Quest’anno ricorre il 120° anniversario (1906-2026) del naufragio del transatlantico genovese Sirio, conosciuto anche come il “Titanic del Mediterraneo”, sebbene il celebre transatlantico britannico affondò solo sei anni dopo.
In questi 120 anni non è mai stata organizzata una commemorazione proporzionata alla portata della tragedia del Sirio, avvenuta il 4 agosto 1906 davanti alle coste di Capo de Palos. Il naufragio causò quasi 300 vittime e segnò profondamente le società spagnola e italiana dell’epoca, dando origine al più grande salvataggio civile della storia della navigazione in Spagna.
Dallo scorso mese di maggio diverse città spagnole, tra cui Murcia, Madrid, Alicante e, a settembre, Barcellona, hanno ospitato incontri e conferenze dedicati al Sirio, con l’obiettivo di restituire a questa vicenda il posto che merita nella memoria storica.
Il percorso commemorativo ha fatto tappa venerdì 24 luglio a Capo de Palos, luogo della tragedia, dove si è tenuta una conferenza e una presentazione sul naufragio presso il Sub Up Hostel, a cura della scrittrice Lola Gutiérrez, autrice del romanzo Playa de Poniente, ispirato al disastro avvenuto 120 anni fa.
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A questo appuntamento seguirà l’evento principale delle celebrazioni. Il 4 agosto 2026, nel giorno esatto del 120° anniversario del naufragio, sulla costa di Capo de Palos si svolgerà una giornata di commemorazione dedicata alle vittime del Sirio e ai pescatori che parteciparono ai soccorsi.
Restituire al Sirio il posto che merita nella storia
La vicenda del Sirio è rimasta in gran parte dimenticata. Persino a Cartagena non tutti conoscono quanto accadde davanti alle proprie coste, nonostante una modesta targa, accanto al faro, renda omaggio a uno dei protagonisti dei soccorsi e un’altra, collocata sul fondale marino vicino al relitto, ricordi le vittime. Nel resto della Spagna la conoscenza dell’episodio è ancora più limitata, persino negli ambienti legati alla storia della navigazione.
Per cercare di colmare questa lacuna, tre donne provenienti da tre diverse città spagnole hanno unito le forze per valorizzare il 120° anniversario del naufragio e riportare alla luce questa pagina della storia marittima.
Si tratta della scrittrice Lola Gutiérrez, da Cartagena, autrice di Playa de Poniente; della storica, orientalista e italianista Mabel Villagra, residente a Madrid e di origini italiane, la cui famiglia ebbe un parente che viaggiò sul Sirio in una traversata precedente alla tragedia; e della giornalista Marta Hernández, da Barcellona, città da cui salì a bordo una parte significativa delle vittime.
Con il sostegno di numerose istituzioni e associazioni, stanno organizzando un ampio programma di conferenze, tavole rotonde, mostre e proiezioni documentarie, iniziato a maggio con un ciclo di incontri sul Sirio e la presentazione dell’edizione speciale per il 120° anniversario del romanzo Playa de Poniente in città come Murcia, Madrid, Barcellona e Alicante, oltre ad altre località ancora da confermare.
L’appuntamento più importante sarà quello del 4 agosto 2026 a Capo de Palos, nel luogo esatto della tragedia.
La tragedia del transatlantico Sirio
Il 4 agosto 1906 il piroscafo italiano Sirio, impegnato nella rotta tra Genova e Buenos Aires, urtò gli scogli delle Isole Hormigas, davanti a Capo de Palos, nel comune di Cartagena.
A bordo viaggiavano passeggeri regolarmente registrati, ma anche un elevato numero di emigranti clandestini diretti verso il Nuovo Mondo in cerca di una vita migliore. Tra loro anche molti italiani. Una canzone di quegli anni, riscoperta da Francesco De Gregori e Giovanna Marini, si può riascoltare qui sotto.
Il bilancio fu di quasi 300 morti, anche se il numero esatto delle vittime non sarà probabilmente mai conosciuto. A causa della presenza di numerosi passeggeri clandestini, infatti, si ritiene che le persone presenti a bordo fossero molte di più rispetto a quelle riportate nei registri ufficiali.
I veri protagonisti dei soccorsi furono i pescatori di Capo de Palos, che si gettarono in mare con le loro piccole imbarcazioni riuscendo a salvare centinaia di persone. Il loro intervento è considerato il più grande salvataggio civile documentato nella storia marittima spagnola.
A 120 anni di distanza, gli organizzatori delle celebrazioni ritengono che sia arrivato il momento di restituire al Sirio il posto che gli spetta nella storia.
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