Madrid, quarto giorno di acampada per la casa: Sánchez approva due decreti, Ayuso minaccia lo sgombero entro 48 ore

Puerta Sol 29 settembre 2026
Un fermo immagine della video-diretta dalla Puerta del Sol, sul canale YouTube di El Paìs.

Madrid vive una nuova giornata di tensione attorno alla questione abitativa. Per il quarto giorno consecutivo, la Puerta del Sol resta occupata da giovani e attivisti che protestano contro il costo degli affitti, gli sfratti e la difficoltà di accesso alla casa. La protesta, nata dopo lo sfratto di Maricarmen, una donna di 87 anni, ha contribuito ad accelerare la trattativa all’interno del Governo spagnolo, a cui mancano pochi mesi di vita (per le elezioni previste nel 2027) e che torna ad intervenire su un tema delicatissimo, anche a sinistra.

Martedì 29 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti legge sulla casa, che raccolgono sia le richieste della sinistra radicale (Sumar e Podemos) sia quelle dei Socialisti, il principale partito che forma l’attuale coalizione di governo. Ora però dovranno ricevere il disco verde del Congresso dei Deputati, e non sarà facile. Nello stesso giorno, il Governo regionale della Comunidad de Madrid, guidato dal PP (destra) ha chiesto lo sgombero dell’accampamento entro 48 ore.

Il governo Sanchez approva due decreti sulla casa nel pieno della protesta

L’accordo raggiunto dal PSOE e da Sumar dopo una trattativa durata tutta la notte ha portato all’approvazione di due distinti Real Decreto-ley, invece di un unico provvedimento come inizialmente previsto. I due testi dovranno essere sottoposti al Congresso dei deputati e il Governo ha chiesto la convocazione di un pleno straordinario venerdì 2 ottobre per procedere alla loro convalida.

Stop agli sfratti di persone vulnerabili e proporga dei contratti

Il primo decreto contiene una serie di misure immediate. Tra queste c’è la proroga straordinaria di due anni dei contratti di affitto in vigore che scadono entro il 31 dicembre 2028. Viene inoltre estesa fino al 2030 la protezione contro gli sfratti in determinate situazioni di vulnerabilità. Di fatto, vengono bloccati gli sfratti a persone che vivono in situazione di vulnerabilità. Il provvedimento prevede anche una regolamentazione degli affitti stagionali e degli affitti di stanze, oltre al divieto, fino al 2028, di acquisto di abitazioni da parte dei cosiddetti fondi speculativi o “fondos buitre”.

C’è però un problema, molto criticato dai manifestanti. Le misure sono state suddivise in due decreti-legge separati. Questo apre la porta a che uno dei due decreti non venga approvato venerdì, quando ci sarà la votazione in Parlamento, e che passi quindi quello più moderato.

La richiesta dei manifestanti e la risposta del governo

Nel secondo decreto è stata inserita una delle principali richieste avanzate da Sumar e dal Sindicato de Inquilinas: la possibilità di una rinnovo automatico dei contratti di affitto. Si tratta del punto che ha provocato le maggiori discussioni nelle ore precedenti al Consiglio dei ministri. La proposta è però diversa, nella sua formulazione, dalla richiesta iniziale del movimento degli inquilini di introdurre contratti a tempo indeterminato.

Il Sindicato de Inquilinas, principale realtà dietro le proteste, chiedeva infatti che l’inquilino potesse rimanere nell’abitazione finché fosse in regola con il pagamento dell’affitto e non esistesse una causa giustificata per la conclusione del contratto. La richiesta mirava quindi a eliminare la scadenza come momento nel quale il proprietario può decidere di non rinnovare il contratto o cercare un nuovo inquilino.

I manifestanti temono che la divisione in due decreti porterà all’approvazione di uno più moderato e con le misure limate. “È una tattica per farlo a pezzi, in modo che ne rimangano solo le briciole”, hanno criticato dalla Puerta del Sol. Il sindacato degli inquilini vuole che il cosiddetto decreto Maricarmen venga approvato integralmente, esattamente come proposto. Fino a venerdì, però, sarà attesa. L’acampada a Puerta del Sol continuerà, ed i portavoce del Sindicato insistono sul fatto che vogliono prima conoscere i dettagli del decreto, ancora poco chiari.

La protesta di Sol ha raggiunto il Governo

La decisione del Consiglio dei ministri arriva dopo giorni di mobilitazione alla Puerta del Sol. L‘accampamento è nato dopo lo sfratto di Maricarmen, una donna di 87 anni che viveva nella stessa abitazione da decenni. Il caso ha provocato una forte reazione pubblica e ha contribuito a riportare al centro del dibattito nazionale la questione degli sfratti e dell’accesso alla casa.

Nel frattempo, la vicenda di Maricarmen ha avuto anche un parziale sviluppo positivo. La società che aveva promosso lo sfratto ha raggiunto un accordo con i rappresentanti della donna che dovrebbe consentirle di tornare nella sua abitazione, a condizioni economiche più favorevoli rispetto a quelle che avevano preceduto lo sfratto. I rappresentanti del Sindicato de Inquilinas hanno attribuito l’accordo alla pressione sociale generata dalla mobilitazione.

L’accampamento, tuttavia, non considera conclusa la protesta. I manifestanti hanno annunciato l’intenzione di rimanere almeno fino a venerdì, quando il Congresso dovrebbe votare i due decreti.

La Comunidad de Madrid chiede lo sgombero

Proprio mentre il Governo centrale approvava i decreti, è arrivata la richiesta della Comunidad de Madrid di porre fine all’accampamento.

Il governo regionale guidato da Isabel Díaz Ayuso (centro-destra) ha inviato alla Delegación del Gobierno una richiesta chiedendo di procedere allo sgombero della Puerta del Sol entro 48 ore. Il portavoce del governo regionale, Miguel Ángel García Martín, ha sostenuto che l’accampamento è illegale e sta provocando disagi a residenti e commercianti. La Comunidad ha inoltre minacciato di intraprendere azioni giudiziarie, comprese eventuali azioni penali, nel caso in cui non venga eseguito lo sgombero.

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La richiesta è rivolta al Governo centrale perché la Puerta del Sol è anche il luogo in cui si trova la sede della Comunidad de Madrid, la Real Casa de Correos. La questione della competenza sulla gestione della protesta è diventata quindi un ulteriore elemento di confronto tra le istituzioni.

Il delegato del Governo a Madrid, Francisco Martín, ha finora sostenuto che non si sono verificati disordini tali da rendere necessario l’intervento della Policía Nacional. La posizione del Governo centrale è dunque diversa da quella della Comunidad de Madrid, che considera invece necessario intervenire.

Il nodo politico arriva ora al Congresso

L’approvazione del Consiglio dei ministri non significa ancora che le nuove norme siano definitivamente operative. I due decreti legge dovranno essere convalidati dal Congresso.

Il Governo ha chiesto che la votazione avvenga già venerdì, proprio per accelerare l’entrata in vigore delle misure. Il problema è che l’accordo raggiunto all’interno dell’esecutivo non garantisce automaticamente una maggioranza parlamentare.

Il PSOE deve infatti ottenere il sostegno di altri gruppi. Il governo è appoggiato dal 2023 esternamente da partiti regionali, come Junts (partito indipdententista catalano, di orientamento conservatore), che ha espresso riserve sulle misure e ha chiesto maggiore protezione per i piccoli proprietari, mentre il PP ha annunciato il proprio rifiuto dei decreti. Anche Podemos ha criticato il contenuto dei provvedimenti, giudicandolo insufficiente rispetto alle richieste avanzate dal movimento degli inquilini.

Il voto di venerdì sarà quindi il prossimo passaggio decisivo. A Sol, intanto, il movimento degli inquilini ha fatto sapere di voler continuare l’accampamento.

La protesta che era iniziata con una scadenza di 48 ore per chiedere al Governo una risposta sulla casa si trova così davanti a un nuovo conto alla rovescia: da una parte quello dei manifestanti, che vogliono attendere il voto del Congresso; dall’altra quello della Comunidad de Madrid, che ha dato a sua volta 48 ore per chiedere lo sgombero della piazza.

La questione abitativa, partita da un caso individuale, è diventata in pochi giorni uno dei principali confronti politici e sociali della Spagna.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
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