Il referendum in Italia dell’8 e 9 giugno 2025 potrebbe modificare le regole per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Se vincesse il “Sì”, infatti, si ridurrebbero da 10 a 5 gli anni di residenza legale necessari per presentare domanda di cittadinanza italiana. Inoltre, una volta ottenuta, la cittadinanza verrebbe automaticamente trasmessa ai figli minorenni del richiedente.
Questa riforma rappresenterebbe un cambiamento significativo per circa 2,5 milioni di persone di origine straniera che vivono, lavorano e contribuiscono alla crescita dell’Italia. Attualmente, molti di loro, pur essendo nati e cresciuti nel Paese, non godono degli stessi diritti dei cittadini italiani, come la possibilità di votare, partecipare a concorsi pubblici o rappresentare l’Italia in competizioni sportive.
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Il comitato promotore del “sì” sottolinea che questa modifica allineerebbe l’Italia agli standard di altri paesi europei, come la Francia, che già adottano criteri più inclusivi per l’acquisizione della cittadinanza. In Spagna, paese di cui ci occupiamo molto qui su El Itagnol, il sistema è invece piuttosto simile a quello italiano, con facilitazioni per gli stranieri che provengono da paesi ex-colonie spagnole o con forti vincoli storici con la Spagna.
Duecentomila bambini potrebbero beneficiare del referendum sulla cittadinanza
Secondo un nuovo rapporto del centro studi e ricerche Idos, se l’8 e il 9 giugno vincessero i “sì” al referendum sulla cittadinanza, i beneficiari della riforma potrebbero essere 1,42 milioni residenti non comunitari, informa la rivista “Internazionale”, cioè uno straniero su quattro tra quelli che vivono regolarmente in Italia.
Gli adulti sarebbero un milione e 136mila, tutti titolari di un permesso di soggiorno di lunga durata. I minori sarebbero 284mila, dei quali 229mila residenti di lunga durata e 55mila che diventerebbero italiani perché i genitori gli trasmetterebbero la cittadinanza.
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Il referendum non modificherebbe gli altri requisiti necessari per la naturalizzazione: oltre alla conoscenza della lingua italiana e all’assenza di condanne penali, la legge chiede infatti il possesso di un reddito adeguato. Anche se vincesse il sì al referendum, questa condizione non sarebbe soddisfatta da una larga fascia di stranieri residenti in Italia, circa 700mila persone.
Il comunicato del comitato per il “Sì”
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