Braccianti in Italia e Spagna, condizioni di sfruttamento ed estrema povertà: articoli per approfondire

pomodori spagna
Un raccolto di pomodori in Spagna (foto: https://depositphotos.com/es/photos/home.html)

L’Italia e la Spagna sono tra i principali produttori europei di ortaggi e frutta, ma questa enorme produzione si basa da tempo in maniera molto consistente sull’uso di manodopera sfruttata, lavoratori provenienti da paesi extra-europei senza contratto e senza nessun tipo di protezione. Questo aspetto, su cui esistono numerose inchieste, studi, articoli giornalistici, resta uno degli aspetti più bui del nostro presente.

Lo sfruttamento dei braccianti in Italia e Spagna

Italia, circa 230mila braccianti lavorano in nero soggetti a sfruttamento

In Italia, secondo il più recente rapporto Agromafie e caporalato pubblicato nel 2022 dall’osservatorio Placido Rizzotto del sindacato CGIL, si stima che nei campi italiani vengano sfruttate circa 230mila persone, riporta in questi giorni il giornale Il Post, che rilancia quello studio, un quarto di tutti i braccianti che lavorano nel Paese.

Secondo lo studio, il lavoro irregolare, in nero, ha un’incidenza molto elevata soprattutto in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio. Qui si stima che oltre il 40 per cento dei lavoratori abbia un contratto irregolare o non abbia nessun contratto. A volte, grazie a inchieste giornalistiche e indagini giudiziarie o delle autorità, emergono casi di sfruttamento nei quali i lavoratori – la stragrande maggioranza immigrati in Italia da altri paesi del mondo – lavorano come schiavi nei campi o nelle serre italiane.

La terribile morte di un bracciante in Italia ha riacceso i riflettori sulla situazione di questi lavoratori

Spagna, jornaleros trattati come schiavi nelle coltivazioni del Sud

In Spagna, come in Italia, non è raro imbattersi in articoli di cronaca nei quali si parla di imprenditori arrestati per aver fatto lavorare in nero, come in Italia, lavoratori stranieri, trattati come schiavi con paghe da miseria e senza nessuna protezione. Nel paese iberico i braccianti vengono chiamati popolarmente jornaleros, e si ripresentano qui le stesse situazioni dell’Italia: nelle vaste aree coltivate del Sud, lo sfruttamento è davvero molto diffuso, oltre anche alle condizioni di vita terribili di questi lavoratori, spesso alloggiati in capanne di fortuna.

Nel 2020 l’ONU ha criticato la Spagna per le condizioni degli accampamenti di braccianti nelle aree dove si raccolgono ortaggi, “molto peggiori dei campi rifugiati”. In un rapporto che data appunto 4 anni, si denunciano le condizioni di estrema povertà e precarietà in cui vivono i lavoratori impegnati in agricoltura nel paese iberico.

In nero, sfruttati e senza permessi. Nei campi oltre 200 mila lavoratori invisibili

Un lavoratore su quattro non è in regola, il 70% sono extracomunitari. Si lavora 8-9 ore, con punte di 14 al giorno. La paga in media è di trenta e…

Trabajo digno también para los campesinos extranjeros

La Organización Internacional del Trabajo estima que 12 millones de personas migrantes se dedican al trabajo agrícola. A pesar de haber sido considerados como empleados esenciales durante la pandemia, las condiciones laborares siguen siendo precarias

La ONU condena que España permita condiciones de vida para los trabajadores inmigrantes que no toleraría para los españoles

Philip Alston, exrelator de la ONU para la pobreza extrema, publica un contundente informe sobre su visita oficial a España hace cuatro meses, donde destaca la situación de varios colectivos vulnerables, como los jornaleros inmigrantes, las empleadas domésticas o la población gitana

Consumidores británicos denuncian los abusos en España contra jornaleros migrantes que recogen su fruta importada

La cooperativa británica Ethical Consumer ha lanzado una nueva campaña para apoyar a los trabajadores migrantes “que suministran fruta a Reino Unido” y viven en asentamientos sin acceso al agua en plena pandemia

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