Affitti impossibili in Spagna, esplode la protesta dei giovani: tornano le tende a Puerta del Sol 15 anni dopo gli indignados

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MADRID – La Spagna vive da questo fine settimana una nuova scossa politica con epicentro la Puerta del Sol di Madrid. Quindici anni dopo l’esplosione del movimento degli indignados, meglio conosciuto come ‘movimento 15M’ perché inizio il 15 maggio del 2011, una nuova mobilitazione giovanile sta attirando l’attenzione di tutti i media. I temi sono simili a quelli del 15M di quindici anni fa, si denuncia una situazione di precarietà economica e difficoltà di sbocchi sul futuro, ma stavolta la rabbia è soprattutto concentrata su un problema enorme: quello della casa.

Lo sfratto di Maricarmen e un crescente malessere per l’aumento degli affitti

A far scattare la protesta è stato lo sfratto di Maricarmen, avvenuto pochi giorni fa, la cui vicenda è riuscita a catalizzare un malessere che aveva già preso forma nel 2011 con gli “indignados”. Lo sfratto di questa anziana, che viveva in un appartamento del centro di Madrid in affitto da 70 anni, ha commosso molte persone in Spagna. Le immagini della sua uscita forzata dalla casa in barella, portata via da un’ambulanza, mentre la polizia in assetto anti-sommossa caricava i manifestanti arrivati per impedire lo sfratto, hanno commosso molti, ma hanno anche fatto scattare la rabbia di chi da anni si trova ad affrontare una grave, gravissima, crisi abitativa.

Sono due decenni che l’accesso alla casa, invece di migliorare, è peggiorato. Il caso di Maricarmen è diventato però un simbolo ed ha portato a una mobilitazione nuova, più importante e partecipata. Del resto l’aumento dei prezzi è diventato insostenibile negli ultimi anni. Nelle maggiori città spagnole sostenere affitti nelle aree centrali è ormai impossibile per chi ha un lavoro con un salario medio. Il mercato immobiliare di città come Madrid e Barcellona è fortemente influenzato da fondi immobiliari privati che acquistano interi palazzi: sfruttando il costante aumento dei prezzi, ottengono grossi profitti dalla rivendita o dagli aumenti degli affitti.

I numeri: affitti sempre più cari

Alla base della rabbia ci sono dati impietosi. Ogni anno si paga di più per l’affitto in Spagna, e i prezzi sono proibitivi: secondo l’analisi di elDiario.es sui dati del Ministero della Casa, il prezzo medio è cresciuto costantemente dal 2015 e nel 2024 accumula un aumento medio del 43%, il doppio rispetto ai salari. In termini concreti, chi nove anni fa pagava 800 euro per un appartamento oggi ne paga almeno 1.144, per lo stesso immobile nello stesso quartiere. La tendenza non accenna a rallentare e c’è un netto rialzo che rende proibitivi gli alloggi in centro, come accade a Madrid, Barcellona e altre città.

A contribuire a questa situazione c’è stato il boom degli appartamenti turistici ma anche la speculazione immobiliare.

Madrid, nella Puerta del Sol torna la ‘acampada’ 15 anni dopo il 15M: esplode la mobilitazione per l’accesso alla casa e contro gli sfratti

Cosa chiedono i giovani in piazza

La richiesta principale che arriva dai manifestanti accampati nella Puerta del Sol è che vengano adottati contratti d’affitto a tempo indeterminato, “per smettere di vivere nella paura, così da non dover aspettare cinque o sette anni per essere sfrattati da un appartamento per turisti”, indica una manifestante. È attorno a questa rivendicazione che centinaia di persone, mobilitate dal Sindicato de Inquilinas, sono accampate nella piazza di Puerta del Sol, a Madrid, dalla notte di sabato 26 settembre. Il presidio è nato al termine di una manifestazione che, secondo gli organizzatori, ha contato migliaia di partecipanti, e ha superato ogni aspettativa nello stesso giorno dello sfratto di Maricarmen.

Una generazione che torna in piazza

A quindici anni dal 15M, le immagini che arrivano dalla piazza (le tende, gli slogan, le attività organizzate) ricordano quella mobilitazione storica. Protagonisti della mobilitazione sono soprattutto i giovani, tornati sulla scena politica. Sono persone che quando ci fu l’esplosione del movimento del 2011 erano bambini, o adolescenti. La loro rabbia nasce dall’impossibilità di accedere a una casa o dal dover destinare all’affitto una parte sproporzionata del reddito, e ha riempito Puerta del Sol di tende. L’obiettivo è costringere governo e partiti parlamentari ad agire su un problema che ipoteca il loro futuro.

Il decreto e le condizioni per lasciare la piazza

Gli accampati hanno posto una condizione per abbandonare Sol: che nel decreto sulla casa, che Pedro Sánchez ha promesso di far approvare domenica in Consiglio dei ministri (martedì), siano incluse cinque misure concrete. La bozza, negoziata a tempo di record e da convalidare poi in Parlamento, parte dal testo di luglio, che all’epoca non aveva soddisfatto né Podemos né Junts, sia pure per ragioni opposte.

Il governo di coalizione guidato da Pedro Sanchez ha di fronte a sé una sfida molto grande: accontentare la piazza, che dice di comprendere, e accontentare le richieste più radicali che arrivano dalla sua sinistra, dal cartello Sumar.

Sul fronte istituzionale, sia il Comune di Madrid sia la Comunità Autonoma (guidate da amministrazioni di destra) hanno attaccato il governo per aver consentito l’accampamento e non aver sgomberato la concentrazione.

Se il decreto varato sarà sufficientemente ambizioso, sostengono i promotori, sarà la prova che la pressione dei cittadini ha funzionato. Una posta in gioco alta, perché molte altre persone vulnerabili vivono oggi sotto la minaccia di uno sfratto: sono “le altre Maricarmen”.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
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