
In Spagna, durante le festività natalizie, è impossibile non imbattersi in un dolce popolarissimo. Parliamo del ciambellone dei Re Magi, il roscón de Reyes, che viene consumato tradizionalmente il 6 gennaio — giorno dell’Epifania, ma acquistato e gustato già nelle settimane precedenti. In ogni città e paese spagnolo, dai bar più modesti alle pasticcerie storiche, le file per acquistare il roscón cominciano già nei primi giorni di gennaio.
La mattina del 6 gennaio, dopo la magica notte della cabalgata — la sfilata dei Re Magi — è tradizione che le famiglie si ritrovino per gustare questa grande ciambella dolce, decorata con frutta candita, zucchero e, spesso, crema o panna all’interno.
Il roscón si chiama così perché festeggia l’arrivo dei Re Magi dalla lontana Betlemme, ovvero Gaspare, Melchiorre e Baldassare, che nella tradizione cristiana portarono oro, incenso e mirra al Bambino Gesù. L’Epifania — o el Día de los Reyes — rappresenta infatti la loro visita ed è giorno di regali e aggregazione familiare.
Si tratta di una ciambella (la ciambella dei Re Magi), che viene mangiata la notte de “los Reyes Magos”, fra il 5 ed il 6 gennaio, o la mattina del 6 a seconda delle tradizioni locali, e nella quale si trova anche una piccola sorpresa.
Il roscón de Reyes
Il 5 gennaio, per chi vive in Spagna, sarà facile vedere le pasticcerie “prese d’assalto” da decine di persone che hanno ordinato il loro “roscón”. Spesso si formano delle vere e proprie file per ritirare il dolce, senza il quale la festa non sarebbe la stessa. Insomma, una tradizione molto sentita. Cosa c’è nell’impasto di questo dolce lievitato? Gli aromi classici sono: acqua di fiori d’arancio, scorza di arancia e limone. All’interno troviamo anche frutta candita. La farcitura con panna è ormai molto diffusa.
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La sorpresa nel roscón de Reyes: regole, fortuna e… pagamenti
Una delle componenti più attese è la sorpresa nascosta all’interno del dolce: una piccola figurina e una fava secca. Chi trova la figurina, che oggi viene conservata in un involucro di plastica per motivi igienici, viene incoronato “re o regina” della giornata e spesso riceve una piccola corona di cartone da indossare; chi invece si imbatte nella fava dovrà — secondo la tradizione — offrire o pagare il roscón l’anno successivo. Questa usanza, oggi giocosa e folkloristica, ha radici antichissime e richiama significati di fortuna e prosperità per l’anno nuovo.
Radici antiche
La forma circolare di questo ciambellone e il costume di nascondere una sorpresa all’interno affondano le radici in tradizioni europee molto antiche. Secondo numerosi storici della gastronomia, il roscón de Reyes deriva dalle consuetudini dell’antica Roma, in particolare dalle celebrazioni di Saturnalia, feste pagane dedicate al dio Saturno che si tenevano in dicembre per celebrare la fine del ciclo agrario e il ritorno della luce. Del resto, anche in altre città, ancora oggi c’è la tradizione di elaborare dolci legati a questo periodo. Ad esempio a Roma, dove a dicembre si trova ancora nelle pasticcerie il “pan giallo”.
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