Europee 2014 in Spagna, eccezionale risultato della sinistra anti-capitalista ed ecologista: 25,96% sommando i singoli risultati

Straordinario risultato elettorale per la sinistra spagnola alle elezioni europee del 25 maggio 2014. Non stiamo parlando del PSOE, il Partito Socialista che una volta fu di Zapatero e visto oggi da moltissimi suoi ex-elettori come fumo negli occhi per le politiche di tagli portati avanti dal 2008 al 2011, ma della sinistra anti-capitalista ed ecologista. Mentre in Italia la Lista Tsipras prendeva solo il 4,03% ed i Verdi lo 0,89% (in tutto il 4,92%), in Spagna le cose sono andate diversamente.

Anche se divisa in vari partiti e coalizioni, il risultato è stato eccezionale: sommando tutti i voti si arriva infatti al risultato storico del 25,96%. In sostanza, se alle prossime elezioni questi partiti si unissero, totalizzerebbero più voti del PSOE (il partito socialista che si è fermato al 23%) e potrebbero gareggiare per il primo posto con il PP (il Partido Popular conservatore, oggi al governo), che ha ottenuto poco più del 26%.

I risultati delle Europee 2014 in Spagna

Vediamo nel dettaglio i risultati. La coalizione Izquierda Plural (Sinistra Plurale) che unisce al suo interno la storica formazione Izquierda Unida oltre a Confederaciòn de los Verdes (i Verdi) e Construyendo la Izquierda-Alternativa Socialista, più un gran numero di partiti di sinistra autonomisti come quello catalano e galego, ha ottenuto il 9,99% (1 milione e 562.567 voti e 6 seggi al Parlamento Europeo).

La novità delle elezioni 2014: Podemos. Ottiene quasi l’8%

Ci si aspettava in realtà che questa coalizione di sinistra ottenesse qualcosa di più, ma molti voti sono andati al partito che è la grande sorpresa di queste elezioni: il partito Podemos. Un movimento politico nato soltanto 4 mesi fa, guidato dal carismatico Pablo Iglesias, che è riuscito a prendere in così poco tempo il 7,97% (1 milione e 245.948 voti e 5 scanni).

Un partito i cui contenuti anti-capitalisti di sinistra radicale sono coincidenti con quelli di Izquierda Plural, ma che si è presentato da solo dopo discrepanze sulle modalità di candidatura. In sostanza Izquierda Unida voleva liste con candidati di vecchia data, Podemos voleva liste aperte alla cittadinanza e a nuove personalità. Podemos, semplificando al massimo, potrebbe definirsi come l’espressione più movimentista del voto a sinistra, figlia del grande movimento degli indignados (movimento 15M) di cui pochi giorni fa abbiamo ricordato il 3° anniversario.

Non finisce qui. Bisogna infatti considerare anche il risultato di un’altra coalizione, La Coalición “L’Esquerra pel Dret a Decidir” (EPDD), interamente formata da forze catalane, che ha preso il 4,02% (629.071 voti e 2 scanni a Bruxelles). Questa coalizione include la storica ERC (sinistra catalana), Nova Esquerra Catalana y Catalunya Si. A livello regionale, solamente in Catalogna, la sinistra catalana ha preso il 23,67%.

Buon risultato anche per gli ecologisti di EQUO

Risultato di tutto rispetto anche per la sinistra eco-socialista: la coalizione Primavera Europea, al cui interno c’era il movimento EQUO (partito ecologista ed eco-socialista fondato nel 2011), ha preso l’1,91% (in Spagna non c’è lo sbarramento al 4% che invece abbiamo in Italia e potrà  portare un deputato al parlamento europeo grazie ai 299.884 voti). Infine c’è il 2,07% raggiunto dalla sinistra indipendentista (specialmente basca ma non solo), che si univa nella coalizione Los Pueblos Deciden (LPD). Anche qui uno scanno, grazie ai 324.534 voti raccolti.

Insomma, andando a sommare tutti questi risultati si arriva alla sorprendente cifra del 25,96% e ben 15 deputati appartenenti alla sinistra parlamentare, a Bruxelles.

Se si escludono da questa sommatoria i più piccoli e si sommano solo Izquierda Plural e Podemos, si arriva invece al 17,96%. Anche questo un risultato che qui in Italia resta (per adesso) un miraggio, per la sinistra anti-capitalista ed ecologista. Anche in numero di voti la Spagna appare in questo momento storico più ottimista ed impegnata sul fronte di un cambiamento a sinistra: mentre da noi la lista L’Altra Europa con Tsipras prendeva 1.103.203 di voti e i verdi 245.443, (in tutto 1.348.646 voti), tutti i partiti spagnoli sopra citati hanno preso in totale 4.062.004 voti. Più del triplo. In Spagna però l’astensione è stata maggiore (45,84% di affluenza, con 15.920.815 voti pervenuti), mentre in Italia ha votato il 58,68 % (28.908.004 di voti pervenuti).

(Lorenzo Pasqualini)

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista, ho collaborato negli anni con giornali e periodici italiani e spagnoli. Sono caporedattore de ilmeteo.net, portale italiano del gruppo Meteored. Fondatore e caporedattore de El Itagnol. Vivo in Spagna da anni, sempre a cavallo fra Roma e Madrid. Laurea magistrale in Geologia Applicata all'Ingegneria.

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