Spagna, Pedro Sánchez riceve la fiducia: per la prima volta un governo di coalizione, con ministri di Unidas Podemos

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MADRID. Con 167 sì, il socialista Pedro Sánchez ha ottenuto oggi la fiducia della maggioranza semplice del Parlamento spagnolo, e diventa per la seconda volta Presidente del governo. Pedro Sánchez, già presidente del governo dal giugno del 2018 fino al febbraio del 2019, e poi presidente “facente funzione” fino a oggi, ha passato quindi la votazione più difficile, con solo due voti di margine.

167 sì, 165 no, 18 astenuti (determinanti)

I “no” sono stati 165, 18 gli astenuti. Tutto è andato come previsto, ma fino all’ultimo minuto i partiti della destra avevano sperato nel “tamayazo”, il cambio di casacca dell’ultim’ora di alcuni deputati, avvenuto 17 anni fa in una storica votazione nel parlamento regionale di Madrid.

La sinistra spagnola con il fiato sospeso attende la votazione del 7 gennaio

Non è andata così, ed ora Sánchez potrà formare un governo di centro-sinistra con Unidas Podemos. Il governo che nascerà, il Sanchez II, sarà il primo governo di coalizione della storia recente della Spagna. Dal 1977 ad oggi infatti, nessun governo era stato formato da ministri di più partiti. L’altra grande novità è che ne farà parte Unidas Podemos, cartello politico che riunisce le due formazioni della sinistra spagnola, Podemos, nata sull’onda del grande movimento del 15 maggio 2011 (il movimento degli “indignados”, o “15M”), e Izquierda Unida, storica formazione che da trent’anni riunisce le anime della sinistra, fra cui anche il Partito Comunista di Spagna.

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Saranno quattro i ministri di Unidas Podemos. Fra questi anche il giovane Alberto Garzòn, leader di Izquierda Unida.

Il racconto della giornata

La votazione di fiducia è avvenuta dopo le 13 di oggi, ed è terminata intorno alle 14.20. I giornali spagnoli hanno dato grande risalto alla votazione ed ai risultati e tutte le catene televisive hanno seguito la mattinata con speciali e dirette dal Congresso dei Deputati di Madrid.

Il Congresso è stato al centro, questa mattina, di imponenti misure di sicurezza, con furgoni di polizia e reti metalliche posizionate nelle vie laterali, per chiudere ogni accesso alla plaza de las Cortes.

La chiusura delle vie al traffico ha causato un po’ di ingorghi specialmente nella carrera de San Jeronimo, la strada che da Puerta del Sol arriva fino alla sede del Parlamento. Proprio per scongiurare ritardi dei propri deputati a causa del traffico, il Partito Socialista aveva inviato qualche giorno fa un avviso ai suoi deputati chiedendogli di dormire a Madrid la notte fra il 6 ed il 7 gennaio. Un solo voto in meno sarebbe stato catastrofico per Sánchez, ed avrebbe aperto la strada ad una clamorosa possibile vittoria delle destre.

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Preoccupazione c’era stata anche intorno ad una deputata di Unidas Podemos, che non aveva votato nella votazione di domenica scorsa, voto nel quale era necessaria la maggioranza assoluta. La deputata aveva annunciato di essere malata di cancro ma aveva assicurato che si sarebbe presentata oggi in Parlamento per votare la fiducia a Sánchez. E così è stato.

L’applauso ad una deputata di Podemos gravemente malata

La giovane deputata è stata salutata dal leader di Podemos, Pablo Iglesias, proprio all’inizio del suo intervento, ed è stata accolta da un lungo applauso con tutti i deputati dell’emiciclo in piedi. Le è stato consegnato anche un mazzo di fiori.

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Tensione intorno al deputato di Teruel Existe

Tensione nelle ore precedenti alla votazione intorno al candidato della piccola formazione politica Teruel Existe, che è entrata in Parlamento per la prima volta in seguito alle elezioni del 10 novembre. Il deputato (l’unico della formazione) era stato letteralmente bombardato di mail, migliaia, che lo invitavano (in certi casi con minacce), a votare contro il presidente Sànchez. Il suo voto contrario avrebbe ostacolato la fiducia al leader socialista.

PP e Vox alla carica contro Sànchez: “è un golpe”

I partiti della destra, in particolare PP e Vox, sono stati particolarmente aggressivi nei discorsi di questa mattina. Il leader di Vox è arrivato a definire “un golpe istituzionale” la formazione di un governo PSOE-UP, arrivando a tirare in ballo addirittura l’ETA, la formazione terrorista basca.

Chi ha votato a favore, chi contro e chi si è astenuto

Hanno votato a favore dell’investitura di Pedro Sánchez 167 deputati: 120 del PSOE, 35 di Unidas Podemos, 6 del PNV (il partito nazionalista basco), 3 di Más País e Compromís (sinistra), 1 del partito Nueva Canarias (delle Isole Canarie), 1 del BNG (partito nazionalista gallego) ed 1 di Teruel Existe. Sono stati 165 i deputati che hanno votato no: 88 del PP, 52 di Vox, 10 di Ciudadanos, 8 del partito indipendentista catalano Junts per Catalunya, 2 della CUP (partito indipendentista della sinistra catalana), 2 di UPN, 1 del partito Coaliciòn Canaria, 1 di Foro Asturias ed 1 del PRC (partito regionalista della Cantabria).

L’astensione determinante di ERC

Nella votazione era necessaria, per l’investitura di Sànchez, la maggioranza naturale dei voti (più sì che no). Essendo i deputati totali 350, era necessaria quindi anche l’astensione di alcuni parlamentari. L’astensione determinante è arrivata da parte dei deputati di ERC (13), partito indipendentista catalano, che aveva assicurato l’astensione pochi giorni fa dopo lunghe settimane di trattative. Questa astensione, che ha spianato la strada a Sànchez (alla quale bisogna aggiungere anche quella dei 5 deputati di Eh-Bildu, partito della sinistra basca filo-indipendentista), non è “gratuita”: già nei prossimi giorni ERC esigerà che il nuovo governo soddisfi le sue condizioni, che senza ombra di dubbio verteranno sulla questione catalana.

La debolezza del nuovo esecutivo

Il nuovo esecutivo sarà certamente molto fragile. Un governo di minoranza, che dovrà di volta in volta cercare l’appoggio dei partiti nazionalisti delle autonomie con maggior rappresentanza in Parlamento (soprattutto baschi e catalani) per andare avanti. Da destra, l’opposizione sarà molto aggressiva come si è visto già negli ultimi giorni. PP e Vox usano infatti un tono più aggressivo del solito contro il governo nascente. L’opposizione sarà probabilmente molto dura. Il partito Vox ha già portato in piazza alcune migliaia di persone in una manifestazione avvenuta pochi giorni fa a Madrid, e lo rifarà nelle settimane future.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano in Spagna, ho collaborato negli anni con giornali e periodici italiani e spagnoli. Sono caporedattore de ilmeteo.net, portale italiano del gruppo Meteored. Fondatore, gestore e redattore della testata "El Itagnol - Ultime notizie dalla Spagna". Fra Roma e Madrid. Laurea magistrale in Geologia Applicata all'Ingegneria.
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