Invece di spegnere incendi, negli ultimi giorni i vigili del fuoco della Comunità di Madrid li hanno simbolicamente accesi. Alla fine di giugno, i pompieri di 22 caserme della regione spagnola hanno dato vita a una protesta clamorosa, appiccando piccoli falò e incendiando le torri di manovra come gesto di denuncia. Un’iniziativa inedita, definita “storica” dal portavoce del sindacato maggioritario.
La mobilitazione è nata in risposta alla decisione del governo regionale, guidato storicamente dal Partito Popolare (principale partito della destra spagnola), di introdurre modifiche unilaterali all’accordo sulle condizioni di lavoro. Secondo il sindacato dei pompieri, le correzioni avrebbero stravolto l’intesa. Fra i punti più contestati figurava una clausola che avrebbe consentito di ridurre le retribuzioni dei vigili del fuoco in seconda attività.
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La tensione si è sciolta solo dopo ore di trattative serrate. Alla fine, l’Amministrazione regionale ha fatto marcia indietro su tutti i punti contestati. L’accordo definitivo, hanno comunicato i rappresentanti sindacali, è tornato praticamente identico a quello siglato alla fine di maggio e approvato dai vigili del fuoco con un referendum.
El Gobierno de Ayuso cede ante las reivindicaciones de los bomberos después de que incendiaran las 22 torres de maniobras
Los trabajadores han prendido fuego a sus torres o han hecho hogueras como acto reivindicativo
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