L’alluvione a Valencia: oltre 200 morti, si cercano ancora dispersi. La situazione aggiornata al 2 novembre

alluvione valencia
Fermo immagine di uno dei tanti video di questi giorni da Valencia.

MADRID. L’alluvione che ha colpito Valencia tra il 29 ed il 30 ottobre acquista ogni giorno dimensioni più catastrofiche. Il bilancio delle vittime cresce giorno dopo giorno, ed è ormai di oltre 200 morti, nell’ultimo aggiornamento del 2 novembre mattina, ma il bilancio potrebbe diventare col passare dei giorni ben peggiore.

Il 30 mattina, giorno dopo la catastrofe, era di 52 vittime, in serata era già salito da 70 a 95, ed il 31 ottobre sera si parlava già di 158 morti. Ma nelle zone colpite si cercano ancora tanti dispersi, ed i danni sono talmente gravi da rendere difficili i lavori di ricerca. Il numero dei dispersi non è noto, ma secondo le denunce al 112 di persone scomparse, potrebbero essere fino a 1900. C’è ancora però molta confusione e non è possibile fare una stima chiara. Molti dispersi potrebbero trovarsi ancora all’interno di veicoli trascinati via da acqua e fango, e proprio oggi è emersa la terribile situazione del garage del centro commerciale Bonaire di Valencia, completamente inondato, e nel quale potrebbero trovarsi ancora molti dispersi.

Oggi, sabato 2 novembre, è il terzo giorno di lutto nazionale in Spagna, ed il presidente del Governo Pedro Sanchez ha parlato alla nazione in mattinata annunciando l’invio nelle zone colpite di altri 5000 militari. Si tratta della maggior mobilitazione di militari in Spagna in tempi di pace.

Alluvione a Valencia, la situazione il 2 novembre: oltre 200 morti, ondata di solidarietà per aiutare. Ma i dispersi potrebbero essere quasi duemila

La notizia delle ultime ore è che migliaia di volontari sono accorsi ​​riunendosi presso la emblematica Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, dove la Generalitat ha allestito un centro di coordinamento. I volontari verranno inviati alle aree più colpite. Le immagini mostrano centinaia di persone che aspettano di essere inviate nelle aree più colpite. L’ondata di solidarietà si è messa subito in moto, con tante persone che vogliono aiutare con pale e con le mani a spalare il fango e rimuovere i detriti dalle strade.

Questo sabato si uniranno ai lavori di soccorso nelle aree disastrate altri 1.000 soldati, che si aggiungono ai duemila già presenti, insieme a migliaia di agenti dei corpi di soccorso, come Pompieri, agenti di Polizia e Guardia Civil. Intanto, sebbene l’instabilità meteorologica continui, il tempo è in miglioramento sulla Spagna. 

Non c’è una cifra ufficiale dei dispersi

Al 2 novembre, il bilancio provvisorio è di almeno 200 morti, ma ci sono ancora molti dispersi e non c’è una cifra ufficiale di quante persone non rispondono all’appello. Alcuni media hanno però diffuso un possibile bilancio di 1900 dispersi.

Ancora difficoltà nei soccorsi

Emergono con sempre maggior chiarezza anche forti lentezze nei soccorsi. Ci sono zone dove a tre giorni dal disastro ancora non sono arrivati i soccorsi, ci sono aree disastrate lasciate praticamente sole.  Proprio per questo crescono le proteste per l’incredibile e fallimentare gestione dell’emergenza, in primo luogo da parte del governo regionale che ha tardato molte ore ad attivare l’avviso alla popolazione per poi tardare ulteriormente a chiedere aiuto al governo centrale.

Valencia, strade e ferrovie chiuse: fino a quando?

Il Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile mantiene la raccomandazione di non circolare su nessuna strada della provincia di Valencia a causa delle inondazioni e degli allagamenti causati dalla DANA di fine ottobre. Il ministro ha precisato che “sia gli aeroporti che i porti sono in perfette condizioni”, ma non funzionano normalmente perché “la situazione delle strade e delle ferrovie” glielo impedisce.

Collegamento treni Madrid-Valencia fermo per settimane

Puentes ha spiegato che “ci vorranno mesi” per riparare le strade principali di Valencia e che il collegamento AVE Madrid-Valencia non potrà funzionare per settimane. Le compagnie Renfe, Iryo e Ouigo hanno cancellato i viaggi a seguito della sospensione della circolazione. I treni ad alta velocità tra Madrid e Valencia sono stati sospesi, in coincidenza con questo lungo fine settimana del 1° novembre, dopo che Adif ha sospeso la circolazione da questo mercoledì fino a domenica inclusa.

Strade chiuse

Più di 100 strade, la maggior parte della rete secondaria, restano colpite dalle conseguenze della peggiore DANA del secolo, soprattutto nella Comunità Valenciana, in Andalusia e Castilla la Mancha, con interruzioni sulle autostrade A-3 e A-7.

Gli effetti più gravi si verificano sulle strade di Valencia, con tagli in diversi tratti della A-3, A-7 e AP-7, così come sulle strade che la collegano con Alicante e la N-3, N -322, N-330 e N-332 che attraversa i comuni di Picassent, La Alcudia, Requena, Utiel, Buñol, Sueca, Algemesí, Guadassuar, Alzira o Chiva (Valencia), tra gli altri.

L’agenzia meteorologica risponde alle polemiche: “avevamo diramato allerta rossa”

Intanto si continua a parlare in Spagna del perché la popolazione non fosse stata avvisata del rischio imminente. Di fronte alle accuse rivolte da una parte politica ai meteorologi, gli esperti di meteo e l’agenzia meteo spagnola rispondono con chiarezza: l’allerta rossa era stata diramata a Valencia già nella mattinata del 29 ottobre. 

I meteorologi avvertivano dell’imminente e pericolosa DANA (una goccia fredda, fenomeno meteo che può causare piogge molto violente e intense) da 5 giorni, e gli avvisi di allerta meteo nelle aree devastate dall’alluvione erano di colore arancione e rosso. Sono allerte potenti, che avvisano del rischio potenziale di perdite di vite umane. Il problema è che a questi avvisi meteo non è seguita una comunicazione adeguata alla popolazione. 

Il governo regionale della Comunità Valenciana ha deciso di inviare un messaggio di allerta sui telefoni delle persone nella regione di Valencia soltanto quando le inondazioni erano iniziate, sottovalutando quindi l’allerta dei meteorologi. Ma di fronte a un avviso di allerta rossa, le autorità avrebbero dovuto chiudere scuole, avvisare la popolazione, chiudere i negozi e sconsigliare alle persone di mettersi in movimento.

Un altro fattore che sta sollevando molte polemiche sono le dichiarazioni del presidente della regione valenciana, che ha dato la colpa all’agenzia meteorologica del mancato avviso alla popolazione. In realtà i meteorologi avvisavano da giorni della pericolosità dell’evento meteo in arrivo. Quella che è mancata è stata la comunicazione alla popolazione e la decisione di chiudere negozi, imprese, scuole.

Mancato avviso alla popolazione, ma emerge anche una mancanza di comunicazione del significato di un’allerta rossa

Quello che è mancato è anche una preparazione della popolazione sul significato degli avvisi di allerta. Come hanno denunciato diversi esperti, nonostante l’allerta rossa le strade erano piene di auto, le persone si spostavano come se nulla fosse. Probabilmente manca ancora una adeguata educazione ai rischi, una consapevolezza di cosa può succedere in caso di allerta meteo di colore rosso.

Altra mancanza su cui si spera che si lavorerà a partire da adesso, è la mancanza di allerte di tipo idraulico in Spagna. L’allerta è soltanto relativa al tempo meteorologico, ma non prende in considerazioni il rischio idraulico, cioè la possibilità di piene, che possono colpire anche in zone dove non ha piovuto tanto. Con un’allerta di quel tipo si poteva per esempio mettere in guardia sulla possibilità di esondazione dei corsi d’acqua.

Record di intensità di pioggia: in 1 ora fino a 179 mm, in 24 ore oltre 800 mm. Sono dati storici

Intanto sono stati pubblicati i dati meteo sulla quantità di pioggia caduta nell’area di Valencia il 29 ottobre, quindi nel giorno della catastrofe. I dati sono impressionanti: è stato infatti battuto il record di intensità di pioggia, con 179 mm di precipitazioni caduti in un’ora. Sono valori spaventosi. In particolare questo dato è stato registrato a Turís (Valencia), dove il 29 ottobre 2024 è stato battuto il record spagnolo di pioggia in un’ora: 179,4 mm.  Nel corso della giornata è stata accumulata la straordinaria quantità di 618 mm (dati provvisori, poiché mancano le informazioni per un’ora, quindi potrebbero essere valori superiori).

Qui sopra, i dati ufficiali pubblicati dall’agenzia meteorologica statale AEMET. Siamo di fronte a valori eccezionali, che rendono l’ondata di maltempo del 29 ottobre una delle peggiori degli ultimi decenni, se non addirittura degli ultimi secoli.

Pianificazione del territorio, non se ne parla mai abbastanza

Intanto, anche in questa ennesima alluvione che colpisce un paese del Mediterraneo, non si parla abbastanza di uno dei temi più importanti: quello della cementificazione e mal pianificazione del territorio. Anche nel caso di Valencia, molte aree colpite avevano visto sorgere infrastrutture ed edifici in aree a rischio esondazione. Se è vero che la quantità di pioggia è stata straordinariamente grande e che non si può dare tutta la colpa alla cementificazione, certe situazioni si potevano evitare.

Uno dei casi eclatanti è quello del centro commerciale Bonaire, costruito in area a rischio inondazione, e che è finito sott’acqua il 29 ottobre con gravi conseguenze per molte persone che si trovavano lì. Proprio il centro commerciale Bonaire, costruito in zona a rischio esondazione, è il luogo in cui ora si stanno concentrando le ricerche dei dispersi, molti dei quali potrebbero essere rimasti intrappolati nel garage sotterraneo invaso dall’acqua. 

Ancora oggi, 2 novembre, il garage sotterraneo del centro commerciale, molto grande, è sommerso. Potrebbero trovarsi lì ancora molte persone di cui non si hanno notizie.

Un’altra infrastruttura che forse avrebbe ridotto i danni a Valencia, una città che non è nuova ad eventi alluvionali disastrosi, sono opere idrauliche e casse d’espansione.

I video del disastro: una selezione per comprendere le dimensioni del disastro

Gli effetti dell’alluvione visti dal satellite

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
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