
L’attacco militare degli Stati Uniti in Venezuela, iniziato in questo 3 gennaio del 2026, e la cattura di Nicolás Maduro, hanno acceso l’attenzione anche in Spagna, un Paese che ospita circa 400.000 cittadini venezuelani e dove la crisi venezuelana è da anni al centro del dibattito politico. Sabato mattina, centinaia di venezuelani si sono radunati davanti al Consolato del loro Paese a Madrid, manifestando gioia e sollievo. Tra loro, Erick Zuleta, leader sindacale ed ex deputato, che ha definito l’evento “una luce in fondo al tunnel” e ha espresso speranza nel rispetto della volontà del popolo venezuelano. Ma quel è stata la reazione del mondo politico?
Prima di parlarne, ricordiamo che da oltre 20 anni il Venezuela è un tema di dibattito politico molto caldo in Spagna. Sul Venezuela si sono fatte intere campagne elettorali in Spagna, e si sono consumati pesanti scontri fra partiti politici. Del resto, i vincoli fra i due paesi sono sempre stati molto importanti, in primis quelli economici ma anche dal punto di vista migratorio con migliaia di venezuelani che risiedono in Spagna. Il modo con cui si è affrontato il tema Venezuela in questi anni è stato però molto spesso distorto e lontano dall’obiettività.
Leggi anche. Venezuela, da 20 anni un tema caldo per la politica spagnola (e sui media)
La reazione del governo di Pedro Sánchez all’attacco americano del 3 gennaio: invito al rispetto del diritto internazionale
Il governo di Pedro Sánchez ha reagito con cautela all’attacco militare statunitense del 3 gennaio, sottolineando la necessità di de‑escalation e rispetto del diritto internazionale. Madrid segue da vicino la situazione in coordinamento con l’Unione Europea e i Paesi latinoamericani, e ribadisce la disponibilità della Spagna a svolgere un ruolo di mediazione per favorire una soluzione pacifica della crisi.
Il Ministero degli Affari Esteri, guidato da José Manuel Albares, ha rilasciato una dichiarazione in cui si chiede un graduale allentamento delle restrizioni e la moderazione, esortando tutti ad agire “sempre nel rispetto del diritto internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite”. Il governo di Pedro Sánchez ha sottolineato che “la Spagna è pronta a offrire mediazione per raggiungere una soluzione pacifica e negoziata all’attuale crisi”.
Il governo spagnolo ha inoltre sottolineato di aver accolto e di voler continuare ad accogliere decine di migliaia di venezuelani che hanno dovuto lasciare il loro Paese per motivi politici e di essere disposto ad aiutare nella ricerca di una soluzione democratica, negoziata e pacifica per il Paese.
Aggiornamento: nei giorni successivi al 3 gennaio Sanchez si è spinto oltre ed ha condannato l’intervento militare statunitense. In una lettera rivolta ai militanti del suo partito, il PSOE, ha parlato apertamente di una violazione del diritto internazionale. Con queste parole il premier spagnolo diventa così il leader europeo che ha mostrato maggior fermezza contro la mossa di Donald Trump.
La sinistra spagnola condanna, la destra applaude
Anche i principali partiti politici spagnoli hanno espresso posizioni a seguito dell’attacco militare statunitense. Il PSOE, partito di maggioranza e forza politica di centro-sinistra guidata dal premier Sanchez ha insistito sul dialogo e sulla diplomazia, mantenendosi nel solco della cautela del leader Sánchez, mentre i partiti alla sinistra del PSOE hanno condannato l’attacco. Condanna è arrivata da Sumar e da Podemos. Quest’ultimo ha richiamato al rispetto della sovranità venezuelana e alla limitazione dell’interventismo militare. Da Sumar è stato denunciato “un attacco militare unilaterale”, ritenuto “ingiustificabile, che si tratti di Palestina, Ucraina o Venezuela”.
“Dobbiamo tornare urgentemente al diritto internazionale e a un mondo basato su regole, dialogo e cooperazione”, ha aggiunto la ministra della Salute Monica García, che fa parte della formazione di sinistra. Analogamente, il Ministro della Cultura, Ernest Urtasun, ha descritto gli attentati come un “intervento illegale”. Condanna anche da altri partiti della sinistra spagnola, di carattere regionale, come Eh-Bildu (Paesi Baschi) e il BNG della Galizia.
A Madrid migliaia di venezuelani festeggiano l’attacco militare degli USA e il sequestro di Maduro
Le forze di centro-destra spagnole hanno invece mostrato un appoggio molto più ampio all’attacco americano. “Il Venezuela ha sofferto sotto una brutale dittatura e chiede un futuro libero dalla repressione e una transizione democratica sotto la guida del presidente eletto Edmundo González e di María Corina Machado”, ha affermato il leader del Partito Popolare, PP, Alberto Núñez Feijoo. Il presidente del PP ha affermato che “la prudenza è compatibile con la speranza che il Venezuela recuperi il futuro che Maduro gli ha rubato con il silenzio complice di troppi leader del mio Paese”. “Solo la libertà e la democrazia porteranno il futuro di pace che il Venezuela merita”, ha concluso.
Il sindaco di Madrid, José Luis Martínez-Almeida, anche lui del PP, ha sottolineato che “oggi si apre un’opportunità storica per il popolo venezuelano di recuperare la democrazia e lo stato di diritto”. Meno contenuta la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, esponente del PP molto popolare nella capitale spagnola e più radicale e vicina all’estrema destra, che ha esclamato che “la caduta del regime e il ritorno della democrazia in Venezuela con il premio Nobel per la pace, María Corina Machado, è una delle notizie più importanti degli ultimi tempi”.
Segui El Itagnol sul canale Whatsapp!
https://www.rtve.es/noticias/20260103/gobierno-espana-llamamiento-desescalada-venezuela-derecho-internacional/16881429.shtml
España llama a la “desescalada” en Venezuela tras el ataque de EE UU y se ofrece a mediar
Sumar condena la “agresión unilateral” de Washington
Lorenzo Pasqualini
Ultimi post di Lorenzo Pasqualini (vedi tutti)
- Addio Francesco Guccini, da Don Chisciotte alla collaborazione con Serrat il nostro saluto “itagnolo” al grande cantautore - 9 Agosto 2026
- L’assurdo agosto 2026 per chi viaggia tra Italia e Spagna: “schiavi della propaganda di Giorgia Meloni” - 8 Agosto 2026
- Incendi, la situazione a Madrid sta migliorando ma preoccupa il nord-ovest della Spagna - 30 Luglio 2026

Commenta per primo