Covid-19 in Spagna, il punto della situazione sulla pandemia all’inizio di questo settembre 2020

Un riassunto e un punto della situazione sulla pandemia di Covid-19 in Spagna, aggiornata al 2 settembre 2020.

COVID-19 SPAGNA

MADRID. Il Ministero della salute spagnolo ha fornito oggi, come ogni pomeriggio, i dati sui nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore: sono 3.663 i nuovi casi di Covid-19 registrati nell’ultima giornata. Preoccupante, come da diversi giorni a questa parte, la situazione nella regione di Madrid, dove si concentra il 37% dei nuovi casi, più di un terzo dei nuovi casi nazionali.

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La situazione a Madrid

Ieri, in un’intervista alla radio Cadena SER, il Presidente del Governo Pedro Sànchez aveva affermato: “siamo preoccupati per la situazione di Madrid”, sollevando le proteste del governo regionale guidato da Isabel Ayuso e del suo partito, il PP, che aveva parlato di “accanimento”. “Siamo preoccupati per lo stato della salute pubblica e l’evoluzione del virus a Madrid”, aveva detto Sànchez, sottolineando poi che “alcuni governi regionali devono aumentare la loro capacità di rintracciare i casi di coronavirus e le capacità strategiche nella lotta contro il Covid-19”.

Secondo il Ministero de Sanidad presieduto da Salvador Illa “la regione madrilena sta prendendo le misure adeguate per contenere la nuova espansione dei contagi”.

Nelle ultime 24 ore la regione di Madrid ha contato 1.362 nuovi casi di positività al virus, una cifra molto superiore a quella dei Paesi Baschi (524 nuovi casi nelle ultime 24 ore), all’Andalusia, con 272, e alle Canarie (con 235).

covid-19 spagna
Il grafico del Ministero de Sanidad spagnolo mostra la risalita della curva dei nuovi contagi fra luglio e agosto. Il primo picco è quello registrato fra marzo e maggio.

Situazione ben diversa da quella di marzo

Il numero di nuovi casi è simile a quello del mese di marzo, ma la situazione è ben diversa. Sebbene in alcuni ospedali si noti una maggior pressione per l’aumento dei ricoveri, il numero di letti ospedalieri occupati da pazienti con Covid-19 rimane molto più basso rispetto alla primavera scorsa: si parla di 6.924 ricoverati, che occupano il 6 % del totale di letti ospedalieri in Spagna. Molto ridotto rispetto a quei mesi il numero di ricoveri, ed anche di ricoveri in terapia intensiva.

E’ anche vero che questi dati cambiano molto a seconda delle Comunità Autonome. La Comunità di Madrid, con 2.104 persone ricoverate (285 sono state ricoverate in questo martedì 2 settembre), sta sperimentando una maggior pressione, con il 15% di letti ospedalieri occupati da malati di Covid, mentre in Aragona si attesta sul 12%.  A Madrid, informavamo già il 23 agosto della sospensione di operazioni chirurgiche in alcuni ospedali della città per liberare letti e personale a fronte di una nuova pressione, e di cancellazioni nelle visite mediche.

Resta molto ridotto, rispetto ai mesi primaverili, il numero di nuovi decessi con Covid-19. Alcuni esperti temono però una risalita del numero di morti nelle prossime settimane, che rifletterebbe questa seconda ondata.

Il bilancio ufficiale delle vittime dopo l’ultimo aggiornamento del Ministero della Salute è di 29.194 decessi in Spagna da febbraio ad oggi, una cifra probabilmente molto al ribasso. Oggi il quotidiano ABC, tradizionalmente conservatore e molto critico con l’attuale governo, ha pubblicato un articolo nel quale si ipotizza che in Spagna le vittime con Covid-19 siano state finora 50.000, ventimila in più rispetto ai numeri ufficiali. I dati vengono ricostruiti sulla base dell’eccesso di mortalità che si evince dai certificati di morte, il cui numero è molto superiore al normale.

decessi covid-19
Nel grafico del Ministero de Salud, il numero di decessi ogni 24 ore da marzo a settembre: come si vede, non c’è un nuovo picco di morti.

Le restrizioni: mascherine obbligatorie e riunioni con meno di 10 persone

Al momento restano attive le restrizioni decise a livello nazionale a metà agosto dal governo Sànchez, e quelle regionali prese dai vari governi autonomi. In generale le misure si assomigliano, ma sono più restrittive in certe regioni.

La misura vigente fin da luglio e più estesa è quella della mascherina obbligatoria anche all’aperto, anche quando si può mantenere la distanza di sicurezza. Poi c’è il divieto di fumare se ci si trova a una distanza inferiore ai 2 metri e la chiusura di discoteche e locali notturni.

C’è poi il divieto di riunioni con più di 10 persone (in certe regioni, come Murcia, di 6 persone). Si tratta di una raccomandazione del Governo centrale, che è stata raccolta da numerose Comunità Autonome, fra cui la Catalogna. C’è poi l’obbligo di chiusura per i bar all’1 di notte e la proibizione di accogliere nuovi clienti a partire dalla mezzanotte.

A Madrid parchi chiusi per impedire i “botellòn”

A Madrid il comune ha deciso di chiudere i parchi dalle 22 alle 6, per impedire i “botellòn”, le feste organizzate dai giovani in luoghi all’aperto e nelle quali – è la preoccupazione delle autorità – non si rispettano le misure di distanziamento e igiene. Secondo il Comune di Madrid, nei quartieri dove si registra il maggior numero di nuovi contagi, come Usera e Villaverde, si è registrato anche il maggior numero di denunce per “botellòn”: si parla di migliaia di denunce.

Leggi anche. Estas son las comunidades que han prohibido las reuniones de màs de 10 personas

Non è chiaro se verranno prese misure restrittive ulteriori nei prossimi giorni. Nei giorni scorsi il Governo nazionale ha escluso un nuovo confinamento come quello vissuto fra marzo e giugno, ed ha offerto alle singole regioni la possibilità di dichiarazioni di uno stato di emergenza locale, che permetta eventuali limitazioni della mobilità su territori circoscritti. Il Governo ha anche messo a disposizione 2.000 soldati per aiutare i governi regionali, che hanno la competenza in tema di assistenza sanitaria, a rintracciare le persone esposte al contagio. Una delle ipotesi che si fa sull’esplosione di casi in questa estate 2020, in Spagna, è che in certe regioni si sia perduto il tracciamento dei casi per un ridotto numero di tracciatori.

Comuni confinati: l’ultimo è Santoña, in Cantabria

Al momento gli unici luoghi in cui si sta procedendo al divieto di circolazione sono luoghi limitati e concreti, in generale delimitati dai confini comunali. Fra luglio e agosto diversi comuni spagnoli, tutti con poche migliaia di abitanti, sono stati sottoposti a confinamento in seguito a un aumento giudicato troppo pericoloso di contagi. Anche Aranda de Duero, città della Castiglia e Leòn con trentamila abitanti è stata confinata per due settimane ad agosto.

La notizia di oggi, 2 settembre, è che viene sottoposta a confinamento anche la cittadina di Santoña, in Cantabria. Qui si applica da oggi una rigida limitazione degli spostamenti e al settore alberghiero, a fronte di una preoccupante evoluzione dei contagi (526 casi per ogni 100.000 abitanti).

Le città di Valladolid e Salamanca tornano invece a misure restrittive che erano attive a maggio/giugno, nelle prime settimane post-lockdown, con divieto di riunioni di 10 persone, stop alle veglie funebri e limitazioni alla capienza di bar e ristoranti.

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