20 luglio 2001, 25 anni fa l’Italia scossa dalla morte di un giovane manifestante nelle proteste di Genova contro il G8

g8 genova carlo giuliani giornale spagnoloIl 20 luglio 2001 è una data che ha segnato profondamente la storia della Repubblica italiana. Durante le manifestazioni contro il G8 di Genova, il ventitreenne Carlo Giuliani venne ucciso in piazza Alimonda dopo essere stato colpito da un proiettile sparato da un carabiniere. La sua morte divenne il simbolo delle giornate di violenza che sconvolsero la città e aprì una ferita destinata a rimanere aperta nel dibattito pubblico italiano.

Nei giorni successivi alla morte di Giuliani si verificarono alcuni degli episodi più gravi della storia repubblicana italiana. L’irruzione della polizia nella scuola Diaz, utilizzata come dormitorio e centro stampa del Genoa Social Forum, si concluse con decine di persone ferite, molte delle quali stavano dormendo e non opposero resistenza. Nella caserma di Bolzaneto, dove vennero trasferiti numerosi fermati, emersero invece pestaggi, insulti, minacce, umiliazioni e trattamenti disumani da parte degli agenti di polizia che i giudici avrebbero poi definito contrari ai principi fondamentali dello Stato di diritto.

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Per quei fatti si aprirono lunghe indagini e numerosi processi, che portarono negli anni a condanne definitive nei confronti di funzionari e agenti delle forze dell’ordine per reati come falso aggravato, lesioni e abuso di autorità. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha inoltre condannato l’Italia in più occasioni, sottolineando come l’assenza all’epoca del reato di tortura e le prescrizioni abbiano impedito di assicurare una piena responsabilità per le violazioni commesse.

I fatti di Genova: “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale”

Amnesty International definì quanto accaduto a Genova “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale”, sostenendo che durante il G8 si verificarono diffuse violazioni dei diritti umani e un uso sproporzionato della forza da parte delle forze dell’ordine. Una valutazione che, negli anni successivi, ha trovato riscontro in diverse sentenze della magistratura italiana e della Corte di Strasburgo.

genova g8
Una foto degli scontri a Genova nel luglio del 2001. Fonte: Wikimedia.

In questo quadro si inserisce la morte del manifestante Carlo Giuliani, su cui però la destra italiana ha spesso creato una narrazione falsa basata su alcune foto che hanno fatto circolare l’idea di una “normale reazione dell’agente che sparò”. In realtà l’uccisione di Giuliani si inserì in un drammatico quadro di sospensione dei diritti fondamentali e di gravi violenze da parte delle forze dell’ordine, che superarono in gravità altri eventi drammatici avvenuti in Italia nei decenni precedenti.

A venticinque anni di distanza, il G8 di Genova continua a rappresentare una delle pagine più controverse della storia italiana recente. Se la violenza dei gruppi più radicali è un elemento accertato di quelle giornate, altrettanto accertate sul piano giudiziario sono le gravissime illegalità commesse da appartenenti allo Stato nella gestione dell’ordine pubblico. Un’eredità che continua a interrogare le istituzioni sul rapporto tra sicurezza, democrazia e tutela dei diritti fondamentali.

L’anniversario delle giornate di Genova è anche un’occasione per i movimenti vicini alla sinistra italiana per ricordare il grandissimo movimento “no-global” mondiale, che si mobilitò in quel periodo che va dal 1999 ai primi anni Duemila, e che in Italia fu particolarmente forte e capillare. Un movimento sociale molto ramificato che, senza essere inquadrato in struttura di partito, portò all’attenzione dei mass media in quel periodo una forte critica al sistema capitalista neo-liberista, accusato di creare enormi disuguaglianze e una devastazione senza precedenti delle risorse naturali.

La notizia dei fatti di Genova in Spagna: così venne riportata da El Paìs

“Un manifestante italiano è morto per un colpo sparato dalla polizia nella battaglia campale di Genova”. Così titolava in prima pagina, il 21 luglio del 2001, uno dei principali quotidiani spagnoli, El Paìs. Succedeva venticinque anni fa e l’Italia restava scioccata di fronte a quella che è stata definita “la più grave sospensione dei diritti umani dalla Seconda Guerra Mondiale in Europa”.

Durante le giornate del G8, che si teneva quell’anno a Genova, un movimento politico trasversale e internazionale, come non si vedeva da decenni in Europa, manifestò nella città ligure ma si trovò di fronte a una pagina di repressione delle forze dell’ordine come non si vedeva dagli anni ’70 nel paese. Nei gravi scontri un giovane manifestante di vent’anni, Carlo Giuliani, venne ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere.

el pais 21 luglio 2001

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