Anarchico catalano, repubblicano spagnolo, comunista o raffinato bohémien dal genio innovatore? A cinquant’anni dalla scomparsa, la vita e l’opera di Picasso in un’appassionante indagine su censure e persecuzioni, svolte artistiche e passioni.

Il libro “Picasso lo straniero”, della storica Cohen-Solal, da cui nasce la grande mostra che c’è stata dal 20 settembre 2024 a Palazzo Reale di Milano, e che è stata da poco inaugurata anche a Roma, è in libreria dal 30 aprile del 2024. Tradotto in italiano dal francese da Emanuela Bertone, edito dalla collana Specchi, rilegge le origini del mito nel cuore dell’Europa dilaniata dai nazionalismi, con documenti inediti e rivelazioni mai emerse prima.
Il libro
8 aprile 1973. Al momento della morte di Picasso, un profluvio di superlativi viene associato al suo nome. Lo Stato francese, in pompa magna, ne accoglie l’opera, assimilandola alla propria storia. Ma quanti sanno che all’artista era stata rifiutata la naturalizzazione? Quanti immaginano il clima di sospetto e di esclusione di cui fu vittima, culminato nel gran rifiuto che il Louvre oppose nel 1929 alla donazione delle Demoiselles d’Avignon?
Stimolata dalle molte contraddizioni che vede affiorare, Annie Cohen-Solal si lancia in una inedita quanto coraggiosa esplorazione del mondo insondabile di Picasso per sottrarre alla polvere degli archivi i segreti di una storia ancora tutta da raccontare.
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Viaggiando nello spazio e nel tempo si ritorna così all’ottobre 1900, quando Picasso giunge per la prima volta a Parigi da Barcellona; si attraversano i vicoli affascinanti di una Montmartre irripetibile; e si assiste alla crescita di un talento strategico sia come artista sia come uomo d’affari, capace di districarsi con naturalezza tra collezionisti e mercanti d’arte. Ed è forse proprio questa disinvoltura a far percepire il cubismo come un pericolo per «l’integrità morale» del paese: scoppia così la guerra del bene contro il male, della tradizione contro la modernità, della Francia della «gente per bene» contro i pericolosissimi «stranieri».
Il racconto febbrile e appassionato di Annie Cohen-Solal giunge fino al presente sollevando nuovi interrogativi: «lo scandalo che vede il più grande artista del Novecento marchiato e schedato perché straniero non rimanda forse agli attuali rigurgiti di ordinaria xenofobia? Non rammenta l’ostilità dilagante di fronte alla crisi migratoria che stiamo attraversando?».
La storica Annie Cohen-Solal, tra Parigi, Milano e Cortona
Annie Cohen-Solal, nata ad Algeri, vive tra Parigi, Milano e Cortona. Storica, saggista e curatrice di mostre, è distinguished professor all’Università Bocconi di Milano. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca alla Sorbona, ha insegnato nelle università di Berlino, Gerusalemme, New York e Parigi, ed è stata consigliera culturale dell’ambasciata francese negli Stati Uniti.
A Roma la seconda tappa della mostra “Picasso lo straniero”: oltre 100 opere del pittore spagnolo nel Museo del Corso
Tra i suoi vari libri spiccano le biografie di Jean-Paul Sartre, Leo Castelli e Mark Rothko, edite in tutto il mondo. In Italia sono apparsi: Sartre (1986), Americani per sempre. I pittori di un mondo nuovo (2006) e Leo & C. Storia di Leo Castelli (2010). Picasso. Una vita da straniero ha vinto il Premio Femina per la Saggistica 2021 ed è in corso di traduzione in molti paesi.
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