Ecco cos’è successo sulla Tv pubblica spagnola nel giorno dell’Eurovision: “pace e giustizia per la Palestina”

rtve eurovision 2025

Come accaduto anche gli scorsi anni, la presenza di Israele al festival della canzone di Eurovision ha sollevato diverse polemiche, vista la situazione creatasi dall’ottobre del 2023 in poi nell’area della Striscia di gaza. Nel corso della finale dell’Eurovision Song Contest 2025, andata in onda sabato 17 maggio, l’emittente televisiva pubblica spagnola RTVE ha deciso di mandare in onda un chiaro messaggio a sostegno della Palestina.

RTVE trasmette un messaggio per la Palestina nonostante le minacce di sanzioni

Il gesto è arrivato pochi istanti dopo l’inizio della diretta, e ha attirato l’attenzione per il suo forte significato simbolico, in un’edizione della kermesse già segnata da polemiche per la partecipazione di Israele.

Il messaggio, apparso sullo schermo con la scritta “Paz y Justicia para Palestina” (Pace e Giustizia per la Palestina), è stato interpretato come una presa di posizione chiara da parte della rete pubblica spagnola, nonostante le rigide regole imposte dagli organizzatori dell’evento.

L’avvertimento dell’Unione Europea di Radiodiffusione

Nei giorni precedenti alla finale, l’Unione Europea di Radiodiffusione (UER), che organizza l’Eurovision, aveva formalmente avvertito RTVE del rischio di pesanti sanzioni economiche. La contestazione nasceva da quanto accaduto durante la seconda semifinale, trasmessa giovedì 16 maggio su La2, in cui i commentatori spagnoli avevano parlato apertamente delle vittime a Gaza e del dibattito sulla presenza di Israele nella competizione.

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Secondo quanto riportato da El País e confermato dalla stessa RTVE nel telegiornale delle 15:00, l’UER ha inviato una comunicazione formale in cui ricordava che “le dichiarazioni politiche che possono compromettere la neutralità del concorso sono vietate”, aggiungendo che “i numeri delle vittime non hanno posto in un programma di intrattenimento apolitico”. In caso di recidiva, veniva sottolineato, sarebbero potute scattare “multe punitive”.

I commenti durante la semifinale e la risposta di RTVE

Durante la semifinale di giovedì, i commentatori di RTVE avevano ricordato che la rappresentante israeliana, Eden Golan, è sopravvissuta agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Ma allo stesso tempo avevano sottolineato la drammatica situazione nella Striscia di Gaza, parlando di oltre 50.000 vittime, tra cui più di 15.000 minori secondo dati delle Nazioni Unite. Avevano infine lanciato un appello per la pace, auspicando la fine delle violenze.

Anche la TV belga interrompe la diretta

La Spagna non è stata l’unica a prendere posizione: anche l’emittente pubblica belga ha interrotto la trasmissione della finale per mandare in onda un messaggio che invitava esplicitamente a fermare “il genocidio a Gaza”, una dichiarazione ancora più diretta rispetto a quella della TV spagnola.

RTVE, l’emittente pubblica spagnola

In Spagna, l’equivalente della RAI italiana è RTVE, acronimo di Radio Televisión Española. Si tratta dell’emittente radiotelevisiva pubblica nazionale, finanziata dallo Stato, e composta da diversi canali televisivi (come La1 e La2) e stazioni radio. Come la RAI, RTVE ha una missione di servizio pubblico e offre programmi di informazione, cultura, intrattenimento e approfondimento.

A differenza della RAI, RTVE non è finanziata da un canone diretto pagato dai cittadini, ma riceve fondi principalmente attraverso risorse statali e una tassa imposta a operatori privati del settore delle telecomunicazioni. Entrambe le emittenti svolgono però un ruolo centrale durante campagne elettorali e votazioni nazionali, garantendo trasparenza e informazione sul diritto di voto per i cittadini residenti all’estero.

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