Il Papa in Spagna: un ripasso sulla netta distinzione tra Italia e Vaticano

Una cosa che a volte viene dimenticata fuori dall’Italia: il Vaticano è uno stato proprio, separato da quello italiano. Ecco perché a livello diplomatico, e non solo, la visita del Papa in Spagna non ha niente a che vedere con la Repubblica Italiana. Un ripasso, nel giorno in cui inizia la visita di Papa Leone XIV nel paese iberico.

bandiera vaticano
La bandiera di Città del Vaticano. foto: https://depositphotos.com/

Dal 6 al 12 giugno 2026, Papa Leone XIV si trova in Spagna per un viaggio apostolico che lo porterà a Madrid, Barcellona, Tenerife e Gran Canaria. A Madrid verrà accolto dal re Felipe VI, dalla regina Letizia e dal premier Pedro Sánchez; a Barcellona inaugurerà la nuova torre della Sagrada Familia. Un evento straordinario, che suscita però una domanda ricorrente: il Papa parla italiano, viene da Roma, ma l’Italia c’entra qualcosa? La risposta è no. E le ragioni sono storiche, giuridiche e diplomatiche.

Il Vaticano è uno Stato a sé

L’11 febbraio 1929, con la firma dei Patti Lateranensi nel palazzo di San Giovanni in Laterano, si chiuse definitivamente la cosiddetta “Questione Romana” — la lunga disputa nata nel 1870, quando il Regno d’Italia aveva annesso Roma e gli Stati della Chiesa, privando il Papa di ogni potere temporale.

Quell’accordo, siglato tra la Santa Sede e il governo italiano (all’epoca guidato da Benito Mussolini), si articolava in due documenti fondamentali:

  • Il Trattato, che riconosceva l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede e istituiva lo Stato della Città del Vaticano come entità separata dall’Italia.
  • Il Concordato, che regolava i rapporti tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano in materia civile e religiosa — stabilendo, tra l’altro, che il Papa non fosse obbligato a giurare fedeltà al governo italiano.

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Il giorno successivo alla firma, il 7–8 giugno 1929, entrarono in vigore le leggi fondamentali del nuovo Stato, che all’articolo 1 dichiarano: il Sommo Pontefice è sovrano dello Stato della Città del Vaticano, con pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Nel 1948, i Patti Lateranensi vennero costituzionalizzati nell’articolo 7 della Costituzione italiana, che sancisce l’indipendenza e la sovranità reciproca dei due ordinamenti.

Tre entità distinte: Vaticano, Santa Sede, Papa

È utile distinguere tre soggetti che spesso si confondono:

  • Lo Stato della Città del Vaticano è il territorio fisico — circa 44 ettari nel cuore di Roma — sul quale la Santa Sede esercita sovranità piena. Ha una propria bandiera, una propria moneta (l’euro, con coni vaticani), una propria guardia (la Guardia Svizzera) e piena personalità giuridica internazionale. Si tratta di uno stato a parte, diverso quindi dall’Italia con cui confina.
  • La Santa Sede (o Sede Apostolica) è la sede episcopale di Roma, l’organo di governo della Chiesa cattolica. È essa ad avere la sovranità sullo Stato vaticano, e a intrattenere relazioni diplomatiche con gli altri paesi.
  • Il Papa è al tempo stesso capo della Chiesa cattolica e sovrano dello Stato della Città del Vaticano. È il rappresentante della Santa Sede, non dell’Italia.

Un viaggio “apostolico”, non una missione italiana

I viaggi internazionali del Papa si chiamano viaggi apostolici proprio perché il pontefice viene considerato dalla Chiesa il successore dell’apostolo Pietro. Dal punto di vista del diritto internazionale, si tratta di visite diplomatiche tra capi di Stato: il Papa viaggia come sovrano di uno Stato estero, accolto dalle autorità spagnole come tale.

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Questo significa che quando Leone XIV atterra a Madrid, non lo fa come ospite dell’Italia, né le ambasciate italiane in Spagna hanno alcun ruolo protocollare nella sua visita. L’Italia è semplicemente un altro paese straniero, esattamente come lo è la Francia o la Germania.

La Polizia italiana accompagna il Papa solo quando questi si trova sul territorio italiano, in base a accordi specifici previsti dai Patti Lateranensi stessi. Non appena il pontefice sale sull’aereo diretto a Madrid, la responsabilità passa interamente alle autorità spagnole.

Perché si crea confusione?

L’equivoco nasce da ragioni comprensibili:

  1. La lingua: il Papa parla spesso in italiano, che è la lingua ufficiale della Santa Sede e della sua burocrazia. Ma la lingua non è nazionalità.
  2. La geografia: il Vaticano si trova fisicamente a Roma, circondata dall’Italia. Ma l’enclave vaticana è, a tutti gli effetti di legge, territorio estero.
  3. La storia: per secoli il Papa ha governato territori in Italia. Ma questo potere temporale è terminato nel 1870 e la sua eredità è stata ridefinita nel 1929.

In sintesi

Quando il Papa viaggia in Spagna, lo fa come capo di uno Stato sovrano e indipendente: lo Stato della Città del Vaticano. L’Italia non è coinvolta in alcun modo istituzionale. Si tratta di due Stati distinti, riconosciuti dal diritto internazionale, con relazioni diplomatiche regolari tra loro — come lo sono tra qualsiasi due paesi del mondo.

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