
Chi percorre le strade spagnole, in particolare le autostrade a rapido scorrimento, si imbatte spesso in una sagoma nera imponente, alta quanto un edificio di cinque piani, che domina il paesaggio collinare o le pianure assolate che caratterizzano la Penisola iberica. Sono grosse sagome di tori, che sono diventate celebri in tutto il mondo, confermandosi come icona subito riconoscibile all’estero che identifica la Spagna. Stiamo parlando del Toro de Osborne, un’icona che da oltre sessant’anni accompagna automobilisti e viaggiatori, divenuta col tempo molto più di una semplice pubblicità.
Da cartello pubblicitario a icona culturale
Il toro nacque nel 1956, quando il gruppo vitivinicolo Osborne decise di promuovere il suo brandy andaluso di Jerez, Veterano, con grandi cartelloni stradali. Il progetto fu affidato al grafico andaluso Manolo Prieto, che ideò una sagoma taurina stilizzata, inizialmente alta solo 4 metri e realizzata in legno. Per resistere alle intemperie si passò presto al metallo, e le dimensioni crebbero fino agli attuali 14 metri.
Negli anni ’60 e ’70 le sagome si moltiplicarono, diventando parte integrante del paesaggio iberico. Oggi se ne contano ben 92, sparse in tutte le regioni. Nel 1988, però, una nuova legge vietò la pubblicità lungo le autostrade: fu così che sparì il marchio “Veterano”, ma non le sagome di toro, che restarono come figure nere e anonime, prive di scritte. A distanza di tanti anni, sono ancora lì, anche nel 2025.
Quasi scomparsi, poi “salvati”
Negli anni ’90 i toro rischiarono davvero di sparire: un regolamento del 1994 ne ordinava la rimozione, ma un’ondata di mobilitazioni da parte di cittadini, giornalisti e intellettuali li difese come parte del patrimonio culturale e paesaggistico. Nel 1997 il Tribunale Supremo spagnolo riconobbe ufficialmente il loro valore estetico, permettendone la permanenza.
Oggi si contano 92 toros de Osborne sparsi per la Spagna, con una presenza più forte in regioni come l’Andalusia. Alcune comunità autonome, invece, come le Canarie, la Catalogna e Murcia, non ne hanno neppure uno.
Col tempo, la sagoma del toro ha assunto un valore che va ben oltre l’aspetto pubblicitario. Per molti è diventata un simbolo della Spagna, riprodotto su bandiere, adesivi e souvenir, e riconoscibile dai turisti di tutto il mondo. Non mancano però le polemiche: in regioni come la Catalogna, diversi tori sono stati abbattuti o danneggiati, considerati un emblema di un nazionalismo che non tutti sentono proprio.
Viaggiare in Spagna: tutte le notizie pubblicate su “El Itagnol”
Nonostante le controversie, la forza visiva del Toro de Osborne resta intatta: con la sua mole scura che spicca sui paesaggi assolati, continua a essere un segno familiare lungo le strade, capace di raccontare la Spagna tanto quanto un monumento o una tradizione popolare.
L’aggiornamento al 2025: tori di Osborne con i colori della bandiera palestinese
I tori di Osborne, proprio perché simbolo conosciuto da tutti, sono diventati negli anni anche un luogo dove manifestare proteste o prese di posizione. Per anni sono state pitturate ad esempio con i colori della bandiera repubblicana, un chiaro segno di rivendicazione e memoria della sinistra spagnola che ricorda come la Seconda Repubblica venne spazzata via dal franchismo e dalla dittatura di Franco, e recentemente con quelli della bandiera palestinese.
Así ha amanecido el valle del toro de Osborne, ubicado a la entrada de Mérida: con la bandera de Palestina pintada sobre la silueta. La acción se ha producido durante la noche. pic.twitter.com/mS0Phc1Wfn
— Extremadura Noticias (@noticiasCEX) September 15, 2025
Nel 2025 diversi tori di Osborne sono apparsi colorati con i colori della bandiera di Palestina, in sostegno al popolo palestinese e in chiara opposizione ai bombardamenti di Israele sulla striscia di Gaza.
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Per saperne di più
La campagna pubblicitaria che cambiò il paesaggio spagnolo – Il Post
Negli anni ’70 le campagne si riempirono di installazioni a forma di toro che promuovevano un brandy, molte delle quali sono ancora lì
Lorenzo Pasqualini
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