
MADRID. Il governo regionale dell’Andalusia è investito, in questo autunno del 2025, da un grave scandalo che riguarda la sanità regionale. Il 1° ottobre, la Giunta Regionale dell’Andalusia ha ammesso che le donne sottoposte al programma di screening per il cancro al seno avevano subito “ritardi ingiustificati” nella diagnosi a causa di un problema di comunicazione dopo la prima mammografia.
Tre giorni prima, il 28 settembre, la televisione Cadena Ser aveva riferito che diverse donne interessate avevano segnalato la stessa situazione. La risposta iniziale della Giunta Regionale era stata quella di limitare il problema a “tre o quattro casi”. Ma venerdì 24 ottobre, il governo regionale andaluso ha riferito che 2.317 pazienti non erano state informate dei risultati inconcludenti dei test e che era stato necessario ripetere la mammografia o l’ecografia.
La regione dell’Andalusia è guidata da un governo di destra, formato dal Partito popolare (Pp), con l’appoggio di Vox. Da quando questo esecutivo, guidato da Juan Manuel Moreno Bonilla, ha riconosciuto che negli ultimi anni almeno 2.300 donne non sono state informate dei risultati delle mammografie effettuate in ospedali pubblici, in particolare a Siviglia, ci sono state diverse proteste.
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Migliaia di persone, in grande maggioranza donne, hanno partecipato ad esempio lo scorso 26 ottobre a una manifestazione a Siviglia, in Spagna, per denunciare la gestione da parte delle autorità regionali dello scandalo legato al programma di screening per il cancro al seno.
Come informa Afp, Moreno, sottoposto a forti critiche, ha presentato le sue scuse alle pazienti, ma le autorità regionali sono rimaste molto evasive sulle cause di questi errori senza precedenti. La giunta regionale dovrà essere rinnovata nel 2026.
Lo screening per il cancro al seno in Andalusia
Il programma di diagnosi precoce del tumore al seno in Andalusia è, come quasi tutto nella regione, un’idea lanciata sotto i governi del PSOE. Del resto è abbastanza logico, scrive in un articolo “El Confidencial“, considerando che i socialisti hanno governato la regione dal 1982 al 2018. Il sistema si basa sull’invio di lettere alle donne andaluse di età compresa tra 49 e 71 anni.
Una volta ricevuta la lettera, le pazienti si sottopongono a una mammografia, che può produrre tre risultati. Se il test è negativo, la donna verrà richiamata dopo due anni per un controllo di controllo. Se il risultato è positivo, la paziente viene indirizzata ai servizi di oncologia degli ospedali andalusi per stabilire il trattamento, come accaduto a circa 1.700 pazienti nella prima metà di quest’anno, informa El Confidencial. Esiste una terza possibilità: la paziente potrebbe presentare lesioni che rendono impossibile stabilire se abbia o meno un tumore, richiedendo un secondo esame, solitamente un’ecografia, per determinarne la condizione. È qui che è avvenuto l’errore: un numero inizialmente indeterminato di donne non è stato informato della propria condizione, sebbene la Giunta Regionale confermi ora che il numero è 2.317 (inizialmente aveva parlato solo di pochissime persone).
Ancora non è chiaro cosa non abbia funzionato, ma quello che sta creando fortissimi malumori e alimentando le proteste sono i tentativi del governo regionale di far passare in sordina lo scandalo, quando all’inizio i dati sono stati forniti in modo distorto e poco chiaro. Un tentativo che ha ovviamente destato grave indignazione.
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Errori negli screening per il cancro al seno, manifestazioni di protesta in Andalusia
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