La Spagna è stata la prima, poi a seguire tanti altri paesi tra cui Portogallo, Regno Unito e Francia stanno riconoscendo la Palestina. In Italia, il governo Meloni dice no, ma tanti Comuni lo stanno facendo in modo simbolico, ed espongono anche la bandiera palestinese sulla facciata dei palazzi comunali.

Negli ultimi mesi molti Paesi del mondo hanno deciso di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, una scelta che ha segnato un punto di svolta nel dibattito internazionale, proprio mentre Israele viene criticato con sempre maggior forza per le sue attività militari contro la popolazione palestinese di Gaza. Portogallo, Regno Unito, Canada e Australia sono stati gli ultimi paesi in ordine di tempo a riconoscere formalmente lo stato di Palestina, come riporta in un suo articolo Il Post, che sta tenendo conto della mappa dei paesi che riconoscono la Palestina. L’ultima a farlo, oggi, è stata la Francia. La Spagna aveva già riconosciuto la Palestina nel maggio del 2024, come raccontammo su El Itagnol .
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In Italia, invece, il governo guidato da Giorgia Meloni ha ribadito la sua contrarietà a un riconoscimento unilaterale, sostenendo la necessità di un percorso negoziato tra le parti. Una posizione che ha suscitato critiche e che contrasta con quanto avvenuto a livello locale.
Tanti Comuni italiani riconoscono simbolicamente lo stato di Palestina
Sono infatti numerosi i Comuni italiani, da nord a sud, che nelle ultime settimane hanno approvato mozioni per il riconoscimento simbolico dello Stato di Palestina. Un gesto privo di valore diplomatico, ma che testimonia una spinta dal basso e un dissenso crescente rispetto alla linea dell’esecutivo nazionale. Si moltiplicano anche le iniziative dei Comuni nei quali viene esposta la bandiera palestinese.
Tra i grandi Comuni italiani che hanno riconosciuto la Palestina spicca la città di Napoli, la terza più popolosa d’Italia. A Milano il Consiglio comunale ha approvato una mozione per il riconoscimento, ed a Torino il Consiglio comunale ha approvato una mozione a favore del popolo palestinese che impegna anche sul riconoscimento. Ma ci sono poi anche comuni più piccoli, come Perugia, e decine di altri comuni molto piccoli, che hanno riconosciuto ufficialmente la Palestina.
Bandiere esposte sui palazzi comunali, da Bologna a Napoli passando per Roma
Oltre a queste azioni simboliche, senza effetti pratici ma appunto simboliche visto il contesto internazionale, si segnala anche l’esposizione di bandiere della Palestina sulle facciate di molti palazzi comunali.
Negli ultimi mesi, in diverse città italiane, le facciate dei palazzi comunali si sono colorate dei colori della Palestina. Un gesto simbolico, che i sindaci e i consigli comunali hanno voluto compiere per esprimere solidarietà al popolo palestinese e per chiedere al governo italiano un riconoscimento formale dello Stato di Palestina.
A Roma, la bandiera palestinese è stata esposta sul Campidoglio, accanto al fiocco giallo in ricordo degli ostaggi israeliani, mentre anche alcuni municipi della capitale hanno aderito con iniziative simili. A Bologna, sullo storico Palazzo d’Accursio, il vessillo è stato issato accanto a quelli italiano ed europeo. Lo stesso è avvenuto a Bari, sul prospetto del Municipio, e a Barletta, dove il sindaco ha voluto sottolineare il valore di un messaggio di pace. A Pesaro la bandiera è comparsa sul balcone del Comune, mentre a Spoleto è stata esposta su una delle finestre del palazzo comunale.
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Anche in Calabria si è registrata una mobilitazione diffusa: da Reggio Calabria a Cosenza, passando per Catanzaro e numerosi altri centri, oltre cento municipi hanno issato il vessillo palestinese come segno di vicinanza. Episodi analoghi si sono registrati in Umbria, dove la bandiera è stata esposta perfino sulla sede della giunta regionale, e in comuni più piccoli come Mesoraca, Montedoro, Offida o Santarcangelo di Romagna.
Italiani in piazza per Gaza lunedì 22 settembre
Oltre al riconoscimento simbolico arrivato da tante amministrazioni locali italiane, si segnala anche la giornata di mobilitazione del 22 settembre. Uno sciopero generale e tanti cortei in decine di città sotto lo slogan “Blocchiamo tutto”, ha mobilitato centinaia di migliaia di persone in tutta Italia in solidarietà con Gaza.
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Il 22 settembre l’Italia è stata attraversata da una grande giornata di mobilitazione. Indetta dai sindacati di base, la protesta ha visto scioperi, cortei e blocchi in oltre settanta città, da Milano a Roma, da Torino a Napoli, fino a Bologna e Firenze. Nella capitale decine di migliaia di persone (gli organizzatori parlano di centomila persone) hanno attraversato il centro e la stazione Termini, mentre a Milano a margine del grande corteo pacifico non sono mancati scontri con la polizia davanti alla Stazione Centrale. Scontri che sono però stati usati dal governo Meloni per scagliarsi contro tutte le mobilitazioni pro-Palestina, che sono state pacifiche. A Bologna, i manifestanti hanno bloccato la tangenziale e alcuni tratti autostradali, con momenti di forte tensione.
Dalle aule dei consigli comunali alle piazze, il tema del riconoscimento della Palestina si è dunque imposto con forza nel dibattito italiano, in un contesto europeo in rapida evoluzione, segnato dalle decisioni di Spagna, Portogallo, Regno Unito e Francia di riconoscere ufficialmente lo Stato palestinese e con una crescente mobilitazione internazionale contro l’azione militare di Israele a Gaza, ormai giudicata da molti un “genocidio”.
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Rassegna stampa
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Lorenzo Pasqualini
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