Spagna, uno storico spiega preoccupato perché il 19% dei giovani spagnoli ritiene “buoni” gli anni della dittatura di Franco

francisco franco dittatore

A 50 anni dalla morte di Franco, che si ricorda il 20 novembre di questo 2025, professore spagnolo di Storia Contemporanea dell’Università di Saragozza Julián Casanova, ha offerto ai media iberici una possibile – e preoccupante – spiegazione sul perché il 19% dei giovani spagnoli considera gli anni del franchismo come “buoni o molto buoni”. Questi dati allarmanti sono tratti dall’ultimo rapporto del Centro de Investigaciones Sociológicas (CIS), un’istituzione pubblica che si occupa di effettuare sondaggi e inchieste sulla popolazione, secondo il quale questa percentuale sale al 21,3% nel totale della popolazione spagnola, mentre per il 65,5% gli anni della dittatura furono “cattivi o molto cattivi”.

La maggioranza degli spagnoli ritiene quindi molto negativi gli anni della dittatura, ma allarma quel 19% di giovanissimi che ritiene gli anni del franchismo addirittura molto positivi. Lo storico Casanova, che proprio in questi giorni ha presentato il suo ultimo libro, intitolato Franco, ha sottolineato che visita spesso molte scuole e che “in realtà ciò che sta funzionando è l’oblio”.

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In un’intervista concessa a Faro de Vigo, lo storico è stato netto: “Da molto tempo, soprattutto negli ultimi anni, ci sono persone nel mondo – non solo in Spagna – che indicano tutti questi tiranni, e Franco lo era, come modernizzatori; hanno cercato di convincere che quella tirannia non lo era affatto, che si trattava di un’invenzione, sostenendo che quei regimi funzionavano e aiutavano le classi popolari”.

“La colpa non è solo delle scuole”

“Hanno venduto e manipolato per diffondere un’altra immagine dei tiranni – spiega Casanova – e quando l’estrema destra è arrivata a conquistare fette di potere in tutto il mondo – ciò sta succedendo negli Stati Uniti, in Spagna, in Italia, in Olanda, ecc. – questo fenomeno è esploso. Una vera ondata di normalizzazione e di rivisitazione storica delle passate dittature. Il problema, avverte lo storico, è che l’educazione di questi giovani non viene solo dalle scuole ma anche dai social network, che usano in modo massiccio, e da ciò che viene comunicato da “influencer“, da partiti populisti e di estrema destra…

Casanova critica l’idea oggi molto diffusa, ed erronea per la gran parte degli storici internazionale, di dare quasi la colpa alla Repubblica per il golpe franchista del ’36 e la successiva dittatura, come se sia stata la Repubblica democratica a innescare il golpe e renderlo inevitabile.  “La vera storia è che il colpo di Stato è ciò che abbatte la Repubblica. È un tema che viene studiato nelle scuole in modi molto diversi. Oggi nessuno sta facendo indottrinamento sulla Repubblica”, ha sottolineato.

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Il professore ha spiegato che “ciò che si studia è la vera diversità, il conflitto, le insurrezioni, come le armi sostituirono la politica”. Tuttavia, “c’è chi crede che la Repubblica sia un preludio alla guerra, che ne sia la causa e che, in fondo, legittimi il colpo di Stato”. Questa visione politica ha purtroppo avuto negli ultimi tempi un appoggio anche da parte di importanti politici spagnoli della destra, sia del PP che di Vox.

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El Itagnol è un giornale italo-spagnolo ed italo-iberico di attualità e cultura. Testata online bilingue in italiano e spagnolo. Autore del sito: Lorenzo Pasqualini, giornalista a Madrid.
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