COVID-19 in Spagna, il Governo ordina la chiusura di Madrid ed altre città della Regione e lancia un ultimatum: “restrizioni entro 48 ore”

boe 1 ottobre 2020MADRID. Il Governo spagnolo ha già pubblicato l’ordinanza ministeriale che obbliga a severe restrizioni le città con maggior incidenza di casi di coronavirus. L’ordinanza è stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale dello Stato uscito questa mattina, 1 ottobre. In questa prima mattina di ottobre la Spagna si è svegliata quindi con la notizia di un nuovo imminente confinamento per le città della regione madrilena. Secondo il Governo, l’ordinanza “dev’essere rispettata a livello regionale entro 48 ore”.

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Ieri pomeriggio si era tenuta una importante riunione fra Ministero di Sanità e singole Regioni (il Consiglio Inter-territoriale di Sanità – CISN), nella quale sono state prese importanti decisioni, non accettate dai governi regionali del centro-destra. Le decisioni sono le seguenti: nelle aree urbane con più di centomila abitanti e nelle quali l’incidenza di nuovi casi supera i 500 ogni 100.000 abitanti, verranno prese misure di restrizione alla mobilità e alle attività commerciali.

Il fatto è che tutte le 10 città della regione di Madrid (lo ricordiamo, la Comunità di Madrid è una regione con 6 milioni e mezzo di abitanti nella quale non si trova soltanto il comune di Madrid ma anche altre città importanti con più di centomila abitanti, come spiegato qui), superano i 500 casi ogni 100.000 abitanti. In particolare si trovano al di sopra di questa soglia: Madrid, Alcobendas, Parla, Torrejón de Ardoz, Alcorcón, Getafe, Leganés, Fuenlabrada, Móstoles e Alcalá de Henares.

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Il governo di Madrid, in aperto contrasto con il governo nazionale (una battaglia tutta politica fra PP e PSOE-UP), ha deciso di votare contro questa decisione. E con lui hanno votato contro anche gli altri governi regionali governati dal centro-destra: Andalusia, Galizia e la città autonoma di Ceuta. Ha votato contro anche la Catalogna.  La decisione è passata con il voto favorevole di 13 autonomie, quasi tutte amministrate dal centro-sinistra.

L’ultimatum a Madrid

La Moncloa ha avvisato però le singole Regioni che la restrizione alla mobilità dentro le città confinate dev’essere realizzata in modo obbligatorio. E che ci sono 48 ore di tempo per metterle in pratica. Madrid sta però già studiando vie legali per andare contro questa decisioni. Il governo regionale guidato da Isabel Ayuso vuole infatti evitare ad ogni costo un confinamento della regione capitolina. La presidente della Comunidad, Isabel Díaz Ayuso, ha annunciato che sta studiando vie legali contro l’ordinanza.

Un nuovo “scontro fra treni” a tre anni dall’1-O? Stavolta fra Madrid e Governo centrale

Nel pieno di una crisi sanitaria pesantissima, con Madrid che è  da settimane la regione europea più colpita dalla nuova ondata di contagi, ecco quindi consumarsi un duro scontro politico fra partiti dell’opposizione e Governo centrale. Uno scontro che si trasforma in istituzionale, ricordando ad alcuni “lo scontro fra treni” di tre anni fa quando il Governo catalano sfidò il Governo centrale (e lo Stato spagnolo) con la sfida indipendentista [proprio oggi ricorrono i tre anni dall’1 ottobre 2017 (che in Spagna viene ricordato come 1-O), abbiamo ricordato quell’autunno caldo qui].

Le restrizioni previste dall’Ordinanza Ministeriale

Ecco un estratto delle più importanti misure di immediato compimento secondo il Bollettino Ufficiale pubblicato oggi (clicca qui per la versione ufficiale), 1 ottobre 2020:

1) Si restringe l’ingresso e l’uscita dai territori soggetti a restrizioni salvo per gli spostamenti (debitamente giustificati) effettuati per i seguenti motivi:
a) Assistenza a centri sanitari
b) Compimento di obblighi lavorativi, professionali, legali
c) Assistenza a centri educativi, scuole, università, asili
d) Ritorno al luogo di residenza abituale
e) Assistenza a persone anziane, minori o dipendenti
[…]
j) Per cause di estrema urgenza

La circolazione per vie o strade che attraversino questi municipi sarà possibile solo se hanno origine e destinazione fuori dal territorio comunale. La circolazione all’interno dei municipi sarà possibile (per i residenti in questi municipi) sempre rispettando le misure di protezione individuale e collettiva.

2) Le riunioni, anche familiari (salvo se gruppo di conviventi) si riducono a un massimo di 6 persone.

In sintesi: gli spostamenti da e per i municipi confinati saranno vietati, ma c’è una lunga lista di eccezioni, dalle necessità di spostamento per lavoro, scuola e università, allo spostamento per ritornare al luogo di residenza abituale. Ci sarà una limitazione degli spostamenti nelle vie e nelle strade dentro i municipi, a meno che lo spostamento non sia per attraversare il territorio. All’interno del comune confinato ci si potrà spostare a piedi, ma non sono escluse misure più dure al riguardo. Ci si potrà riunire con massimo 6 persone. Non verranno chiusi i parchi, almeno secondo quanto riporta il BOE.

Negozi e bar: ingressi ridotti al 50% (60% in spazi all’aperto). L’orario di chiusura sarà alle 22 per i negozi e le 23 per bar e ristoranti (ma un’ora prima non potranno accettare nuovi clienti).  Vietato il consumo alla barra.

La Polizia potrà accedere ai dati sanitari per controllare le quarantene a Madrid

Secondo quanto riporta l’agenzia EuropaPress, da oggi la Polizia spagnola potrà accedere ai dati di Salud Pública per controllare che le quarantene delle persone positive al coronavirus “siano effettive”.

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