Il ministro della Cultura spagnolo a Roma per presiedere il Consejo de Patrimonio Histórico: è la prima volta che si tiene fuori dalla Spagna.

Il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, ha inaugurato ieri, giovedì 23 ottobre, la 97ª riunione del Consejo de Patrimonio Histórico, Consiglio del Patrimonio Storico, organo dello stato spagnolo al quale partecipano tutti i responsabili in materia di patrimonio culturale delle comunità autonome di tutta la Spagna e che è presieduto dalla direttrice generale del Patrimonio Culturale e delle Belle Arti del Ministero della Cultura, Ángeles Albert. L’incontro si sta svolgendo presso la Reale Accademia di Spagna a Roma.
Durante l’inaugurazione, Urtasun ha affermato che «il patrimonio culturale è memoria, identità e anche futuro; ci chiama a lavorare insieme, con una visione di Stato e con uno sguardo europeo e globale. Questo Consiglio è la prova della nostra volontà di cooperazione, della nostra vocazione alla leadership e della convinzione profonda che la cultura possa e debba essere parte attiva della risposta alla crisi climatica».
La @RAERoma ospita la 97ª riunione del Consiglio del Patrimonio Storico, inaugurata dal ministro della Cultura Ernest Urtasun e dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Un incontro che rafforza il dialogo e la cooperazione per la tutela del patrimonio culturale. pic.twitter.com/dwx8OftMnI
— Academia de España en Roma (@RAERoma) October 23, 2025
Nel corso dell’incontro verrà dunque affrontato lo sviluppo del Piano Nazionale di Gestione del Rischio e delle Emergenze nel Patrimonio Culturale. La sua attivazione nel 2024, dopo la DANA che ha colpito Valencia e altre inondazioni e incendi avvenuti nell’ultimo anno, ha evidenziato la necessità di continuare a lavorare per migliorare la coordinazione tra comunità autonome, al fine di prevenire e mitigare i possibili danni al patrimonio culturale.
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Per questo, il Ministero della Cultura sta lavorando alla creazione di un Centro di Coordinamento per la Gestione del Rischio e delle Emergenze nel Patrimonio Culturale, con l’obiettivo di ottimizzare la collaborazione con le comunità autonome e con le unità responsabili in situazioni di emergenza, la Protezione Civile e le Forze e Corpi di Sicurezza dello Stato.
Il ministro Urtasun ha sottolineato che «questo centro favorirà la formazione specializzata nella gestione dei rischi e delle emergenze, offrirà consulenza nella redazione dei piani di salvaguardia e rafforzerà, in definitiva, la nostra capacità di anticipazione e risposta di fronte agli impatti, qualunque ne sia la gravità e la portata». E ha aggiunto: «Abbiamo visitato Valencia e, nelle aree colpite dalla DANA di un anno fa, abbiamo constatato sul terreno l’importanza della consulenza e della pianificazione dei rischi e delle emergenze, per ciò che riguarda le vite umane e il territorio, ma anche in relazione al patrimonio».
Per la prima volta la riunione fuori dalla Spagna
Per la prima volta, il Consiglio del Patrimonio Storico si riunisce in una sede spagnola situata all’estero, la Reale Accademia di Spagna a Roma. Ciò permetterà ai partecipanti di conoscere da vicino il lavoro di altre istituzioni legate al patrimonio al di fuori dei confini nazionali e di rafforzare la cooperazione e la condivisione delle conoscenze come strumenti fondamentali per affrontare le sfide globali.

Sono per questo previste riunioni con la FAO, uno dei principali organismi internazionali promotori dei Sistemi del Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale (GIAHS/SIPAM), una distinzione dedicata ai modelli tradizionali di sfruttamento agricolo che integrano territorio, biodiversità, saperi e culture locali. La Spagna conta attualmente cinque siti riconosciuti per il loro valore paesaggistico, agronomico, culturale e antropologico: sistemi che permettono alle comunità di utilizzare le risorse del proprio ambiente, proteggendole allo stesso tempo.
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Le delegazioni delle comunità autonome visiteranno inoltre la sede dell’ICCROM, organizzazione intergovernativa di riferimento a livello mondiale nella conservazione del patrimonio culturale e nella gestione del rischio, con la quale il Ministero collabora in diversi ambiti. È prevista anche una visita all’Istituto Centrale per il Restauro, omologo italiano degli istituti di restauro spagnoli e pioniere nella conservazione preventiva del patrimonio storico.
Infine, la terza sessione del Consiglio, in programma venerdì, si terrà presso il Palazzo di Spagna, sede dell’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede.
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L’istituzione che ospita gli incontri del Consiglio, la Reale Accademia di Spagna a Roma, è stata fondata nel 1873 e dipende attualmente dal Ministero degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e della Cooperazione spagnolo. Opera nella capitale italiana insieme all’Istituto Cervantes e alla Scuola Spagnola di Archeologia e Storia, nell’ambito dell’azione culturale coordinata dall’Ambasciata di Spagna in Italia.
Dalla sua creazione, oltre mille artisti e ricercatori hanno partecipato ai suoi programmi di residenza. L’Accademia unisce questa attività a un’intensa programmazione culturale aperta al pubblico, particolarmente dinamica sin dall’inizio della democrazia in Spagna. Ha sede in uno dei chiostri dell’antico monastero di San Pietro in Montorio, complesso monumentale che ospita il celebre “Tempietto del Bramante”, simbolo dell’istituzione.
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