuni magistrati legati all’ultradestra, come il giudice Peinado.  

Particolarmente controverso è il caso che riguarda la moglie del presidente del governo, oggetto di indagini che una parte degli osservatori ritiene basate su elementi probatori deboli. Le critiche si sono concentrate anche sull’operato del giudice Juan Carlos Peinado, al centro di un acceso dibattito tra chi ne difende l’azione e chi invece parla di un’estensione eccessiva dell’inchiesta.

Questi processi tarderanno anni prima di arrivare a una sentenza. Nel frattempo, i mass media critici con il governo hanno scaricato sulle forze progressiste un fuoco di fila di attacchi che equivalgono già ad una sentenza per una parte dell’opinione pubblica.

Elettorato in fuga e scenario politico

Sul piano politico, il rischio principale per l’area progressista non sembra essere soltanto l’opposizione sempre più aggressiva, ma la crescente disaffezione del suo elettorato. La sovraesposizione mediatica degli scandali e la polarizzazione del dibattito potrebbero tradursi in un aumento dell’astensione tra gli elettori di centrosinistra. La diffusione dell’idea “sono tutti corrotti”, “sono tutti uguali”, potrebbe ulteriormente favorire il blocco delle destre, che è già in vantaggio da mesi nei sondaggi.

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Da mesi i sondaggi indicano un vantaggio del blocco conservatore, composto da Partido Popular e Vox, con la possibilità di una vittoria ampia nel ciclo elettorale previsto per il 2027. Ma la disaffezione dell’elettorato di centro-sinistra dopo l’esplosione del caso Zapatero potrebbe portare a un ulteriore tracollo della sinistra alle elezioni generali.

In questo scenario, Vox, che si conferma come una forza di destra radicale con posizioni nettamente più dure rispetto ad altre formazioni conservatrici europee, compreso il partito italiano di Giorgia Meloni, potrebbe arrivare al potere già il prossimo anno governando insieme al PP.

L’ex ministro dei Trasporti spagnolo José Luis Ábalos è stato condannato a 24 anni di prigione per corruzione

Lunedì la Corte Suprema spagnola ha condannato José Luis Ábalos, un importante politico spagnolo, a 24 anni e 3 mesi di carcere per diversi crimini, tra cui corruzione, associazione a delinquere, appropriazione indebita e traffico illecito di influenze. All’epoca in cui commise i reati Ábalos era ministro dei Trasporti, ruolo che ricoprì dal 2020 al 2021.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
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