La crisi Italia-Spagna dell’agosto 2026 va letta con un occhio alle elezioni del 2027 che si terranno in entrambi i paesi

italia spagna

C’è una lettura diversa di cui si parla troppo poco, in queste ore e giorni in cui lo scontro tra Italia e Spagna è su tutti i notiziari. La reintroduzione dei controlli alla frontiera per chi arriva dalla Spagna, una decisione presa dal governo italiano a fine luglio, a cui la Spagna ha risposto con altri controlli per chi arriva dall’Italia, è in realtà il primo vero terreno di scontro della campagna elettorale 2027.

Tutto nasce dalla crisi migratoria di Ceuta, dove tra il 30 e il 31 luglio circa 70mila persone migranti sono entrate nell’enclave spagnola in Nordafrica attraverso il confine con il Marocco. Il tema dell’immigrazione è da anni uno dei più caldi nello scontro politico tra destra e sinistra in tutta Europa, e anche stavolta l’ingresso di tanti immigrati irregolari ha innescato un duro scontro tra partiti di destra e partiti di sinistra. Questo è successo prima di tutto in Spagna, dove la destra si è schierata con forza contro Sanchez, che guida un governo di sinistra. Poi è arrivata la mossa di Giorgia Meloni, che guida un governo di destra.

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Roma ha reagito perché avrebbe timore dei cosiddetti movimenti secondari, quindi il passaggio di immigrati irregolari dalla Spagna all’Italia, e dal 1° agosto ha reintrodotto i controlli alle frontiere interne Schengen su voli e traghetti in arrivo dalla Spagna; Madrid ha risposto colpo su colpo, e dalla mezzanotte tra venerdì 7 e sabato 8 agosto sono scattati controlli a campione in porti e aeroporti per chi arriva dall’Italia, misura che resterà in vigore fino alla mezzanotte del 7 settembre.

Sul piano pratico il danno è già quantificabile: tra gli aeroporti italiani e quelli spagnoli viaggiano mediamente circa 250 voli al giorno in ciascuna direzione, nel pieno dell’esodo estivo. Si tratta anche di uno spiacevole scontro diplomatico, anche se in realtà le relazioni Italia-Spagna, ottime da anni, non vengono scalfite.

Per capire meglio il perché di questa crisi bisogna quindi guardare al piano politico. Si tratta infatti di uno scontro, stavolta a livello europeo, tra destra e sinistra politica.

Le elezioni del 2027 in Italia e Spagna

Italia e Spagna voteranno entrambe nel 2027, e i sondaggi raccontano una storia speculare. In Spagna, dopo quasi un decennio di governi di sinistra guidati Sánchez, Partido Popular e Vox (blocco di destra) raggiungerebbero insieme la maggioranza assoluta secondo i sondaggi attuali, mentre il PSOE ha visto cadere i consensi a seguito degli scandali di corruzione che hanno colpito il partito. In Italia, al contrario, il quadro si è complicato per il centrodestra dopo che il referendum del 23 marzo 2026 ha segnato la prima vera sconfitta di Giorgia Meloni alle urne dal 2022, con il fronte del No sostenuto dal centrosinistra che ha vinto in modo netto. I sondaggi mostrano uno scenario in cui tutto è ancora aperto, anche per via della nuova legge elettorale che il governo Meloni si è affrettata ad approvare, ma è chiaro il timore dell’attuale governo di perdere alle prossime elezioni.

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È in questo contesto che la crisi di Ceuta diventa un’arma a doppio taglio. Per il partito di estrema destra spagnolo Vox — che secondo le proiezioni potrebbe entrare in un governo di destra a Madrid — l’immagine di migliaia di persone che forzano il confine di Ceuta è un assist propagandistico difficile da inventare a tavolino: rafforza esattamente la narrazione sicuritaria su cui il partito ha costruito la propria ascesa, proprio nell’ultimo miglio prima del voto. Non stupisce che il governo Sánchez, già indebolito, abbia scelto la linea dura della reciprocità sui controlli piuttosto che apparire arrendevole su un tema che il centrodestra e l’estrema destra spagnola cavalcano da anni.

Per Meloni, invece, la crisi è più ambigua: da un lato le permette di mostrarsi intransigente su un terreno identitario che paga elettoralmente in Italia, anche se i dati mostrano che nell’Italia degli ultimi 5 anni sono entrati molti più immigrati irregolari che in Spagna, dall’altro, uno scontro aperto con un partner europeo nel pieno della stagione turistica — con conseguenze dirette su famiglie e imprese — è un rischio che una coalizione già ammaccata dal referendum di marzo può permettersi meno di quanto potesse un anno fa.

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