
Riferimento dell’articolo: Giornale El Salto.
Le educatrici delle scuole dell’infanzia (asili nido 0-3 anni) della Comunità di Madrid, la regione con circa 7 milioni di abitanti in cui si trova anche la capitale spagnola, hanno iniziato il nuovo anno scolastico, il 7 settembre, con uno sciopero a tempo indeterminato che prosegue da cinque mesi. La mobilitazione, iniziata il 7 aprile, è stata promossa dalla Plataforma Laboral Escuelas Infantiles (PLEI), con il sostegno del sindacato CGT.
Le lavoratrici chiedono principalmente tre interventi: salari più alti, una riduzione del numero di bambini affidati a ciascuna educatrice e l’introduzione della cosiddetta “coppia educativa”, cioè la presenza di due professionisti per ogni aula. Chiedono inoltre una maggiore equiparazione salariale tra le diverse categorie professionali e più finanziamenti pubblici per le scuole dell’infanzia da zero a tre anni.
I motivi della protesta delle educatrici degli asili nido pubblici di Madrid
Secondo quanto riporta il giornale spagnolo El Salto, la protesta è proseguita anche nei giorni precedenti l’inizio delle lezioni. Il 3 settembre le educatrici hanno organizzato una manifestazione serale da Atocha alla Puerta del Sol, mentre una settimana prima si erano riunite davanti alla sede del governo regionale per ribadire che il conflitto con l’amministrazione non è stato risolto.
Uno degli aspetti più delicati riguarda il periodo di inserimento dei bambini nelle prime settimane dell’anno scolastico. Secondo la PLEI, la continuità della figura educativa di riferimento è particolarmente importante per permettere ai bambini più piccoli di costruire un rapporto di fiducia con le educatrici e con le famiglie. I servizi minimi previsti durante lo sciopero possono invece comportare il cambio delle educatrici di riferimento.
La protesta nasce anche dalla richiesta di rendere concreti alcuni impegni annunciati dalla Comunità di Madrid. Secondo la PLEI, durante il precedente anno scolastico erano state prospettate modifiche ai futuri contratti di gestione delle scuole, compresa l’introduzione della coppia educativa, ma le lavoratrici sostengono di non aver ricevuto questi impegni in forma scritta.
Nel frattempo, secondo quanto riferito dalla PLEI a El Salto, diversi contratti di gestione sono stati prorogati senza modifiche sostanziali alle condizioni economiche. Le educatrici sostengono che questo abbia impedito di introdurre aumenti salariali significativi. L’associazione delle imprese che gestiscono parte delle scuole dell’infanzia ha a sua volta sostenuto di non poter sostenere economicamente gli aumenti previsti dal contratto collettivo.
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La mobilitazione madrilena ha avuto conseguenze anche sul piano nazionale. Una settimana dopo l’inizio dello sciopero, il Ministero dell’Istruzione si è impegnato a rivedere il Real Decreto 132/2010, che disciplina anche alcuni aspetti delle scuole per la fascia 0-3 anni. Il progetto di modifica prevede rapporti numerici più bassi tra bambini ed educatori: fino a quattro neonati per educatrice, sei bambini nella fascia da uno a due anni e un massimo di otto tra i due e i tre anni.
Secondo la PLEI, però, la mobilitazione non terminerà finché le principali richieste non saranno accolte. Le educatrici chiedono anche un quadro normativo nazionale che renda più omogenee le condizioni di lavoro nelle diverse comunità autonome.
La PLEI ha annunciato nuove manifestazioni a Madrid durante il mese di settembre, con presidi davanti alla sede del governo regionale nella Puerta del Sol. Lo sciopero delle educatrici delle scuole 0-3 anni rappresenta così uno dei primi grandi conflitti sindacali del nuovo anno scolastico nella Comunità di Madrid, mentre anche altri settori dell’istruzione pubblica regionale hanno annunciato nuove mobilitazioni.
Las educadoras infantiles de Madrid no se rinden e inician el nuevo curso en huelga
Desde de la Plataforma Laboral Escuelas Infantiles (PLEI) aseguran volver con más fuerza, más unidas y manteniendo sus reivindicaciones: bajada de ratios, salarios dignos y mejores condiciones laborales.
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