Elezioni in Andalusia 2026: il PP vince ma dipende dall’estrema destra di Vox, crollo storico dei socialisti. La sinistra alternativa sorprende tutti

bandiera andalusia

MADRID. Il copione si sta ripetendo regione dopo regione. Dopo le elezioni regionali in Estremadura, Castiglia e León e Aragona, tenutesi in questi ultimi mesi, l’Andalusia ha confermato ieri, con le elezioni del 17 maggio, lo schema che si sta ripetendo in questo 2026. Il Partido Popular ha vinto, ottenendo più del 40% dei voti, ma non abbastanza. Non abbastanza, cioè, da poter governare da solo, senza dover stringere un accordo con Vox, il partito di estrema destra che non ha mai apertamente condannato il franchismo e che sta riuscendo a canalizzare il malcontento con un messaggio sovranista.

Il risultato delle elezioni in Andalusia del 17 maggio 2026

Il Partido Popular (PP) ha vinto le elezioni regionali in Andalusia, ottenendo il 41,5% dei voti, ma senza confermare la maggioranza assoluta. Il PP si è fermato al 41,5% dei suffragi e 53 seggi, cinque in meno rispetto ai 58 che controllava, a due dalla maggioranza dei 109 deputati della Camera andalusa. Moreno Bonilla, al suo terzo mandato, è quindi costretto a cercare il sostegno dell’ultradestra per essere investito presidente. Vox si attesta al 13,8% dei suffragi e 15 seggi, uno solo in più di quelli che controllava. Ma quanto basta a conquistare le chiavi della governabilità, rafforzando il ruolo negoziale del leader Santiago Abascal anche a livello nazionale. “Vox è decisivo per la quarta volta nelle ultime quattro elezioni regionali in Spagna”, ha dichiarato Abascal a risultati acquisiti.

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Questo scenario era quello meno voluto dal PP, che voleva con queste elezioni regionali mostrarsi indipendente e capace di governare da solo. Non ci sta riuscendo, e i risultati delle elezioni regionali del 2026 confermano il possibile quadro che potrebbe delinearsi nel 2027, alle prossime elezioni generali. Una maggioranza formata da destra ed estrema destra. Il PP, molto probabilmente, avrà insomma bisogno di Vox per governare il paese.

Una netta maggioranza di destra

Con oltre il 50% dei voti, il blocco di destra formato da PP e Vox ha ottenuto da queste elezioni una solida maggioranza.  I risultati confermano una certa stagnazione per l’estrema destra, che non mostra segni di crescita, ma Vox è in grado di esercitare pressione sul PP, perché indispensabile per formare un governo. Il portavoce regionale di Vox lo ha già fatto a poche ore dal voto, dicendo che “Gli andalusi vogliono la priorità nazionale”, in riferimento alla misura sovranista già inserita nell’accordo PP-Vox in Estremadura e Aragona, secondo la quale si cercherà di sfavorire gli immigrati nell’accesso ai servizi pubblici.

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Il crollo socialista nella ex-roccaforte

Il PSOE, con la candidata ed ex vicepremier alle Finanze María Jesús Montero, ottiene il 22,8% dei suffragi e 28 deputati, rispetto ai 30 della passata legislatura, che già rappresentavano la peggiore performance dei socialisti nell’ex feudo, governato per quasi 40 anni e perduto nel 2018. Non c’è stata la rimonta che i socialisti speravano: il partito di Pedro Sánchez incassa l’ennesima sconfitta in un ciclo elettorale regionale sempre più in salita. La sconfitta in Andalusia brucia particolarmente per il PSOE se pensiamo che questa regione è stata ininterrottamente socialista per quasi 40 anni.

La sorpresa delle elezioni andaluse: la sinistra alternativa di Adelante Andalucía

In una notte caratterizzata da una forte crescita dell’affluenza, passata dal 56% al 64,7%, la grande sorpresa arriva dalla sinistra alternativa. Adelante Andalucía, la formazione anticapitalista e andalucista guidata da José Ignacio García, passa da due a otto deputati nel parlamento autonomico, realizzando il sorpasso su Por Andalucía, la coalizione che riunisce Izquierda Unida, Podemos e Movimiento Sumar, ferma a quattro seggi. Super quindi il blocco della sinistra radicale tradizionale portando un nuovo vento nello spazio politico alla sinistra del PSOE.

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Nel complesso, i partiti alla sinistra del Partito Socialista totalizzano 13 seggi, sei in più rispetto ai sette conquistati nelle elezioni del 2022. Un segnale che nello spazio progressista qualcosa si sta muovendo, anche se per ora non abbastanza da cambiare gli equilibri di governo.

Cosa significa per la Spagna

L’Andalusia, con quasi nove milioni di abitanti e circa il 18% della popolazione spagnola, è la regione più popolosa del Paese. Il voto viene letto come un nuovo banco di prova in vista delle elezioni politiche previste per il 2027. Per Sánchez, il messaggio che arriva dal Sud della Spagna è tutt’altro che incoraggiante, ma del resto sono i sondaggi pubblicati da mesi a mostrare una netta avanzata della destra nel paese.

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Il PP più Vox, stando agli ultimi sondaggi nazionali, avrebbero facilità a formare una maggioranza. Sono però sondaggi che possono sbagliare, mancano ancora diversi mesi, e la Spagna potrebbe riservare sorprese come accadde nel luglio del 2023, quando una quasi sicura vittoria del blocco di destra venne smentita dai risultati, molto più complessi e frammentati.

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Il Pp vince in Andalusia ma dipende da Vox, il Psoe resiste – Notizie – Ansa.it

Il Partido Popular si ferma al 41,5% e 53 seggi (ANSA)

Moreno pierde la mayoría absoluta en Andalucía y dependerá de Vox para gobernar

El PP se deja cinco escaños y necesitará al partido de Abascal para gobernar. El PSOE pierde dos y registra su peor resultado. La ultraderecha gana uno y sube con fuerza. Adelante Andalucía, que pasa de dos a ocho, supera a Por Andalucía y reconfigura el tablero

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Lorenzo Pasqualini

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Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".
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