
Il piccolo comune spagnolo di Covarrubias, nella comarca dell’Arlanza, provincia di Burgos, ospiterà il Museo Carlo Simi-Sad Hill, che custodisce l’eredità dell’omonimo cineasta italiano scomparso 25 anni fa, secondo quanto informa l’agenzia stampa EuropaPress. La notizia del 18 marzo è che è stato firmato l’accordo che regolerà il funzionamento di questo spazio culturale, che ricorderà la figura di uno dei maggiori scenografi italiani, conosciuto per la collaborazione con Sergio Leone.
L’accordo è stato firmato da Giuditta Simi, figlia dell’architetto e scenografo, e dal Consiglio comunale di Covarrubias, rappresentato dal sindaco Raúl Gredilla. Questo risultato è il coronamento di oltre un decennio di sforzi guidati dai membri dell’Associazione Culturale spagnola Carlo Simi (Sad Hill Project), che hanno iniziato il loro viaggio con il recupero dell’iconico cimitero di Sad Hill, ambientazione del famoso film di Sergio Leone “Il buono, il brutto, il cattivo” (1966), un processo catturato nel documentario ‘Desenterrando Sad Hill’, di Guillermo de Oliveira.
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L’instancabile lavoro dell’associazione, presieduta da Joseba del Valle, portavoce della famiglia Simi e membro fondatore del restauro di Sad Hill, non solo ha riportato in vita l’iconica enclave di Burgos, informa Europapress, ma ha anche convinto la famiglia dell’artista a lasciare alcune sue opere in Spagna. Questa eredità culturale include i progetti per film come “Per un pugno di dollari”, “Il buono, il brutto e il cattivo” e “C’era una volta in America”, e riafferma la posizione della Spagna come custode dell’opera di un maestro dello Spaghetti Western.
La Spagna, terra amata da Carlo Simi
Dopo la firma dell’accordo, Joseba del Valle, presidente dell’associazione, ha sottolineato che questo museo è un trionfo collettivo. “Dal 2013, abbiamo lottato affinché la Spagna, la terra amata da Carlo Simi, fosse riconosciuta come custode della sua arte. Sad Hill era un simbolo dimenticato nella provincia di Burgos; oggi è un faro culturale grazie al sostegno di volontari, istituzioni e, soprattutto, alla fiducia della famiglia Simi“, afferma Del Valle.
Da parte sua, Giuditta Simi, figlia dell’artista, ricorda che suo padre “ha sempre sentito un profondo legame con la Spagna. Vedere il suo lavoro onorato qui, dove ha creato scene immortali, è un sogno che si avvera”, ha osservato Giuditta, che ha espresso la sua gratitudine per il “lavoro titanico dell’associazione e l’accoglienza del paese di Covarrubias e del resto dei comuni della regione”.
Il futuro Museo Carlo Simi-Sad Hill
Il Museo Carlo Simi-Sad Hill ospiterà i progetti originali, gli schizzi e i documenti personali dell’artista, nonché una sala immersiva dedicata al cimitero di Sad Hill, insieme ai costumi e agli oggetti di scena utilizzati nei suoi film.
Il progetto, a cui presto si unirà anche un’importante università, conta numerosi sostenitori istituzionali, anche dall’Italia e dal Vaticano, attraverso personalità come monsignor Pablo Colino, amico personale di Simi. Inoltre, l’obiettivo è quello di stabilire alleanze con università europee per la ricerca e la diffusione del suo lavoro, insieme a mostre itineranti e alla digitalizzazione degli archivi.
Dopo anni di sforzi, i soci dell’Associazione Culturale Carlo Simi hanno consolidato la loro posizione di progetto di riferimento nella salvaguardia del patrimonio cinematografico con la creazione del museo che rende omaggio all’eredità di Simi. Il loro lavoro ha tessuto una rete di collaborazioni che garantisce che l’eredità di Simi ispiri le generazioni future, ponendo la Spagna all’epicentro della sua memoria creativa.
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