Con una partecipazione che si aggirava ieri sera intorno al 22% degli aventi diritto, il referendum abrogativo che si sta tenendo in Italia sembra avviarsi verso un mancato raggiungimento del quorum, fissato al 50% più uno degli elettori. Tuttavia, per un quadro definitivo bisognerà attendere anche i dati del voto all’estero, non ancora disponibili nella serata di domenica. Sebbene raramente decisivo, il voto degli italiani residenti fuori dai confini nazionali ha un peso non trascurabile, come mostrano le esperienze passate.
Referendum, quanti italiani hanno votato dall’estero negli ultimi anni
Secondo quanto si può consultare sul portale ufficiale Eligendo del Ministero dell’Interno, agli ultimi referendum nazionali hanno partecipato all’estero tra le 700.000 e oltre 1 milione di persone. Nel referendum costituzionale del 2016, ad esempio, furono più di 1,2 milioni gli italiani all’estero che espressero il loro voto. Numeri significativi, sebbene non sufficienti da soli a colmare un ampio divario come quello attuale. Il quorum resta molto lontano, ma come sappiamo un eventuale raggiungimento del 30-35% di partecipazione dimostrerà che c’è una parte degli italiani non residuale che è decisa ad usare questo strumento di democrazia diretta, assente in altri paesi europei come la Spagna.
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Il referendum in corso — su cui non è stato ancora reso noto l’esito ufficiale e per cui si vota fino alle 15 di oggi, lunedì 9 giugno — rientra nel quadro degli strumenti di democrazia diretta previsti dalla Costituzione italiana. Per essere valido, un referendum abrogativo necessita del raggiungimento del quorum, ovvero la partecipazione di almeno la metà più uno degli aventi diritto al voto. È questo il limite che, in diverse occasioni, ha decretato l’invalidità del risultato, anche in presenza di una netta maggioranza tra i votanti.
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Storicamente, la partecipazione ai referendum è andata calando nel tempo. Se negli anni ‘70 e ‘80 il quorum veniva superato con regolarità, dagli anni 2000 in poi si sono moltiplicati i casi di consultazioni concluse senza validità. Il dato del 22% rilevato nella serata di domenica conferma questa tendenza, seppur in attesa di consolidamento con l’inclusione dei voti provenienti dall’estero.
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