
Una vicenda legata alla mostra dedicata a Salvador Dalí a Milano, inaugurata a fine settembre, ha provocato, secondo la ricostruzione del quotidiano Domani, irritazione nelle istituzioni spagnole, proprio nei giorni in cui il governo Sanchez III arrivava alla fine del suo percorso, per la convocazione di elezioni anticipate. Al centro della questione c’è la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a una cena di gala organizzata il 24 settembre, durante la quale l’ambasciatore spagnolo in Italia, Miguel Ángel Fernández-Palacios, non sarebbe stato incluso al tavolo della premier.
A ricostruire la vicenda è il quotidiano italiano Domani, che parla di una nuova “sgrammaticatura diplomatica” nei rapporti tra il governo italiano e quello spagnolo. Il caso arriva pochi giorni dopo le polemiche legate al Salone nautico di Genova e all’esclusione della sindaca Silvia Salis dal palco durante l’inaugurazione alla presenza di Meloni.
La vicenda milanese riguarda la mostra “Dalí e la Moda”, inaugurata il 24 settembre al Palazzo Reale di Milano. L’esposizione è stata promossa dal Comune di Milano in collaborazione con la spagnola Fundació Gala-Salvador Dalí e con il patrocinio, tra gli altri, dell’ambasciata di Spagna in Italia.
Proprio per questo, secondo la ricostruzione pubblicata da Domani, la presenza dell’ambasciatore spagnolo alla cena di gala avrebbe avuto una particolare rilevanza istituzionale.
Al tavolo con Meloni, invece, era presente l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta. Lo spagnolo Fernández-Palacios non sarebbe stato invitato a quella postazione.
La scelta avrebbe provocato una reazione dell’ambasciata spagnola, che avrebbe chiesto agli organizzatori della Fashion Week, Mondo Mostre, spiegazioni sull’assenza dell’ambasciatore. La società organizzatrice, secondo quanto riferito a Domani, avrebbe però negato di aver organizzato direttamente la cena.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, la richiesta di escludere l’ambasciatore spagnolo dal tavolo sarebbe partita da Palazzo Chigi e si tratterebbe quindi di un gesto di sgarbo verso il governo Sanchez. La notizia avrebbe quindi raggiunto il governo spagnolo a Madrid, provocando irritazione alla Moncloa.
La presenza dell’ambasciatore statunitense viene collegata da Domani anche al fatto che tra le istituzioni che hanno prestato opere per la mostra milanese figura il Salvador Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida.
La cena si è svolta mentre Meloni si trovava a Milano per la Fashion Week, appuntamento al quale la presidente del Consiglio ha partecipato dopo aver rinunciato alla presenza all’assemblea generale delle Nazioni Unite.
Italia-Spagna, Meloni-Sanchez: due governi agli antipodi
Secondo Domani, l’episodio si inserirebbe in un quadro più ampio di rapporti non sempre distesi tra il governo italiano guidato da Meloni e quello spagnolo di Pedro Sánchez. Il quotidiano interpreta la scelta relativa alla cena come un segnale della distanza politica tra i due governi e, contemporaneamente, della vicinanza dell’esecutivo italiano agli Stati Uniti.
Una distanza diventata ancora più netta dopo la crisi di Ceuta scoppiata a fine luglio, con la mossa italiana (decisa da Meloni) di reintrodurre i controlli per le persone provenienti dalla Spagna, per la presunta presenza di un aumento di immigrati irregolari.
La ricostruzione completa dell’episodio è stata pubblicata da Domani, che ha riportato anche le reazioni e i chiarimenti raccolti presso gli organizzatori dell’evento.
Galateo de’ noantri: l’ambasciatore spagnolo, Dalí e lo sgarbo di Meloni
Palazzo Chigi ha messo mettendo ai margini l’omologo spagnolo Fernández-Palacios, nonostante l’ambasciata abbia offerto il patrocinio alla mostra di Dalì. Al suo posto lo statunitense Fertitta. Meloni fa il bis con l’esclusione di Salis al salone nautico di Genova
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