Barcellona, inquinamento ai minimi storici per il lockdown

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MADRID. Il livello di inquinamento dell’aria a Barcellona è crollato ai minimi storici nelle ultime settimane, a seguito del lockdown dovuto all’emergenza sanitaria coronavirus. La drastica riduzione delle attività, soprattutto dei movimenti di automobili, ha fatto scendere di diverse decine di punti percentuali la concentrazione di NO2 .

L’Agenzia di sanità pubblica di Barcellona, che monitora i livelli di inquinamento atmosferico in città, ha valutato l’evoluzione dei livelli di qualità dell’aria dalla pubblicazione del Real Decreto 463/2020, il 14 marzo scorso, con il quale è stato dichiarato lo stato di allarme per la crisi sanitaria del COVID-19. Le misure stabilite dal regio decreto hanno comportato la limitazione degli spostamenti giornalieri su tutto il territorio nazionale e della Cataogna, e quindi una riduzione significativa delle emissioni di gas inquinanti dovuti al traffico.

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Durante la prima settimana di lockdown, le emissioni di NO2 sono diminuite di oltre il 43% a Barcellona. Questa diminuzione rispetto ai livelli previsti per il 2020 è stata diffusa in tutte le stazioni della città, ma è stata più importante in alcune stazioni di traffico come nell’Eixample e presso Gràcia-Sant Gervasi: qui la riduzione è stata di quasi il 60%, secondo quanto riporta la Agencia de Salut Publica catalana.  In generale, tutte le stazioni della città hanno registrato una riduzione molto significativa dei livelli di NO2 durante tutte le ore del giorno e soprattutto durante il fine settimana raggiungendo un calo del 68%.

 

Anche il black carbon, un altro inquinante direttamente correlato alle emissioni del traffico dei veicoli diesel, è diminuito del 64% in quella prima settimana di blocco, presso la stazione di traffico Eixample e in media del 75% durante il fine settimana nella stessa stazione.

È stata osservata anche una diminuzione tra il 5% e il 26% nei livelli di particelle sottili, in particolare di PM10. In questo senso, bisogna tenere presente che questo inquinante proviene da varie fonti e il contributo delle emissioni del traffico è inferiore.

Adesso i livelli di inquinanti sono in linea con le raccomandazioni OMS

I livelli di inquinamento in città sono diminuiti in modo molto significativo dall’approvazione dello stato di allarme per la crisi sanitaria di COVID-19 lo scorso 14 marzo e ora soddisferebbe i livelli annuali raccomandati dall’OMS per la concentrazione di NO2 e PM10 in tutte le stazioni della città. Insomma, quello che non sono riusciti a fare i governi in decenni di sforamento dello smog, è riuscita una devastante emergenza sanitaria che ha bloccato l’Europa intera.

Dalla dichiarazione dello stato di allarme, la diminuzione cumulativa, in media, è stata del -68% (NO2), -34% (PM10) e -73% nel caso del black carbon in tutta la città di Barcellona, rispetto ai livelli standard del 2020.

La maggiore instabilità meteo di queste ultime settimane, con pioggia e vento frequenti (agenti che aiutano a disperdere gli inquinanti) hanno permesso di raggiungere livelli di NO2 ancora più bassi in alcune date concrete del periodo.

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