Il caso di Carola Rackete non è una eccezione: in Europa 158 persone sotto processo per aiutare migranti

La comandante Carola Rackete, della nave Sea Watch 3, è stata arrestata per aver forzato il blocco dell’Italia nei confronti delle navi umanitarie cariche di migranti. Un blocco che va avanti dall’estate del 2018 su volontà del ministro leghista Matteo Salvini.

Finita sotto processo, è diventata un simbolo per movimenti, associazioni e per tutti quelli che ritengono che la chiusura dei porti alle navi umanitarie sia un errore.

Non è però il primo caso del genere: in Europa ci sono 158 persone che sono state processate dal 2015 ad oggi per essere intervenute a favore dei migranti. Sono numeri resi noti dalla piattaforma di ricerca su immigrazione e asilo ReSOMA.

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Uno dei paesi dove ci sono più processi in corso verso membri di Ong che hanno lavorato per il salvataggio di migranti o per favorirne l’integrazione, è l’Italia, con 38 persone sotto processo. Fra queste vi è Domenico Lucano, il sindaco di Riace, o i membri della Ong italiana Mediterranea, che nell’autunno scorso aveva messo in mare una nave di salvataggio marino poi bloccata in porto. Il paese con più casi aperti è però la Grecia, con 53. E al terzo posto dopo l’Italia vi è la Francia, con 31 casi aperti. In Belgio 12 casi, in Germania 6 e in Spagna 2.

Ecco le Ong italiane e spagnole (e non solo) che aiutano i migranti

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