
Ha attirato molta attenzione in Europa la recente affermazione dell’estrema destra di Afd nella regione della Sassonia, in Germania. La crescita dei partiti di estrema destra in Europa è un fenomeno attualissimo, e che si riflette anche nei sondaggi spagnoli. A poco più di un anno dalla scadenza della legislatura, il partito spagnolo Vox registra infatti valori superiori a quelli ottenuti alle elezioni generali del 2023, mentre il Partido Popular rafforza la propria posizione.
Vox cresce nei sondaggi, nuova spinta dalla crisi di Ceuta
Il dato più recente che ha attirato l’attenzione è quello del barometro realizzato da 40dB per El País e Cadena SER e pubblicato il 7 settembre scorso, quindi una settimana fa. La rilevazione è stata realizzata attraverso 2.000 interviste online e fotografa la situazione politica spagnola nella fase immediatamente successiva alla crisi di Ceuta.
Lo ricordiamo, l’arrivo di decine di migliaia di migranti a Ceuta a fine luglio ha causato una emergenza umanitaria nella città spagnola che si trova in territorio africano. Questa crisi ha portato a un’evidente aumento di voti nei partiti della destra e una diminuzione dell’appoggio verso quelli di sinistra.
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Secondo questo sondaggio, il Partido Popular si trova oggi al 32,4% della stima di voto, il PSOE al 27,6% e Vox al 17,8%. Il PP, da 40 anni il principale partito del centro-destra spagnolo, negli ultimi anni – secondo diversi analisti – spostatosi a destra per inseguire Vox su alcuni dei temi più ‘scottanti’ come immigrazione e indipendentismo, guadagna quattro decimi rispetto alla rilevazione precedente, mentre il PSOE (il partito socialista dell’attuale premier Sanchez) ne perde quattro. Vox passa invece dal 17,2% al 17,8%, registrando la crescita più consistente tra i tre principali partiti. Si posiziona adesso a poco più di 2 punti dalla soglia del 20%.
Il dato più significativo riguarda però la somma dei due partiti della destra: PP e Vox raggiungono insieme il 50,2% della stima di voto, per la prima volta nella serie di 40dB durante l’attuale legislatura. Questo significa che, se si votasse oggi e se questo sondaggio trovasse conferma nei fatti, ci sarebbe una solida maggioranza assoluta per le destre e potrebbe formarsi un governo con dentro Vox.
Per Vox c’è inoltre un altro elemento rilevante. Il 17,8% stimato da 40dB è superiore di 5,4 punti percentuali al risultato ottenuto dal partito nelle elezioni generali del luglio 2023. In altre parole, nella fotografia realizzata da 40dB il partito di Santiago Abascal è oggi più forte rispetto all’ultima volta in cui gli spagnoli sono stati chiamati alle urne per eleggere il Congresso.
Questo non significa, naturalmente, che alle prossime elezioni Vox otterrà il 17,8%. Un sondaggio fotografa le intenzioni o le stime di voto nel momento in cui viene realizzato e non costituisce un risultato elettorale.
Anche il CIS registra una crescita di Vox
Un secondo elemento importante arriva dal Centro de Investigaciones Sociológicas (CIS), l’istituto pubblico spagnolo che realizza periodicamente i barometri sull’opinione pubblica e che viene però spesso criticato per fornire un quadro molto diverso rispetto agli altri istituti di ricerca.
Il barometro di settembre, pubblicato il 14 settembre e realizzato su circa 4.000 interviste, presenta un quadro numericamente diverso da quello di 40dB. Il PSOE sarebbe al 31%, il PP al 25,5% e Vox al 16,6%.
Il dato che emerge con maggiore continuità è quindi la crescita di Vox nelle due rilevazioni, mentre la dimensione del vantaggio del PP sul PSOE cambia sensibilmente a seconda dell’istituto demoscopico.
La crisi di Ceuta e il tema dell’immigrazione
Il contesto nel quale sono stati realizzati questi sondaggi è particolarmente importante. La crisi di Ceuta ha riportato l’immigrazione al centro del dibattito politico spagnolo e Vox ha fatto della questione uno dei temi principali della propria comunicazione politica. El País, nel commentare il sondaggio 40dB del 7 settembre, ha collegato il rafforzamento del partito anche alla centralità assunta dall’immigrazione nel dibattito seguito alla crisi.
Il CIS, tuttavia, restituisce un quadro più articolato. Nel suo barometro di settembre l’immigrazione non risulta il problema indicato più frequentemente dagli intervistati: la percentuale di persone che la indicano tra i principali problemi del Paese è diminuita rispetto alla rilevazione precedente, mentre acquistano peso altre questioni, fra cui quelle economiche.
Il rapporto tra PP e Vox
Per le prossime elezioni generali, la questione non è soltanto quanto crescerà Vox. Il punto politico centrale sarà anche il rapporto tra Vox (estrema destra) e PP (destra tradizionale spagnola). Il sondaggio 40dB mostra infatti un blocco formato dai due partiti che supera, nella stima di voto, la metà dell’elettorato. Il vantaggio complessivo dei partiti della destra rispetto a PSOE, Sumar e Podemos, considerati insieme il blocco delle sinistre, è piuttosto marcato. la destra è quindi in netto vantaggio rispetto alla sinistra, anche se poi bisognerà contare il peso dei partiti regionali, che in Spagna cambiano in modo significativo gli equilibri parlamentari.
Vox non appare nei dati attuali come il principale partito nazionale, ma come una forza che può modificare gli equilibri necessari per formare una maggioranza parlamentare. Ed il PP avrà bisogno di Vox per governare. Questo sta succedendo negli ultimi anni in molte regioni spagnole, dove il PP e Vox hanno stretto alleanze e governano insieme. Proprio nel 2026 sono nati governi regionali di coalizione PP-Vox, che mostrano la strada che potrebbe essere seguita nel 2027. Tra i punti avanzati da queste coalizioni c’è anche la “priorità nazionale”, un intervento legislativo che darebbe priorità su alcuni temi di diritti sociali a chi è radicato in un certo luogo, penalizzando ad esempio gli immigrati.
In Spagna, un aumento dei consensi di Vox non significa automaticamente che Vox governerà dopo le prossime elezioni del 2027, ma fa aumentare la probabilità di un futuro governo PP-Vox.
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