
La morte di Emma Bonino, scomparsa a Roma l’11 settembre 2026 all’età di 78 anni, ha avuto una significativa eco sui media spagnoli. I principali quotidiani e media hanno ricordato soprattutto la sua lunga battaglia per i diritti civili, il femminismo, l’europeismo e l’azione internazionale, ma non è mancata una lettura più critica della sua eredità politica.
Dai titoli emerge un elemento comune: in Spagna Bonino viene ricordata meno come una tradizionale esponente della politica italiana e più come una militante e protagonista di battaglie civili che hanno superato i confini italiani. Il lessico più ricorrente è quello della libertà, dei diritti, delle donne e dell’Europa.
El País: “Emma Bonino nel cuore”
Il quotidiano spagnolo El País ha dedicato alla morte di Bonino più di un semplice articolo biografico. Il primo titolo, pubblicato l’11 settembre, è: “Muere la expolítica italiana Emma Bonino, símbolo de la lucha de los derechos civiles” («Muore l’ex politica italiana Emma Bonino, simbolo della lotta per i diritti civili»). Il giornale ricostruisce le principali tappe della sua carriera: dal Partito Radicale alle istituzioni italiane ed europee, dalle battaglie per l’aborto e l’eutanasia all’impegno internazionale come commissaria europea e ministra degli Esteri.
Ma è soprattutto il secondo articolo, un editoriale pubblicato il 14 settembre, a mostrare quanto la figura di Bonino abbia lasciato una traccia nel giornale. Il titolo è: “Emma Bonino en el corazón” (Emma Bonino nel cuore). Il sottotitolo aggiunge: ‘Era una persona vicina, integra, e la dirigente italiana che ha impresso la maggiore spinta trasformativa.
L’autore, Xavier Vidal-Folch, non propone semplicemente un bilancio della carriera politica. Scrive che Bonino rimarrà nel cuore non necessariamente perché sia stata «la dirigente più rilevante e influente» della storia della Repubblica italiana, ma per essere stata una figura vicina alle persone e per la sua capacità di trasformazione.
Il pezzo insiste anche sul carattere internazionale della sua attività: dai Balcani al Ruanda, dall’Afghanistan al Kurdistan, passando per la difesa dei diritti delle donne e la creazione della Corte penale internazionale. È un ritratto fortemente personale, nel quale la Bonino politica si mescola al ricordo di una donna descritta come diretta, energica, ironica e capace di parlare tanto ai potenti quanto alle persone comuni.
elDiario.es: la “coscienza proeuropea e pro-immigrati” dell’Italia
Anche elDiario.es, altro giornale di stampo progressista come El Paìs, ha aperto l’11 settembre con un titolo molto netto: «Muere la histórica activista y exministra italiana Emma Bonino a los 78 años». Il sottotitolo riassume le principali battaglie della sua carriera: la legalizzazione dell’aborto, la questione nucleare e l’attività sulla scena internazionale.
Ma il giornale recupera anche un titolo che aveva utilizzato in precedenza per descrivere la sua figura, a sua voltra tradotto dal britannico The Guardian: “Emma Bonino, la conciencia proeuropea y proinmigrantes de Italia” (Emma Bonino, la coscienza europeista e pro-immigrati dell’Italia).
Si tratta in realtà di un articolo del 2018, pubblicato durante una campagna elettorale italiana, ma il suo recupero nel contesto della morte mostra quale fosse la chiave interpretativa scelta da elDiario: Bonino come voce fortemente europeista e favorevole a una politica di integrazione degli immigrati.
Il giornale ha inoltre pubblicato il 14 settembre un articolo d’opinione, firmato da Raimon Obiols. Il titolo: “Vendrán tiempos mejores, Emma Bonino”, letteralmente “Verranno tempi migliori, Emma Bonino”.
Obiols racconta di averla conosciuta a Barcellona e ricorda personalmente il suo carattere e la sua enorme energia politica. Il punto centrale del suo omaggio è che Bonino si sarebbe conquistata «a forza» la legittimità delle tante battaglie alle quali aveva partecipato.
L’articolo ricorda inoltre una frase particolarmente significativa apparsa sulla stampa italiana dopo la sua morte: La Repubblica ha scritto che Bonino sarebbe stata «la migliore presidente della Repubblica che l’Italia non ha mai avuto». Obiols cita anche il riconoscimento ricevuto da papa Francesco nel 2024, quando il pontefice la definì un esempio di libertà e resistenza.
Altri riferimenti
La Vanguardia ha pubblicato l’11 settembre un obituario firmato dal corrispondente da Roma Francesco Olivo con un titolo particolarmente significativo: “Emma Bonino, una vida contra corriente por los derechos civiles” (Emma Bonino, una vita controcorrente per i diritti civili).
Il sottotitolo precisa la chiave di lettura del giornale: «La exministra italiana y excomisaria europea […] hizo de la desobediencia civil, Europa y la defensa de las libertades el eje de toda su trayectoria política», cioè «L’ex ministra italiana ed ex commissaria europea […] fece della disobbedienza civile, dell’Europa e della difesa delle libertà l’asse della sua intera traiettoria politica».
Particolarmente importante è poi la parte dedicata alla sua esperienza europea. La Vanguardia ricorda come, da commissaria europea, Bonino utilizzò il portafoglio per gli aiuti umanitari per recarsi direttamente in alcuni dei principali teatri di crisi internazionali, dalla ex Jugoslavia al Ruanda, dalla Somalia al Sudan fino all’Afghanistan.
Anche La Razón ha dedicato alla morte un articolo firmato da Soraya Melguizo da Roma, con il titolo: «Muere la política italiana Emma Bonino, exministra y excomisaria europea, a los 78 años».
Il funerale e l’eco europea
La copertura spagnola è proseguita nei giorni successivi alla morte. Il 15 settembre l’agenzia EFE ha raccontato il funerale laico svoltosi in Campidoglio a Roma, al quale hanno partecipato tra gli altri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La cerimonia ha ricordato le battaglie sociali di Bonino, definite come battaglie che avevano cambiato «questo Paese e il mondo».
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Rassegna stampa
Emma Bonino en el corazón
Fue cercana, de una pieza y la dirigente italiana que mayor impulso transformador desplegó
Vendrán tiempos mejores, Emma Bonino
La legitimidad de quienes se apuntan a tantas causas nobles no se consigue despotricando desde el sofá. Esa legitimación, Emma Bonino se la ganó a pulso y con creces, incansablemente. En Italia lo han reconocido respetuosamente casi todos
Muere la histórica activista y exministra italiana Emma Bonino a los 78 años
Bonino era una de las políticas más reconocidas de Italia por las batallas que impulsó en su dilatada trayectoria, como la legalización del aborto o el final de la energía nuclear, pero también en el escenario internacional
Emma Bonino, la conciencia proeuropea y proinmigrantes de Italia
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