Finale dei Mondiali 2026, Spagna o Argentina? Il legame sentimentale degli italiani con i due paesi

Spagna o Argentina? Il cuore diviso degli italiani per la finale dei Mondiali 2026

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Le bandiere di Spagna e Argentina intrecciate. https://depositphotos.com/

Domenica 19 luglio, alle 21 italiane, il New York New Jersey Stadium ospiterà l’ultimo atto di un Mondiale storico: la prima edizione a 48 squadre. Sul prato si affronteranno Spagna e Argentina, le due nazionali di lingua spagnola che si giocano la Coppa del Mondo per la prima volta dal 1930, quando all’esordio assoluto della competizione fu l’Uruguay a battere proprio l’Argentina. Le Furie Rosse, che arrivano dalla vittoria dell’Europeo 2024, cercano il secondo titolo iridato mondiale dopo il trionfo sudafricano del 2010; l’Albiceleste di Scaloni, invece, punta al bis dopo il Qatar 2022 e a raggiungere Italia e Germania a quota quattro Coppe del Mondo.

Per l’Italia, assente dal torneo per la terza volta consecutiva, la finale ha però un sapore particolare. Non è una sfida qualunque tra estranei: è una partita tra due squadre con cui il Paese ha, per ragioni diverse, un legame quasi familiare. E la domanda che rimbalza tra bar, gruppi WhatsApp e social è sempre la stessa: “Tu per chi tifi?”

L’Argentina, la parente lontana

Il legame tra Italia e Argentina è ancestrale, e passa prima di tutto dal sangue. Milioni di argentini hanno origini italiane, frutto delle grandi ondate migratorie tra Ottocento e Novecento, e questo si riflette anche dentro la nazionale albiceleste, nei cognomi, ma anche in certe fisionomie sia tra i tifosi che tra i giocatori. Non è un caso che tanti italiani, quando l’Italia non c’è, sentano l’Argentina come la parente più stretta a cui appoggiarsi.

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C’è poi la dimensione del mito sportivo puro: Lionel Messi, alla sua settima finale mondiale con l’Argentina, resta probabilmente il calciatore più amato a livello trasversale nel nostro Paese, al di là delle fedi di club. E c’è il campionato: la Serie A negli ultimi anni è stata un ponte diretto con Buenos Aires, con giocatori come Lautaro Martínez, capocannoniere e trascinatore dell’Inter, che ha permesso ai nerazzurri di essere l’unica squadra al mondo ad avere avuto un proprio giocatore in finale ai Mondiali ininterrottamente dal 1982 a oggi.

La Spagna, la sorella latina

Con la Spagna il rapporto è diverso, ma non meno intenso: è un’affinità culturale e linguistica, quella tipica tra “cugini” latini. Lingue sorelle, mediterraneità condivisa, decenni di scambi calcistici tra Liga e Serie A alimentano un tifo quasi naturale, che spesso emerge proprio nei tornei in cui l’Italia è fuori dai giochi. A questo si aggiunge il presente sportivo delle Furie Rosse, che arrivano da campionesse d’Europa in carica e da un percorso mondiale impressionante, firmato dai gol di giovani fenomeni come Lamine Yamal.

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C’è poi la vicinanza fisica e culturale di un paese amatissimo dagli italiani, sia come meta di vacanze e turismo, sia come meta di vita, come dimostra il crescente numero di italiani che risiedono in Spagna.

Cosa dicono i numeri

Il legame sentimentale con le due finaliste non è solo percezione: lo confermano anche i sondaggi. A giugno, alla vigilia del torneo, un’indagine SWG sulle preferenze degli italiani senza l’Italia in campo aveva fotografato un quadro chiaro. Il Brasile di Carlo Ancelotti guidava le simpatie con il 17%, ma subito dietro, quasi appaiata, c’era proprio la Spagna con il 16% — merito, secondo l’analisi, del forte legame linguistico e culturale con gli iberici.

Al terzo posto, con il 10%, si piazzava l’Argentina, sostenuta dal mito di Messi e Maradona e dai tanti calciatori sudamericani conosciuti (e apprezzati) nel nostro campionato. Ben più indietro Francia e Inghilterra, ferme al 5% ciascuna: le “storiche rivali” azzurre restano le meno simpatiche in assoluto, complici vecchi rancori sportivi. Un italiano su tre (35%), invece, dichiarava di non avere alcuna preferenza.

Sommando Spagna e Argentina si arriva già oltre un quarto delle preferenze totali degli italiani intervistati prima ancora che il tabellone stabilisse che sarebbero state proprio loro due a giocarsi la Coppa: un dato che, più di ogni altro, certifica quanto entrambe le nazionali siano già “di casa” nel cuore del tifoso italiano medio.

Una finale senza un vero avversario per il tifoso italiano

Alla fine, per molti italiani questa finale rischia di essere un raro caso di Mondiale “senza nemici“: si può ammirare la Spagna per la sua identità di gioco e la sua vicinanza culturale, e allo stesso tempo emozionarsi per l’ultima corsa di Messi con l’Argentina, o per qualche cognome italiano tra i giocatori. Difficile, forse impossibile, scegliere in modo netto. Ma è proprio questa ambivalenza — tra sangue e lingua, tra emigrazione e mediterraneità — a rendere Spagna-Argentina, vista da Roma, Milano o Napoli, molto più di una semplice finale del Mondiale.

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