
Il Gran Premio di Spagna di Formula 1 si correrà a Madrid dall’11 al 13 settembre 2026, sul nuovo circuito urbano MADRING realizzato a gran velocità negli ultimi mesi nell’area di IFEMA (l’area della Fiera di Madrid) e Valdebebas, un quartiere in fase di costruzione a due passi dall’aeroporto di Barajas. La prima gara è prevista domenica 13 settembre.
Sarà la prima volta che Madrid ospiterà un Gran Premio di Formula 1 sul nuovo tracciato, che segna il ritorno della massima categoria automobilistica nella capitale spagnola dopo 45 anni e sarà inserito nel calendario almeno fino al 2035.
Madrid non ospitava gran premi di Formula 1 da oltre quarant’anni
Il nuovo circuito, soggetto a omologazione FIA, sarà lungo 5,47 chilometri, con 22 curve, e si prevede che le monoposto raggiungano una velocità media di 213 km/h durante il giro di qualifica. Il tracciato utilizzerà i viali di IFEMA MADRID, sia quelli esistenti che quelli futuri del complesso di Valdebebas, oltre a 1,5 km di strade pubbliche. In termini di capacità di affluenza, si stima che si inizierà con 110.000 spettatori, per arrivare a oltre 140.000 nel quinto anno.
Le polemiche
Ma l’atteso debutto del MADRING arriva accompagnato da forti critiche da parte di residenti, associazioni ambientaliste e opposizione politica, che contestano soprattutto l’impatto acustico e ambientale del progetto, oltre ai suoi costi e alle conseguenze sulla mobilità.
Il primo test ha già fatto scattare la protesta per il rumore
Le prime prove ufficiali sul circuito, svolte il 24 e 25 agosto con vetture di Formula 3, hanno dato nuova forza alle proteste dei residenti dei quartieri vicini.
Secondo le misurazioni effettuate dalla piattaforma Stop Fórmula 1 Madrid con un fonometro installato in un’abitazione di Valdebebas, durante i test sono stati registrati 102,7 decibel di media, con picchi di 107,7 e 109,1 decibel.
Il limite indicato da elDiario.es per le aree residenziali è di 55 decibel durante il giorno e 45 durante la notte, mentre le misurazioni della piattaforma sono state effettuate a quasi tre chilometri da IFEMA.
Il dato è particolarmente significativo per i residenti perché le vetture utilizzate nei test erano di Formula 3, quindi con motori meno potenti rispetto alle monoposto di Formula 1.
La piattaforma Stop Fórmula 1 Madrid sostiene che il quartiere sia già sottoposto a una pressione eccessiva e teme che il rumore durante il Gran Premio sia ancora maggiore.
«Il quartiere è sotto stress»
Le proteste arrivano soprattutto dai quartieri di Hortaleza, Barajas e Valdebebas, situati nelle immediate vicinanze del circuito.
Le associazioni che si erano opposte alla concessione della licenza avevano già segnalato che alcune abitazioni di via Francisco Umbral si trovano a circa 34 metri dal tracciato.
Secondo i residenti, inoltre, il problema non riguarderà soltanto i tre giorni del Gran Premio, perché il calendario comprende prove, altre categorie automobilistiche e le operazioni di montaggio e smontaggio del circuito.
LEGGI ANCHE – Vuelta Spagna ciclismo, le tappe del 2026 un anno dopo lo stop
Il Comune di Madrid sostiene invece che verranno installate barriere acustiche, schermi e barriere naturali per ridurre le emissioni sonore durante il fine settimana della Formula 1.
I residenti, tuttavia, dubitano che queste misure possano essere sufficienti a contenere il rumore.
La questione degli alberi e dell’impatto ambientale
Le contestazioni erano iniziate molto prima delle prove di agosto e riguardano anche la trasformazione dell’area di IFEMA necessaria per realizzare il circuito.
Secondo elDiario.es, il progetto ha previsto l’eliminazione o il trasferimento di 729 alberi, con 371 esemplari destinati all’abbattimento e gli altri al trapianto.
Il rapporto ambientale citato dal giornale indicava inoltre che soltanto 32 degli alberi destinati al trapianto avevano una «alta probabilità di attecchimento» nella nuova collocazione.
Le opposizioni e le organizzazioni ambientaliste hanno contestato anche l’impatto del circuito su alcune aree naturali, compresi diversi humedales, oltre alla modifica del tracciato di una via pecuaria.
La battaglia è arrivata nei tribunali
La Formula 1 di Madrid è stata al centro anche di diversi procedimenti giudiziari promossi da opposizione, associazioni ambientaliste e gruppi cittadini.
Il 26 agosto un tribunale di Madrid ha respinto le misure cautelari richieste dall’Asociación para la Defensa del Medio Ambiente y por un Urbanismo Sostenible, che chiedeva di sospendere la licenza per la realizzazione delle strutture necessarie al Gran Premio.
Il tribunale ha ritenuto che la sospensione avrebbe impedito lo svolgimento dell’evento e la partecipazione di un elevato numero di spettatori, mentre il procedimento giudiziario sul merito non è stato chiuso.
La decisione ha quindi lasciato aperta la strada al Gran Premio dell’11-13 settembre.
Un’altra polemica: quanto costa la Formula 1 a Madrid?
Anche il costo dell’operazione è diventato un terreno di scontro politico.
Secondo elDiario.es, il progetto di costruzione del circuito comporta 137 milioni di euro di investimento da parte di IFEMA, ai quali si aggiungono 47,5 milioni per modifiche previste dal piano speciale e 3,5 milioni per la direzione dei lavori, per un totale indicato dall’opposizione di circa 190 milioni di euro di denaro pubblico.
Il partito di sinistra Más Madrid ha contestato l’investimento sostenendo che le risorse pubbliche potrebbero essere destinate ad altre esigenze della città, mentre il Comune difende il Gran Premio come un’opportunità economica e internazionale per Madrid.
Il Comune, governato da forze politiche di centro-destra, stima infatti che la Formula 1 possa generare 8.000 posti di lavoro diretti e un impatto economico di circa 450 milioni di euro. La Comunità di Madrid, la regione autonoma di Madrid governata dal centro-destra, difende la stessa impostazione e sostiene che il Gran Premio contribuirà a rafforzare la posizione internazionale della capitale.
«Dobbiamo sacrificarci tutti un po’»
Proprio nei giorni in cui si avvicina il debutto, il consigliere regionale alla Casa, ai Trasporti e alle Infrastrutture, Jorge Rodrigo, ha invitato i madrileni a fare «un piccolo sacrificio» per ottenere la redditività legata all’evento. Il governo regionale insiste infatti sui benefici per il turismo e per l’economia.
Rodrigo ha sottolineato che la gara durerà soltanto un fine settimana, mentre la concessione per il Gran Premio si estenderà per un decennio, e ha sostenuto che i benefici economici e la proiezione internazionale giustifichino i disagi.
La piattaforma Stop Fórmula 1 Madrid, invece, si oppone radicalmente al progetto e considera eccessivi i livelli di rumore registrati durante le prove.
L’opposizione regionale ha inoltre evocato il precedente del circuito urbano di Valencia, sostenendo che l’esperienza dimostra i rischi economici dei grandi progetti automobilistici finanziati con risorse pubbliche.
Anche la mobilità preoccupa
Un’altra delle contestazioni riguarda il possibile impatto del Gran Premio sulla mobilità nei quartieri circostanti.
Il circuito di MADRING misura circa 5,4 chilometri e comprende 22 curve, con una parte del tracciato che passa sulle vie pubbliche del distretto di Hortaleza e il resto nell’area di IFEMA.
Il progetto iniziale prevedeva una capacità di circa 110.000 spettatori, con la possibilità di arrivare a 140.000 negli anni successivi.
Il governo regionale sostiene di avere già predisposto un piano di mobilità e punta sul trasporto pubblico per gestire l’afflusso di spettatori.
I residenti, invece, temono che l’arrivo di decine di migliaia di persone, insieme alle attività legate alle gare, possa aggravare i problemi di traffico e di accessibilità dei quartieri.
Segui El Itagnol sul canale Whatsapp!
Stai leggendo El Itagnol – giornale italo-spagnolo di cultura e attualità con sede in Spagna. Non perderti gli aggiornamenti anche sui social: siamo su Facebook, X, Instagram e adesso anche su Whatsapp e BlueSky!
Ultimi post di Redazione El Itagnol (vedi tutti)
- Benzina e diesel più economici in Europa? Bisogna venire in Spagna: ecco i prezzi e la mappa con i benzinai meno cari - 9 Ottobre 2026
- L’Instituto Cervantes di Napoli presenta “Dios lo ve” il film diretto da Alex Guimerà e Guillem Ventura dedicato alla vita di Óscar Tusquets Blanca - 9 Ottobre 2026
- Maricarmen, grande spazio anche sui giornali italiani alla notizia della morte della donna diventata simbolo della crisi della casa in Spagna - 8 Ottobre 2026

Commenta per primo