Al comune di Madrid un candidato italiano: l’intervista a Giovanni Quitadamo

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Il prossimo 26 maggio si vota a Madrid, come in tutta la Spagna, per le elezioni amministrative. Nello stesso giorno si voterà anche per europee e autonomiche (regionali).

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Fra i candidati al comune di Madrid, nella lista Más Madrid, piattaforma politica con cui si candida nuovamente l’attuale sindaca Manuela Carmena, c’è anche un candidato italiano, Giovanni Quitadamo. Lo abbiamo intervistato.

L’intervista a Giovanni Quitadamo, candidato al Comune di Madrid

Ciao Giovanni, innanzitutto, da dove vieni e da quanti anni vivi in Spagna?

Sono napoletano, ho vissuto a Napoli fino alla laurea, poi nel 2004 venni a Madrid per fare un master. Mi sono innamorato della città e ho messo radici. Ormai sono qui da 15 anni, lavorando nel settore della Cooperazione allo Sviluppo.

Qual è il tuo percorso politico?

Il famoso movimento del 15M ha avvicinato molte persone alla política qua in Spagna. Ha soprattutto svegliato coscienze. Poi, quattro anni fa, si creó la candidatura di Manuela Carmena al Ayuntamiento di Madrid. Una candidatura che risponde a quella voglia di cambiare. Una candidatura diversa, pulita, nata dal basso, dal movimento associativo della città. Mi coinvolse inmediatamente, quella campagna elettorale è un ricordo bellissimo.

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Cosa ti ha portato a candidarti nelle liste di Más Madrid?

Senza dubbio la gestione di Manuela e del suo team. In questi quattro anni ho partecipato attivamente nel gruppo di quartiere del partito (prima Ahora Madrid, adesso Más Madrid). Ho vissuto da dentro questo grande cambiamento.

La città ha vissuto una svolta nel 2015, con l’elezione di Manuela Carmena, dopo 24 anni di governo del PP. Quali sono secondo te i punti da risaltare, dell’amministrazione Carmena?

Sono tanti ovviamente, la gestione si regge su principi ben diversi da quelli del Partido Popular. Ne sottolineerei soprattutto quattro. 1) La trasparenza: record di spesa sociale e riduzione del debito sono la prova di una gestione senza corruzione. 2) Il femminismo: tutte le politiche possono avere un approccio di genere. Tre anni fa lanciammo una bellissima campagna: “Madrid necesita feminismo”, che si rispecchia in tante iniziative. 3) La lotta all’inquinamento: migliorare l’aria che respiriamo è una delle priorità di Más Madrid. Per esempio le piste ciclabili e la bici pubblica sono scommesse che cambiano questa città. 4) la democrazia diretta o “participación ciudadana”: finalmente possiamo partecipare attivamente alle scelte del comune, attraverso la web Decide Madrid (per esempio tutto il processo per Plaza de España), oppure nei Foros Locales. Forse sono ancora poco conosciuti ma nei Foro Locales (creati due anni fa in ogni quartiere) la gente elabora proposte per qualunque tematica e si possono elevare praticamente come fosse un partito politico.

La piattaforma di democrazia partecipativa Decide Madrid

Madrid sta vivendo negli ultimi anni una crescita di italiani residenti piuttosto considerevole. Ha un valore particolare per lei essere un candidato italiano al Comune di Madrid?

Siamo sempre di più, tanti italiani troviamo qua a Madrid le opportunità e le condizioni di vita che non troviamo altrove. Credo che sia importante sentirci parte della città. Ognuno trova la sua strada per integrarsi, puó essere in tanti campi. Io ho aggiunto questa, la militanza politica. L’integrazione ci permette di disfrutar pienamente di Madrid.

Volendo fare un paragone, in Italia esiste a livello comunale una realtà politica simile a quella nata a Madrid intorno alla figura di Manuela Carmena?

In Italia ci sono molti sindaci eletti al di fuori dei grandi partiti e ci sono figure di spicco che vengono dal mondo della magistratura. Però il caso di Madrid è diferente, non si trata solamente di una personalità “immacolata” ma anche di concejales (consiglieri) che non vengono dal mondo della politica ma da associazioni attive nel sociale. Non scordiamoci poi che Más Madrid si caratterizza per non chiedere prestiti alle banche, non vogliamo dipendere dalle banche. Tutti i fondi vendono da prestiti e piccole donazioni.

Ha avuto contatti diretti con l’attuale sindaca?

Manuela visita spesso i quartieri, da noi ad Arganzuela è venuta più volte. Proprio martedì scorso abbiamo organizzato un incontro aperto con los vecinos della zona. È una persona affabile, che ascolta la gente. Mostra realmente interesse per i problemi specifici di ogni quartiere, piccoli o grandi che siano.

Nella lista di Màs Madrid lei è cinquantesimo (le liste sono bloccate), ma il consiglio comunale è formato da 57 consiglieri. Cosa dovrebbe succedere perché lei venga eletto? 

Dovremmo prendere quasi il 100% dei voti!

Quale sarà il tuo impegno nei prossimi anni nel caso in cui non entrerai nel consiglio comunale?

Il mio impegno nel partito va oltre queste elezioni. A livello di quartiere c’è una gestione che forse non è molto conosciuta. Ogni quartiere gestisce un budget ed ha competenze importanti. In ogni quartiere si riproduce un “mini governo” con le stesse proporzioni di quello dell’Ayuntamiento, formato da figure che si chiamano “vocales vecinos”. Questo è il mio impegno. Essere “vocal vecino” è davvero un bell’incarico perché è la figura delle istituzioni più vicina alla gente, rappresenta la realtà locale, la gestione del barrio.

Se verrai eletto, quali saranno le tue proposte?

Innanzitutto, consolidare e fomentare tutti i processi di di democrazia diretta, di “participación ciudadana”. Stiamo imparando a gestire una fetta del bilancio comunale con los “Presupuetos Participativos”. Da tre anni possiamo presentare progetti e poi votare quelli che preferiamo. Abbiamo lavorato tanto per creare incontri e dibattiti presenziali con la finalità di unire le proposte e le idee della gente.

I lavori di trasformazione della Gran Via

Grazie a questi dibattiti ci si sente parte del quartiere e si presentano progetti migliori e più completi. Tra i progetti più gettonati ci sono quelli per “umanizzare” le grandi arterie della città (Paseo de las Delicias, Santa María de la Cabeza, etc.). Andranno trasformate seguendo l’esempio della Gran Via: marciapiedi più ampli, pista ciclabile, meno corsie per le macchine, più zone verdi e migliori mezzi pubblici.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista, ho collaborato negli anni con giornali e periodici italiani e spagnoli. Sono caporedattore de ilmeteo.net, portale italiano del gruppo Meteored. Fondatore e caporedattore de El Itagnol. Vivo in Spagna da anni, sempre a cavallo fra Roma e Madrid. Laurea magistrale in Geologia Applicata all'Ingegneria.