
Era il settembre del 1981 quando, dopo più di quattro decenni di esilio, il “Guernica” di Pablo Picasso tornava in Spagna. Un ritorno simbolico, carico di significati e atteso da anni, che restituiva agli spagnoli uno dei più potenti manifesti contro la violenza e la guerra.
Il Guernica, simbolo universale della tragedia
Realizzato nel 1937, il “Guernica” è una tela monumentale di 3,5 metri per 7,7, dipinta da Picasso in risposta al bombardamento della cittadina basca omonima, colpita dall’aviazione nazista e fascista durante la guerra civile spagnola. In un bianco e nero drammatico, il dipinto racconta la sofferenza e la distruzione, diventando un’icona pacifista e un monito contro la brutalità dei conflitti.
Dal MoMA a Madrid: il lungo viaggio
Dopo la sua prima esposizione a Parigi nel 1937, il “Guernica” fu trasferito al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 1939. Venne così messo in salvo dagli effetti della Guerra Civile. Lì rimase per oltre quarant’anni, come custode di un’opera che Picasso non voleva tornasse in Spagna fino alla fine del franchismo.
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Solo nel 1981, con l’avvento della democrazia e la fine della dittatura, il “Guernica” fece ritorno a Madrid. Fu inizialmente esposto nel Casón del Buen Retiro, una sede del Museo del Prado.
Dove si trova oggi e come visitarlo
Dal 1992, il “Guernica” è esposto al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, uno dei più importanti musei d’arte contemporanea d’Europa. La sala dedicata, appositamente progettata, consente di osservare la tela a distanza ravvicinata, insieme a bozzetti preparatori e fotografie che raccontano il processo creativo di Picasso.

Il Reina Sofía si trova vicino alla stazione di Atocha, nel cuore di Madrid. È aperto tutti i giorni tranne il martedì, con orari che variano leggermente a seconda delle stagioni. Il biglietto d’ingresso costa circa 12 euro, ma esistono fasce orarie gratuite nel tardo pomeriggio e la domenica pomeriggio. Sul sito ufficiale del museo si trovano tutte le informazioni aggiornate, comprese le modalità di prenotazione online.
Curiosità e dettagli poco noti
– Durante il soggiorno al MoMA, il “Guernica” viaggiò in numerose mostre internazionali, diventando un simbolo globale contro la guerra.
– Una replica in arazzo del “Guernica” è esposta dal 1985 davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a New York.
– La scelta del bianco e nero, secondo molti studiosi, fu ispirata dalle fotografie di guerra che documentavano la tragedia in toni crudi e reali.
– Il “Guernica” è oggi affiancato da un corpus di studi preparatori che mostrano le modifiche e le riflessioni di Picasso durante la realizzazione dell’opera.
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