Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 19, nella Galleria Marvick di Vicky Pérez, a Santa Cruz de Tenerife, inaugurata la mostra personale dell’artista contemporaneo italiano Giampaolo Atzeni.

Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 19, nella Galleria Marvick di Vicky Pérez, a Santa Cruz, inaugurazione della mostra personale dell’artista contemporaneo italiano Giampaolo Atzeni. Testo critico di Germán F. Rodríguez Cabrera, storico dell’arte. La mostra resterà aperta fino al 22 maggio 2026.
Dopo il successo delle tre mostre organizzate a Puerto de la Cruz a all’Università de La Laguna, Giampaolo Atzeni si presenta al pubblico di Santa Cruz de Tenerife (Canarie). Dodici opere su tela e sculture con una predilezione per gli acrilici, che rappresentano un ponte ideale tra l’arte contemporanea italiana e quella delle isole Canarie. Una testimonianza diretta della sua coerente e consolidata carriera, ma anche del suo profondo affetto per l’isola di Tenerife e per Puerto de la Cruz, dove da sei anni trascorre la maggior parte del suo tempo.
Giampaolo Atzeni nasce a Cagliari, in Sardegna, nel 1954, e arriva a Tenerife dopo un viaggio lungo una vita che lo ha portato in giro per il mondo come fotoreporter, designer e artista. Il suo lavoro mostra l’influenza delle avanguardie e della lunga tradizione dell’arte occidentale, ma anche delle diverse correnti che vivono nel Mediterraneo. Architetto di formazione, trova nella pittura il suo principale contributo creativo.

Gli spazi sono perfettamente inquadrati, con prospettive studiate, generando diversi scenari in cui si sviluppano le composizioni. Stanze, vagoni, giardini o spazi indefiniti accolgono i suoi personaggi. Nelle sue opere convivono costantemente donne, pesci rossi, cavi con spine e oggetti bellissimi. La donna come bellezza sensuale, che raramente mostra il volto, sempre nascosto da ampi copricapi o da abbondanti capelli. Un’altra costante nelle sue opere, quasi fosse un emblema personale, sono i pesci rossi. Semplici nella loro disposizione, sono un omaggio a Matisse, presenti sempre nelle scene, sia come parte della stampa di un tessuto o di un tappeto, sia come figura aggiuntiva nelle composizioni.
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Allo stesso modo, nei suoi quadri c’è sempre una spina, metafora della necessaria disconnessione di coloro che contemplano le sue opere dal mondo reale, per entrare in un nuovo particolare universo. In tutti i suoi lavori il colore gioca un ruolo di primo piano. Colori personali, intensi, sonori, che non generano indifferenza in chi contempla le sue creazioni.

Artista di riconosciuto prestigio internazionale, combina la libera immaginazione e i sogni del surrealismo con i colori vivaci e l’iconografia della cultura popolare. Evidenzia scene oniriche che sfidano la percezione della realtà, creando un mondo in cui le regole convenzionali non si applicano. Ciò consente una narrazione visiva che invita lo spettatore a esplorare significati profondi e a riflessioni sulle contraddizioni della società in cui viviamo.
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